La politica degli alieni (ma vengono dalla Gran Bretagna)

18/09/2014 di Francesca R. Cicetti

L’inevitabile per un viaggiatore del tempo: Doctor Who si fa specchio della politica del suo paese.

Doctor Who e Politica

Alcuni alieni nascono per conquistare la Terra, altri, invece, la salvano con un fascino tutto britannico. Doctor Who e l’Inghilterra creano un binomio quasi inscindibile, lungo, tra gli alti e bassi del mestiere, più di sessant’anni. Per una serie di fantascienza centrata sui viaggi nel tempo, è quasi dovuta l’interferenza, di quando in quando, della visione politica del paese natale. L’Inghilterra dell’ultimo mezzo secolo si annida (a volte non troppo) tra le righe della sceneggiatura, facendo capolino di tanto in tanto con un garbo estremamente british.

Si parte dal 1963, quando a dare il volto al celebre Dottore era William Hartnell. Con le memorie della guerra ancora recenti, in ogni malvagio conquistatore alieno riecheggia la follia dei nazisti. La crudele specie dei Dalek, militarista e spietata, si riferiva a se stessa come a un ‘essere superiore’, con l’intento di sterminare ogni altra razza. Nella storia del 1964, “The Dalek Invasion of Earth”, i Dalek salutano col loro braccio d’acciaio alzato, ma alla fine della vicenda, la loro flotta finisce in un’esplosione di detriti. Il disprezzo per il regime nazista viene riproposto anche in tempi più recenti, nell’era Smith, con “Let’s kill Hitler” (2011). Allo sfortunato e ridicolizzato fuhrer viene salvata la vita (“Mi creda, è stato un incidente”), solo per poi chiuderlo in un armadio del suo stesso ufficio. River Song, compagna del Dottore, a una schiera di soldati nazisti che le puntano addosso le loro pistole cinguetta: “Stavo andando al bar mitzvah di uno zingaro omossessuale disabile, quando all’ improvviso ho pensato: cavolo, il Terzo Reich fa proprio schifo, credo che andrò ad uccidere il Fuhrer. Chi viene con me?”.

Dal ’70 arriva a preoccupare gli inglesi, e quindi gli scrittori della serie, anche la questione ambientale. Il Dottore interpretato da Jon Pertwee è il primo baluardo della difesa ecologista. Nelle sue storie salva più volte il pianeta da minacce di inquinamento distruttivo, ed esprime la sua paura sul futuro della Terra per quanto riguarda lo sfruttamento delle risorse.

Doctor WhoAlla fase verde segue quella dei diritti. Negli anni Ottanta le compagne del Dottore smettono di gridare pietisticamente come animali al macello, in attesa di essere salvate, e si sollevano per rivendicare la propria autonomia. Memorabile Ace, al fianco del Dottore incarnato da Sylvester McCoy, che sconfigge un Dalek armata di mazza da baseball. Alla lotta femminista, qualche anno dopo, si affianca quella al razzismo, con Martha Jones, divenuta la prima compagna di colore a seguire il Dottore (David Tennant) nelle sue avventure. Lo showrunner Russell T Davies, dal 2005, introduce invece l’elemento della politica di uguaglianza sessuale. Il suo personaggio, il capitano Jack Harkness, la dice lunga sull’idea degli inglesi in merito ai diritti. Harkness, un viaggiatore del tempo  affascinante, intelligente e pansessuale, ha conquistato il pubblico a tal punto da meritare un suo spin-off. Nella nuova era del Dottore, da poche settimane ufficialmente interpretato da Peter Capaldi, è già comparso un primo bacio lesbico.

Lo humor inglese ha una delicatezza astuta. Pungente, spesso.  Sempre gradevole. E il gioco della politica non toglie nulla alla fantascienza, anzi, la arricchisce. Il Dottore, un viaggiatore del tempo di novecento anni, ne ha passati sessantuno sulla Terra, e con gli inglesi è cresciuto fino a divenire il fenomeno mondiale che è ora. Un fenomeno da Guinness dei Primati. Anche in vetta alle classifiche, non rinuncia a quella punta di ironia assolutamente seria che contraddistingue gli alieni britannici. Sempre, ma in particolare quando si parla di politica. A un giovane Nixon idealista che gli chiede, con occhi luminosi, se verrà ricordato, il Dottore risponde: “Non potranno mai dimenticarla”.

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Francesca R. Cicetti

Nata a Roma, classe 1993, è laureata in Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove si sta specializzando in Governo e Politiche. È autrice di un romanzo di fantascienza, testi teatrali e numerosi racconti, pubblicati da vari editori. Dal 2012 collabora con alcuni quotidiani online per i quali si occupa di cinema, politica e cultura.
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