Presidenza del Consiglio dell’UE: ora tocca al Lussemburgo

08/07/2015 di Eugenio Frisetti Carpani

Dal 1° luglio al 31 dicembre 2015 il Lussemburgo eserciterà la Presidenza di turno del Consiglio dell’UE, subentrando alla Lettonia.

Europa

Gli Stati membri che esercitano la Presidenza semestrale del Consiglio dell’UE, collaborano a gruppi di tre chiamati “Trio”, introdotti dal Trattato di Lisbona nel 2009. Così, dopo Italia e Lettonia, sarà ora il turno del Lussemburgo, chiamato a concludere il 2015, mentre, dopo di esso, sarà il turno del trio formato da Paesi Bassi, Slovacchia e Malta. Il piccolo stato europeo sarà chiamato ad affrontare diverse questioni di estrema rilevanza che occupano al momento una posizione fondamentale all’interno del dibattito pubblico europeo. La crisi greca, i flussi migratori nel Mediterraneo e la preparazione della conferenza sul cambiamento climatico di Parigi.

Per quanto spesso criticate rispetto alla poca influenza esercitabile da un ruolo che molti considerano quasi di rappresentanza, è bene invece sottolineare come questo sia vero solo in parte. il Consiglio dell’Unione Europea riunisce infatti i governi dei singoli Stati membri, negoziando e adottando la nuova legislazione dell’UE su un piano di sostanziale parità con il Parlamento Europeo, concorre ad adattarla, ove necessario, e coordina le politiche che rientrano all’interno del programma della legislatura.

Martedì, durante la seduta plenaria del PE, a Strasburgo, si è svolta la presentazione del programma proposto, che ruota, principalmente, intorno a sette obiettivi

  • approfondire la dimensione sociale dell’UE;
  • gestire la migrazione, incluso la libertà, la sicurezza e la giustizia;
  • rilanciare il mercato unico concentrandosi sulla sua dimensione digitale;
  • stimolare gli investimenti per promuovere la crescita e l’occupazione;
  • porre la competitività dell’UE in un quadro globale e trasparente;
  • promuovere lo sviluppo sostenibile e
  • rafforzare la presenza dell’UE sulla scena mondiale.

Ciò che è certo è che l’agenda della presidenza del Lussemburgo sembrerebbe essere in perfetta linea con il piano a lungo termine della Commissione Junker; muovendosi di pari passo, insieme, potrebbero finalmente accelerare il processo di cambiamento economico, digitale ed energetico europeo, favorendo la creazione di piccole basi di sostenibilità.

Il Primo Ministro del Lussemburgo, Xavier Bettel, ha sottolineato che la Presidenza riuscirà , in collaborazione con la Commissione, gli Stati membri e il Parlamento europeo, “a fare progressi sugli attuali avvenimenti politici interni dell’UE, oltre a quelli esterni”. Il focus sarà su argomenti dove “c’è un’urgenza, spesso umanitaria e dove la vita delle persone è perennemente in gioco“, e che rischiano di sconvolgere l’ordine del giorno nel breve termine. “Per costruire un ponte, bisognerebbe costruire su entrambi i lati della sponda”, ha motivato, precisando che “la presidenza lussemburghese vuole mantenere la Grecia nella zona euro e il Regno Unito all’interno dell’Unione europea”.

Si attende l’inizio formale della presidenza lussemburghese e si spera in una manovra di forza da parte degli Stati membri. Parte dell’identità che rappresenta ogni nazione ed ogni popolo europeo trova forza nell’Unione che oramai ci accompagna e che deve assolutamente essere sostenuta e riformata, in questo periodo di seria difficoltà. Uno stato fondatore come il Lussemburgo potrà giocare certamente un ruolo fondamentale.

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Eugenio Frisetti Carpani

Nasce a Roma nell’Ottobre del 1993. Si arruola nella marina militare italiana all’età di 16 anni frequentando il liceo classico alla Scuola Navale Militare Francesco Morosini di Venezia. Si iscrive, poi, al corso di laurea triennale in Politics, Philosophy and Economics alla LUISS Gudo Carli. Da sempre interessato agli organismi sovranazionali, alle istituzioni comunitarie e, in particolare, ai rapporti di sicurezza fra NATO e Unione Europea.
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