Processo Ruby: Berlusconi assolto non può (ancora) sorridere

11/03/2015 di Ludovico Martocchia

Vicende giudiziarie e politiche: il fu Cavaliere è schiacciato tra le procure e tra i due Matteo. Sarà difficile tenere in piedi il partito e creare una nuova coalizione di centro-destra. Berlusconi ritornerà ancora più forte dopo l’ultima assoluzione?

Gli ultimi vent’anni della politica italiana sono stati scanditi dalla vicenda personale di Silvio Berlusconi. Non è solamente una frase fatta, è la realtà della nostra penisola. Se avessimo una macchina del tempo e andassimo avanti con l’orologio di qualche decennio, potremmo rivolgere lo sguardo a questa strana Seconda Repubblica. Ci verrebbe in mente subito una sola parola: berlusconismo. Perché, nel bene o nel male, la storia può essere cadenzata da singoli uomini. E nel caso della storia politica italiana così è stato in molte fasi, recenti e remote. Non c’è bisogno di fare degli esempi, invece è necessario chiedersi se così sarà anche nel prossimo futuro.

Ebbene, la storia del singolo, ormai al tramonto secondo molti, si ripropone con forza nel gioco politico. «Sono pronto a tornare in campo»: quante volte lo abbiamo sentito? Quante volte si è parlato di un Berlusconi che rinasce dalla sue ceneri come l’araba fenice? Un numero incommensurabile. Appunto per questo non è una considerazione da prendere sul serio, semplicemente per il fatto che il declino del fu Cavaliere è in atto da un lustro. Un lento declino elettorale e culturale che ha vissuto e vive ancora di alti e bassi.

Non a caso la giornata di ieri ripropone in parte gli avvenimenti tipici del paradigma berlusconiano: un uomo solo al comando – con pochi membri del cerchio magico a suo fianco – che detta la linea politica («Voteremo contro la riforma costituzionale»); in tanti del partito che lo seguono semplicemente per “affetto”; un uomo dato per morto secondo i suoi avversari anche a causa di una vicenda giudiziaria scabrosa come quella del processo Ruby. Però a fine giornata, dopo nove ore di Camera di Consiglio, arriva l’assoluzione completa, con la Corte di Cassazione che conferma la sentenza d’Appello. Così si ricomincia a trattare del Cav come un uomo che potrà contare ancora, con un preciso piano: modificare la legge Severino per riottenere il pass per la candidabilità.

Ovviamente la situazione non è così positiva. Silvio Berlusconi subisce un ridimensionamento continuo a livello politico e non ha neanche lontanamente risolto tutti i suoi problemi giudiziari. D’altronde una distanza così lunga dal potere ha probabilmente permesso il perdurare di molti processi, senza leggi ad personam che cadevano dall’alto. In breve il processo Ruby Ter – accusa di corruzione in atti giudiziari – è molto più pesante di quest’ultimo guaio risolto ieri, per il quale aveva riscosso sette anni di condanna in primo appello – sei per la concussione, uno per la prostituzione. Poi proseguono le udienze a Napoli per la compravendita dei senatori (tra gli imputati anche Valter Lavitola), la causa civile per la vicenda del Lodo Mondadori, più la vicenda delle escort di Bari. Berlusconi è anche in attesa dell’estinzione della pena per il processo Mediaset per il quale ha scontato dieci mesi e mezzo ai servizi sociali a Cesano Boscone.

Dal punto di vista strettamente politico le problematiche sono due: a sinistra il rapporto con Matteo Renzi, a destra l’alleanza con la Lega di Matteo Salvini. Tra questi due binari si gioca tutto il ruolo di Berlusconi, che probabilmente non ha nessuna intenzione di fare altre mosse azzardate, vuole solo rimanere a galla per evitare di essere spazzato via dai due Matteo. Il patto del Nazareno si è realmente rotto? Dal comportamento di ieri sembrerebbe di sì, ed è qui che sorge un altro dilemma: come tenere in piedi Forza Italia, divisa tra falchi e colombe, verdiniani e fittiani? Al momento, non si vedono soluzioni, anche perché bisogna aggiungere le vicende giudiziarie sopra citate. Certamente aiuta l’aver superato indenne il processo Ruby, ma è solo una magra consolazione. La nuova coalizione di centro-destra potrà essere guidata da un altro leader, scelto attraverso le primarie? In ogni caso, i tempi stanno cambiando. L’araba fenice non potrà risorgere per sempre, l’ora della suo allontanamento definitivo dalla scena sembra più vicino, anche nel giorno in cui si superano i processi giudiziari.

 

 

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Ludovico Martocchia

Nato e cresciuto nella periferia romana. Ha frequentato il Liceo Scientifico Francesco D'Assisi, ora studia Scienze Politiche alla Luiss. Da sempre appassionato di politica, si interessa anche di filosofia, storia, economia e sport. Ma prima di ogni cosa, libero pensatore.
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