Prendere tempo nonostante le apparenze

25/11/2013 di Federico Nascimben

Tutti i partiti che sostengono il Governo Letta hanno visto scissioni o cambi di dirigenza negli ultimi mesi. Mentre la Prima Repubblica prova a rifarsi strada

Prendere tempo nonostante le apparenze, così potremmo sintetizzare ciò che sta avvenendo nella scena politica italiana degli ultimi mesi. Scissioni e cambi di dirigenza hanno interessato (o stanno interessando) tutti i partiti che sostengono il Governo Letta; mentre a destra ha preso vita la Nuova Alleanza Nazionale e la Lega Nord a dicembre eleggerà il suo nuovo Segretario. Vista la tendenza alla frammentazione che si va via via definendo, un ritorno alla proporzionale e, conseguentemente, alla Prima Repubblica sembra avvicinarsi.

L’area di centrodestra – I motivi legati alla rinascita di Forza Italia e alla creazione del Nuovo Centrodestra, così come la spaccatura all’interno di Scelta Civica e la nascita de “I Popolari” di Mauro, sono collegati, nel primo caso, a questioni giudiziarie e di sostegno al Governo, mentre nel secondo al perseguimento di una causa centrista che ha sempre avuto poco in comune (in realtà) con il progetto Montiano. Entrambe appaiono come manovre di Palazzo, portate avanti per rompere antiche gerarchie prima che sia troppo tardi (NCD) e per testare i propri margini elettorali dopo i scarsi risultati delle elezioni di febbraio (Popolari, UDC). La mossa di Alfano ha sorpreso quasi tutti, soprattutto per la tenacia con la quale è stata portata avanti, mentre quella di SC è passata quasi inosservata. Entrambe, comunque, dovrebbero contribuire a far chiarezza sul sostegno ad un esecutivo che fin qui non ha portato a casa nessun risultato concreto. La creazione di Nuova Alleanza Nazionale, invece, cerca di rimettere assieme ciò che rimane di alcune figure rese note da AN, ma senza l’ausilio di Fratelli d’Italia. La Lega Nord entro poche settimane vedrà un nuovo Segretario. Vedremo se, come dichiarato da Berlusconi, nel qual caso si dovesse tornare ad elezioni vi sarà la riproposizione della Casa delle Libertà sotto il “nuovo” nome di Popolo delle Libertà, e vedremo se a questi si aggiungeranno i neocentristi (prima o dopo la tornata elettorale?) e, soprattutto, quale sarà il risultato elettorale. L’accoglienza riservata a quest’insieme di nuove operazioni non è certo stata entusiasmante, viste le condizioni del Paese e lo sconforto generale dei cittadini.

Matteo Renzi, Sindaco di Firenze e (con ogni probabilità) neosegretario del PD.
Matteo Renzi, Sindaco di Firenze e (con ogni probabilità) neosegretario del PD.

Il PD – L’unico partito membro della maggioranza che non ha visto (almeno per ora) una scissione al proprio interno, ma che da mesi è in campagna elettorale, è il PD. La scontata elezione a segretario di Renzi dimostra due cose: la scarsa propensione alla competizione del principale partito di centrosinistra; l’attitudine gattopardesca della classe dirigente del partito che fino all’ultimo, anche al costo di rinnegare sé stessa sostenendo il Sindaco di Firenze, cerca di rimanere nelle “stanze dei bottoni”. Infatti, negli anni si sono sempre succedute primarie dall’esito scontato che hanno visto via via eletti: Prodi, Veltroni e Bersani. Il PD si è sempre richiamato ai classici ideali della sinistra e della democrazia mentre, da una parte, non si presentavano competitor con reali chance di vittoria o, dall’altra, si adottavano regole che limitavano selettivamente la partecipazione. Anche qui avremo modo di verificare quali saranno le conseguenze sul Governo se, come dichiarato da Renzi, questo non userà le “sue idee”. Di certo, com’era prevedibile, il Sindaco ha dovuto accettare qualche compromesso e spostarsi un po’ più a sinistra per cercare di piacere un po’ a tutti, ma una ripetizione di ciò che avvenne a seguito della nascita del PD nel 2007, con un continuo punzecchiamento fra il neosegretario Veltroni e l’allora Presidente del Consiglio Prodi, non aiuterà di certo il Governo a durare.

La pochezza e l’incapacità che caratterizzano buona parte della classe dirigente italiana si stanno ripercuotendo sotto la forma di nuove sigle e nuove scissioni, prive di contenuti e, ancor di più, del necessario pubblico denaro. I cambiamenti che stanno attraversando la maggior parte dei partiti sembrano privi di reale sostanza e contenuti, e l’antica definizione di operazioni di Palazzo calza ancora a pennello. Si cerca di prendere tempo mentre “la casa brucia”, con un elettorato disilluso e deluso. Per questo, larga parte della cara vecchia politica nostrana guarda sempre più con favore ad una legge elettorale di stampo proporzionale che giocoforza si adatta perfettamente a questo tipo di esigenze; sicché il ritorno alla Prima Repubblica si fa nuovamente più vicino. A meno di importanti riforme istituzionali in senso opposto ovviamente, ma ormai chi ci crede più?

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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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