In politica non si ragiona, lo studio di Kahan applicato all’Italia

20/09/2013 di Giacomo Bandini

Uno studio di Yale: i politici sono offuscati dalle ideologie?

Da uno studio effettuato negli Usa dal professor Kahan della prestigiosa Yale University, è emerso come l’appartenenza politica e le convinzioni idealistiche di ogni individuo offuscano la mente a tal punto da non riuscire ad eseguire correttamente una serie di calcoli nel caso in cui l’imput, nel merito, sia di provenienza politica.

Politica e ideologia, KahanProva superata, senza politica – L’esperimento eseguito su svariati soggetti prevedeva una tabella con alcuni calcoli basilari da interpretare ed una questione fondamentale come punto di partenza e in base alla quale effettuare le semplici operazioni. Nella prova numero 1, priva di contenuti politici, ai partecipanti vengono posti quesiti banali del tipo: le creme per il corpo provocano prurito? I risultati in questo caso sono stati uguali per ogni soggetto e nessuno ha dimostrato apparenti difficoltà nello svolgerli.

Barare per la politica – Nella prova numero 2 l’argomento ha assunto un forte connotato politico e la domanda metteva in relazione il tasso di armi possedute non dichiarate con la diminuzione o meno di criminalità. I dati forniti ovviamente erano quelli ufficiali, verificabili da chiunque nei siti governativi. Nonostante la facilità del calcolo e i dati palesemente dimostrati, i candidati cercavano di “barare” o “piegare” i calcoli in base alle proprie convinzioni sulla delicata tematica. Il problema riscontrato, poi, è che più si rivelavano abili nelle scienze matematiche più cercavano di barare.

Studiare la realtà che ci circonda – Ora, molti sicuramente penseranno che questi test sono inutili e non dimostrano assolutamente nulla vista la limitatezza della casistica e il fatto che vengono svolti negli Usa, ove il dibattito e la cultura politici presentano dei connotati profondamente diversi dai nostri. Ma se si riflette bene sull’esperienza del nostro quotidiano lo studio non va troppo lontano dalla realtà. Non siamo disposti a scendere a compromessi, preferiamo continuare sulla nostra strada piuttosto che ascoltare e capire le ragioni degli altri. Non ragioniamo con lucidità quando si tratta di politica.

Il Paese delle posizioni – E l’esempio più grave proviene proprio dal quel mondo che fa sbagliare anche i più semplici calcoli. Il videomessaggio di Silvio ha nauseato molte persone, ma molte altre continuano a credere nella sua innocenza senza sentire ragioni. Vi sono poi le parole dei grillini verso il Presidente della Camera, Laura Boldrini. Alcuni infieriscono ulteriormente, altri addirittura ne hanno creato un caso di gravissimo sessismo. Il Paese alle ultime elezioni si è diviso sostanzialmente in 3 e l’alleanza più ovvia non c’è stata, nonostante l’antiberlusconismo forte che accomunava le parti. La legge elettorale è incostituzionale e malfunzionante, l’architettura istituzionale obsoleta e farraginosa, l’omofobia ancora ampiamente permessa. Sono dati oggettivi, sotto gli occhi di chiunque.

Italiani, non matematici – Nulla di questo ha però portato ad una soluzione politica, ognuno è rimasto bloccato sulle proprie posizioni, truccando i conti. E allora forse lo studio di Kahan non è poi così tanto inutile e banale. È in tale banalità spesso che vengono individuati i problemi maggiori e le loro soluzioni. Ma in Italia perfino le ovvietà non sono poi così facili da intuire. Se a tutto ciò aggiungiamo che gli Italiani non sono poi così bravi in matematica la soluzione può essere solo una: non riusciamo nemmeno a barare per avere ragione.

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Giacomo Bandini

Nasce a Ravenna il 1/9/1989 e si trasferisce a Udine nel 2003. Ivi si diploma col punteggio di 78 al Regio Liceo Classico Statale “Jacopo Stellini”. Consegue la Laurea Triennale all’Università degli Studi di Trieste in “Scienze Politiche”. Attualmente laureando presso la facoltà di Scienze Politiche, ramo “Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica - profilo Istituzioni Politiche e Amministrative” all’Università LUISS Guido Carli.
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