Da Poussin agli Impressionisti: tre secoli di pittura francese dall’Ermitage

16/03/2016 di Simone Di Dato

Dopo le meraviglie della collezione d’arte medievale e rinascimentale di Basilewsky e le più famose porcellane imperiali, continua la collaborazione intrapresa tra Fondazione Torino Musei e l'Ermitage di San Pietroburgo

Da Poussin agli Impressionisti: tre secoli di pittura francese dall’Ermitage

Una grande mostra dedicata alla storia della pittura francese dal 1600 alla fine dell’Ottocento, frutto dell’accordo triennale che ha già portato in Italia due mostre e uno scambio con protagonisti Raffaello (Sacra Famiglia) e  Antonello da Messina (Ritratto d’Uomo). “Da Poussin agli Impressionisti. Tre secoli di pittura francese”, fino al prossimo 4 luglioporta a Palazzo Madama ben 75 opere provenienti dal museo russo, la cui collezione di pittura francese conta oltre duemila dipinti, la più vasta raccolta al di fuori della Francia. Con un allestimento volto a ricreare le atmosfere del celebre museo russo, la mostra propone capolavori della pittura francese e l’influenza che questa ebbe sull’evolversi del gusto artistico in Russia: un itinerario inedito che parte dall’avvento delle accademie e termina con la pittura en plein air proposta dagli impressionisti. Dai fasti di corte del Re Sole e di Madame de Pompadour fino all’avvento dell’avanguardia.

Cuarata da Clelia Arnaldi di Balme, Natalia Demina ed Enrica Pagella con l’organizzazione generale della Fondazione Torino Musei e la collaborazione di Villaggio Globale International, l’esposizione torinese si articola in 12 sezioni ben precise e propone una selezione di opere di circa 50 artisti dei quali vengono presentati i lavori più rappresentativi ed emblematici. Si comincia con le influenze caravaggesche di Vouet con la sua “Madonna col bambino” vero emblema della pittura barocca francese, per poi passare ai grandi maestri del classicismo, da Philippe de Champaigne fino ai sommi Poussin, presente con Deposizione dalla croce” e “Venere con fauno e putti“, e Lorrain. Si prosegue poi con l’accademismo: Jules-Joseph Lefebvre, celebre rivale di Bouguereau, e la sua bellissima “Maria Maddalena nella grotta” e ancora Jean-Léon Gérôme, pittore e abile scultore, nonchè difensore dell neoclassicismo francese, dedito a temi storici, mitologici e orientalistici che in mostra è presente con “Vendita di una schiava a Roma”.

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Si passa poi alla libertà della pittura di Watteau e Boucher, rispettivamente  con “La proposta imbarazzante” e “Scena pastorale“,  per guardare al ritorno all’antico con Greuze e alla poesia venata di Romanticismo di Vernet e Hubert Robert. Sarà poi la volta di Ingres, tra le altre cose supremo ritrattista la cui opera divenne modello non solo per la ritrattistica coeva ma anche per la nascente fotografia, presente in mostra con il  Ritratto del conte Nikolaj Dmitrievicˇ Gouriev” del 1821. Finalmente l’impressionismo con Renoir Sisley, Monet, Pissarro e il nuovo ciclo che inaugura una pittura non più ufficiale, religiosa e celebrativa, ma rappresentativa della vita quotidiana. A questi si aggiungono molti altri artisti tra cui spiccano Charles-André Van Loo, Louis Le Nain, Eustache Le Sueur, Joseph Vivien, Nicolas de Largillière, Cézanne e Matisse.

Con il suo sguardo alla storia dell’arte francese, la mostra affronta tutti i temi della pittura moderna, dai soggetti sacri, a quelli mitologici, dalla tradizione della natura morta alla ritrattistica, dal paesaggio alla scena di genere. Dai grandi maestri del classicismo alla tradizione accademica, fino ad arrivare alla scena impressionista, capace di imporsi sull’arte europea quale rivoluzione travolgente e aprire la strada alle avanguardie del primo Novecento. Una ricchezza di capolavori che influenzò il gusto artistico della Russia grazie al senso estetico di potenti personalità e alla lungimiranza di ricchi aristocratici e collezionisti.

Info:

Da Poussin agli Impressionisti.
Tre secoli di pittura francese dall’Ermitage
dall’11 marzo al 4 luglio 2016
Palazzo Madama
Museo Civico d’Arte Antica, Sala del Senato
Torino

 

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Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
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