Primo comando, l’inizio della saga di O’Brian

04/03/2016 di Nicolò Di Girolamo

Il libro di Patrick O'Brian, ai secoli Richard Patrick Russ, è il capostipite dell'avvincente saga che ha ispirato la pellicola Master and Commander

Primo Comando

Tutti conoscono il film blockbuster Master and commander . Forse non tutti sanno che esso è tratto da una fortunata saga di romanzi ideata e scritta da Patrick O’Brian. Questo nome, dal suono irlandese, in realtà è uno pseudonimo dello scrittore britannico Richard Patrick Russ (1914 –2000), curiosità che ben si confà al resto delle notizie biografiche in nostro possesso sull’autore: sono infatti scarse e piuttosto confuse, ma delineano un profilo davvero singolare.

Russ pubblicò il suo primo romanzo a soli quindici anni e sarebbe diventato un autista d’ambulanza, prima, per poi trasformarsi in agente segreto britannico durante la seconda guerra mondiale. Lasciò la prima moglie con i due figli nel 1940 per ragioni ignote e, sebbene gli piacesse definirsi un britannico di origini irlandesi, era figlo di inglesi e non era cattolico. In ogni caso morì a Dublino e decise di farsi seppellire in Francia, per ricongiungersi con l’ultima moglie Mary.

E ora qualcosa di completamente diverso, come direbbero i Monthy Pytons: questo curioso personaggio ha scritto ben 21 (!) pregevoli romanzi sull’epoca della marineria velica ai tempi di Napoleone, dimostrando di aver svolto un enorme lavoro di ricerca storica tale da avere una competenza, riguardante i velieri, davvero enciclopedica. Scrisse inoltre un romanzo ambientato in India, una biografia di Pablo Picasso e svariati altri eterogenei scritti.

Comunque oggi faremo riferimento al romanzo Primo comando, il primo della saga che ha ispirato Master and commander. Si è scelto questo in quanto primo episodio, ma in realtà ciò che si intende consigliare è l’intera collezione, in quanto la qualità dei romanzi che la compongono è omogenea, ed il contenuto ugualmente avvincente.

Non si troveranno in questa rubrica molti altri romanzi storici, in quanto essi spesso sono degli ibridi un po’ zoppicanti dal punto di vista letterario, non sapendo trovare il proprio equilibrio tra un almanacco e un romanzo vero e proprio, finiscono spesso per divenire qualcosa di esageratamente simile ad un’arida ricostruzione storica o, all’opposto, ad un romanzo rosa. Senza dubbio non è questo il caso dei libri di O’brian che deliziano il lettore con avvincenti avventure marinaresche, roboanti battaglie navali e ben disegnati quadretti di vita quotidiana sulle navi di Sua Maestà. Il rapporto poi, tra il comandante Aubrey e il dottore di bordo Stephen Maturin, amici agli opposti, dà ulteriore linfa alla narrazione costituendo un’opera di davvero piacevole lettura.

Senza dubbio questa va qualificata come lettura di intrattenimento, non tradisce nessuna ambizione ad assurgere al ruolo di capolavoro letterario, ma quello che si propone viene raggiunto con eleganza e notevole perizia, trasportando di peso il lettore in un ambiente affascinante e avventuroso il quale dopo aver terminato il proprio tempo, non ha lasciato quasi nessuna traccia dietro di sé.

Lo scorcio di società che abita sulla tolda delle navi di Jack Aubrey è mirabilmente descritto e senza dubbio originale: la miscela di marinai rozzi, semplici, superstiziosi e pressochè analfabeti, capaci di provare una gioia tanto completa da sembrare infantile alla sola promessa di un bicchiere di grog (rum e acqua), di ufficiali, appena più eruditi, più sommessamente superstiziosi e infine dei vilipesi ‘terricoli’ che di tanto in tanto tocca ospitare a bordo è scoppiettante e fornisce innumerevoli spunti per vicende sempre nuove e pregevolmente raccontate.

Ciò che ci vi scrive ritiene (morbosamente forse) essere il vero valore aggiunto di questa saga, ovvero le copiosissime e dettagliatissime descrizioni di ogni vela, ogni cima, ogni bozzello e angolo recondito di ciascuna nave che si incontra nella narrazione potrebbe spaventare qualcuno dei potenziali lettori, ma che così non sia, la straordinaria storia che scoprirete non perderà di certo mordente per questo.

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Nicolò Di Girolamo

Nasce a Trieste nel 1993 e consegue la maturità classica alla Scuola Navale Militare Francesco Morosini di Venezia. In seguito si iscrive al corso di lettere moderne all'università di Firenze. Lettore accanito fin dalla tenera età, divide le proprie passioni tra vela, cinema e, naturalmente, libri di vario genere.
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