Cosa possiamo fare per l’Europa?

25/05/2014 di Maria Pia Di Nonno

Europa

In questi giorni pre-elettorali si è parlato tanto di Europa e fiumi di articoli sono stati scritti. Ebbene questo non era che il primo gradino, il primo passo lungo la irta e tortuosa via che l’Unione Europea si appresta a percorrere (o meglio a ri-percorrere). Ma le parole non servono a molto se sono fini a se stesse. Questo lo scriveva anche la politologa Hannah Arendt in Cos’è la politica?: «(…) le grandi parole devono accompagnare a mo’ di spiegazione le grandi gesta, che altrimenti, mute, cadrebbero nell’oblio».

Ogni popolo dovrebbe chiedersi “Ma io cosa posso fare per l’Europa?” Noi siamo italiani e dunque la nostra domanda dovrebbe essere formulata in questo modo “Cosa possiamo fare noi italiani per l’Europa, oggi?” In realtà possiamo fare tanto, tutti insieme: istituzioni e cittadini, giovani e meno giovani, euroscettici ed europeisti.

Partiamo dalle istituzioni. A luglio l’Italia sarà chiamata a gestire il semestre europeo e come quando rivestì la Presidenza nel 1990, dopo il crollo del Muro di Berlino, è chiamata nuovamente a sorreggere la democrazia agonizzante. L’Italia, infatti, che ha da sempre assunto un ruolo di facilitatrice di rapporti, potrebbe realmente cominciare a tessere le fondamenta per la costruzione di un dialogo più sincero che porti ad un rafforzamento del progetto politico in Europa. Magari rafforzando il ruolo degli enti locali tramite il Comitato delle Regioni e spronando alla costruzione di un Senato degli Stati. Sarà un mito? Forse sì, ma meglio puntare al meglio che alla mediocrità. La rivista Comuni d’Europa, strumento di diffusione delle politiche dell’Associazione Italiana del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa (AICCRE) è dal 1952 che conduce le sue battaglie per raggiungere questi ambiziosi obiettivi.

Arriviamo ai cittadini – giovani, meno giovani, scettici ed europeisti – come possono essere coinvolti direttamente? Non c’è limite alla creatività e i programmi Europe Creative e Europe for Citizens sono indirizzati ad incoraggiare proprio progetti e dibattiti rivolti alla promozione di iniziative che siano in grado di supportare questi aspetti – creatività, cultura e senso di appartenenza – spesso tralasciati in quanto ritenuti poco rilevanti.

Infine parliamo dei giovani. Ci sono strumenti volti a consentire ai giovani italiani di avvicinarsi all’Unione Europea? Certamente, benché spesso la disinformazione ne vanifichi la portata. Ci sono progetti volti a migliorare la conoscenza teorica dell’Unione. Ad esempio l’AESI – Associazione Europea di Studi Internazionali- che promuove ogni anno dei cicli di conferenze su diverse tematiche inerenti l’Europa. O ancora l’Istituto Luigi Sturzo di Roma che ha pensato di sensibilizzare i giovani, ma anche i meno giovani – in concomitanza con il semestre di presidenza italiano – con una Summer School (che si svolgerà a partire dalla seconda settimana di giugno). Una scuola che mira a creare un dibattito diretto tra esponenti politici, direttamente coinvolti nelle politiche europee, e cittadini.

Ci sono, poi, progetti che vogliono far partecipare in prima battuta i ragazzi piuttosto che fornire loro informazioni. Come La tua idea per L’Europa promossa dal giovane Think Tank Cultura Democratica che crede nella potenzialità dei giovani di scrivere e presentare disegni di legge e proposte normative.

Ci sono, infine, progetti come quello del Ratto d’Europa che sono riusciti nell’ardua impresa di parlare di Europa prima nelle librerie – con una serie di incontri in cui storia, geografia e letteratura si fondevano insieme – poi nelle scuole – con i Laborat, dei laboratori di riflessione – e infine in teatro. Arrivando finanche al Teatro Argentina di Roma dal 29 aprile all’11 maggio 2014.

Dunque, i mezzi per parlare di Europa in termini concreti ci sono; basta semplicemente uscire dallo spirito d’inerzia e passività – che è il male peggiore che possa affliggere la società – ed attivarsi. Sia nel piccolo, leggendo ed informandosi, che nel grande progettando tutti insieme con una visione intergenerazionale. E sul tema, presso l’Istituto Sturzo il 4 giugno 2014 nel pomeriggio, si terrà una conferenza dal titolo “L’Europa dopo il 25 Maggio: generazioni a confronto” durante la quale relatori junior e senior si confronteranno, con l’auspicio che dal dibattito e dall’ascolto reciproco si possano poi raccogliere idee per passare ad un’azione più concreta e misurabile.

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