PON infrastrutture 2014-2020: una sfida per il Mezzogiorno

09/11/2015 di Lucio Todisco

1,84 Miliardi di investimenti per infrastrutture essenziali: tra Alta Velocità al sud, rete ferroviaria siciliana, accessibilità e logistica dei porti, il Programma Operativo Nazionale ha obiettivi ambiziosi per rilanciare il sud Italia. Vediamo quali:

Il governo è atteso dalla importante sfida della riduzione del gap infrastrutturale tra Nord e Sud del paese. Sono di questi giorni le notizie provenienti da Messina di una città senz’acqua, dei disastri idrogeologici nel beneventano e nella locride. Un percorso lungo da portare avanti, da affrontare con determinazione. Qualche segnale inizia a giungere con il PON infrastrutture 2014-2020 presentato a Napoli dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio.

1,84 milardi d’investimenti per migliorare la competitività – Alla presenza della del Commissario Europeo per la Politica Regionale, Corina Cretu, nel corso di un evento alla Mostra d’Oltremare di Napoli, Il Ministro Delrio ha indicato le cifre del PON adottato dalla CE con Decisione C(2015)5451 del 29 luglio 2015. Si parla d’investimenti complessivi per 1,84 miliardi di euro, il 75% finanziati con fondi del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale –FESR- e il 25% con il Fondo di Rotazione Nazionale. Gli obiettivi sono ben chiari, con investimenti in tre settori: le infrastrutture ferroviarie, le infrastrutture portuali e i sistemi di trasporto intelligenti. Il 37% di questi, per un totale di 684 milioni di euro, riguarderanno la competitività del sistema portuale, retroportuale e intermodale delle cinque regioni interessate: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia.

Le aree logistiche: decongestionare le metropoli, modernizzare i trasporti – Il PON, per il Mezzogiorno, immagina investimenti in tre settori strategici: le infrastrutture ferroviarie, le infrastrutture portuali e i sistemi di trasporto intelligenti in zone del territorio già identificate che sono: il quadrante sud orientale e quello occidentale della Sicilia; Il polo logistico di Gioia Tauro; il sistema pugliese; la logistica campana. L’obiettivo che tale piano di finanziamenti si pone è quello di favorire il decongestionamento delle aree metropolitane e del sistema autostradale, cercando di realizzare un processo di integrazione del sistema di trasporto locale e regionale, della rete nazionale e delle grandi direttrici europee e transeuropee. Fra i principali interventi finanziati dal PON Infrastrutture e Reti 2014-2020, infatti, ci saranno l’alta velocità Napoli-Bari e l’implementazione della rete ferroviaria Messina-Catania-Palermo, l’adeguamento della linea ferroviaria tirrenica, lo sviluppo del Polo logistico di Gioia Tauro, la connessione del porto di Augusta con la rete ferroviaria nazionale, i collegamenti di “ultimo miglio” ai nodi portuali del triangolo Bari-Brindisi-Taranto e lo sviluppo delle connessioni intermodali tra Porti di Napoli e Salerno e gli Interporti di Nola e Marcianise.

La logistica e il Mediterraneo “allargato”: opportunità di sviluppo – Il Sud non può prescindere da una costante apertura verso il Mediterraneo per accrescere la forza competitiva di un territorio che sta affrontando un grave deterioramento del suo tessuto industriale, che va lentamente verso la desertificazione. Il cosiddetto “Mediterraneo Allargato” vale 45,8 miliardi di euro per l’export del nostro paese. Nel 2015, l’export italiano è stimato intorno ai 413,3 miliardi di euro, di cui il Sud Mediterraneo esprime il 6,9% e l’intera Area MENA (con la Turchia) l’11,1%. L’ Area del Sud Mediterraneo rappresenta una quota importante dell’export dell’Italia con l’estero, circa il 7% che, dopo il picco del 2010 del 7,7% è andato via via calando ma che nel 2014, ci fa assestare al quarto posto tra i paesi partner dell’area dopo Stati Uniti, Germania (55,1 miliardi di euro) e Cina (52,1 miliardi di euro).

L’internazionalizzazione passa dal mare – Un capitolo importante riguarda i Porti e la logistica. In termini d’infrastrutture i 12 porti presenti al Sud movimentano il 45,7% del traffico complessivo delle merci da e per il nostro paese e il 38,6% dell’occupazione generata in totale dall’economia marittima nazionale. Investire nella logistica, inoltre, rafforzerebbe la competitività del Mezzogiorno. Sebbene tocchi agli operatori privati realizzare piattaforme logistiche nelle quali erogare i servizi di cui necessita il mercato, lo Stato non può prescindere dagli interventi necessari al fine di migliorare il sistema infrastrutturale, operando, soprattutto per quanto riguarda porti, terminal intermodali, aeroporti, riducendo la frammentazione che ne riduce l’efficienza. Realizzare questi investimenti, adesso, potrebbe rendere possibile gli scenari previsti da Massimo Deandreis – Direttore Generale Studi e Ricerche per il Mezzogiorno proprio nel corso della giornata di presentazione a Napoli. Per il 2017 il centro studi ipotizza che saranno i comparti della meccanica (+1,3 miliardi di euro rispetto al 2015), del Made in Italy (+0,8 miliardi di euro) e dei Metalli (+0,7 miliardi di euro) a registrare la maggiore crescita dell’export per l’Italia verso il Mediterraneo.

Non si può che essere d’accordo con le parole del Commissario Europeo Cretu sul fatto che: “una migliore connettività è vitale per un paese come l’Italia. Investire con i fondi europei nelle infrastrutture di trasporto intelligenti e sostenibili svilupperà la competitività dell’economia locale e migliorerà la qualità della vita dei cittadini, portando tempi di trasporti più brevi“. Non è più immaginabile che, ad esempio, per arrivare a Matera, che sarà la Capitale della cultura europea nel 2019 si possa giungere soltanto prendendo la ferrovia appulo-lucana. Troppe sono state le occasioni e gli anni perduti e questa prima serie d’investimenti possono dar vita ad un’interessante fase di crescita per il Mezzogiorno.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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