Polizia Locale verso la tanto agognata equiparazione?

01/07/2016 di Andrea Viscardi

Un tema mai sopito tra gli appartenenti alle forze di polizia locale, è la mancata appartenenza alle forze di pubblica sicurezza. Una polemica aumentata dopo il Decreto Monti 201/2011, che aveva abolito, ad esclusione che per i rientranti in tale categoria, gli istituti di equo indennizzo e della pensione privilegiata

La polemica. Dopo scioperi e proteste, spesso inascoltate, nelle stanze di Palazzo Madama qualcosa si muove, concretamente, per mettere fine ad una situazione paradossale che vede protagoniste le forze di Polizia Locale. Per comprendere la questione, facciamo un passo indietro. Torniamo infatti ai tempi del Governo di unità nazionale. Siamo nel 2011, il “Decreto Monti” n. 201, dell’11 dicembre, all’articolo 6, prevede che “ferma la tutela derivante dall’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, sono abrogati gli istituti dell’accertamento della dipendenza dell’infermità di causa di servizio, del rimborso delle spese di degenza per causa di servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata”, con esclusione del personale appartenente al comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico.

Tale provvedimento riapre fin da subito una profonda polemica mai sopita all’interno delle forze di Polizia Locale, non rientrando esse, a livello legislativo, nel comparto della pubblica sicurezza. Cosa significava, tutto questo? De facto, l’esclusione degli appartenenti alla Polizia Locale dal poter ricevere, in caso di infermità o lesione patita in servizio, e rientrante negli standard di gravità previsti dalla legge, un sostegno che lo stato riconosce alle altre forze di Polizia in casi analoghi, nonché il rimborso delle spese di degenza, sempre per causa di servizio.

Un quadro legislativo vissuto, comprensibilmente, con estrema sofferenza dagli appartenenti alle suddette forze. Da una parte, infatti, vi è la percezione della considerazione del loro ruolo da parte dello Stato, che oggi accomuna tale categoria, più che alle Forze di Polizia Nazionale, a degli impiegati pubblici. Dall’altra, quindi, lo sgambetto del 2011 che, ignorando una situazione già di per sé paradossale, decise di privare loro di un diritto che ritenevano appartenergli.

Più in generale, l’esigenza di una riforma della legge quadro sulla polizia municipale, n.65 del 1986, considerata oramai obsoleta e la cui esigenza di aggiornamento è sottolineata da più parti, è stata più volte utilizzata a fini politici dai vari Governi ma, negli ultimi mesi, qualcosa sembra invece essersi mosso nella giusta direzione, con un lavoro in corso d’essere in Commissione Affari Costituzionali della Camera. A maggio, infatti, i segnali sono stati confortanti nel senso di una risoluzione e una riorganizzazione della disciplina in materia.

Presso la Commissione è iniziato un lavoro, soprasseduto in qualità di relatore dall’On. Neccarato (Pd), teso proprio ad un riordino delle proposte di riforma in materia e, contemporaneamente, si è svolto un confronto tra i rappresentanti della UIL e il Dipartimento di Giustizia e Sicurezza del Pd, sui punti di riforma considerati maggiormente prioritari. Neccarato (Pd) e la Commissione hanno quindi avviato, a giugno, l’esame dei progetti di legge congiunti in materia (Politiche integrate per la sicurezza e polizia locale – AA.CC 1529, 1825, 1895, 1935, 2020, 2406, 3164, 3396).

Tra queste proposte, in particolare, degno di nota per il problema su cui stiamo focalizzando la nostra attenzione è l’a.c. 3396, presentato dall’On. Greco (Pd): esso prevede infatti l’armonizzazione e l‘adeguamento dei compiti e delle funzioni della polizia locale con quelli delle Forze di polizia dello Stato, anche prevedendone l’inserimento nel comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, nonché l’equiparazione – per il personale appartenente ai corpi di polizia locale rispetto alle Forze di polizia dello Stato – dei livelli e delle qualifiche occupazionali (sotto il profilo giuridico e dei trattamenti economici), dei trattamenti previdenziali, assistenziali e infortunistici.

Durante l’ultima seduta, il 21 giugno, è stata richiesta da parte dell’On Lombardi (M5s) la possibilità di effettuare un ciclo di audizioni informali, così da approfondire ulteriormente le questioni e poter agire con ancora maggiore percezione delle problematiche principali. La meta è ancora ben lontana dall’essere raggiunta ma, sicuramente, la strada è stata intrapresa con decisione: che sia, finalmente, arrivato il momento per le forze di Polizia Locale di veder vinta la propria battaglia?

The following two tabs change content below.
Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
blog comments powered by Disqus