Poliestere e sudore. Sport e cinema si fondono

03/04/2013 di Jacopo Mercuro

I secondi sul tabellone luminoso scorrono, manca davvero poco, la palla viaggia veloce, altrettanto i battiti cardiaci, non c’è più tempo per riflettere, si agisce d’istinto, si trattiene il respiro, la folla è in piedi, l’esplosione, la gloria…la storia!

Cinema e Sport, fuga per la vittoriaStoricamente, le pellicole sportive hanno sempre suscitato interesse, appassionando lo spettatore. Non è un segreto quanto questo genere sia uno dei mezzi migliori per trasmettere emozioni e raccontare storie di vite straordinarie. Usato spesso come metafora della vita,  lo sport ci dimostra che non ci sono limiti, se non quelli che noi stessi ci poniamo (“Impossible is nothing” cit. Mohammed Alì). Ogni obbiettivo è raggiungibile attraverso il sacrifico e la tenacia così da portare l’uomo al compimento di imprese rimaste indelebili nella storia.

Ricordiamo insieme alcuni dei film più significativi che ci hanno fatto saltare in piedi dal divano segnando la storia del cinema sportivo.

– Apriamo le danze con lo storico film “Fuga per la vittoria”. Durante la seconda guerra mondiale, un generale tedesco sfida i prigionieri del campo da lui sorvegliato, dando vita alla cosiddetta partita della morte. I tedeschi, al termine del primo tempo, si portano avanti di quattro lunghezze. Negli spogliatoi i prigionieri hanno la possibilità di fuggire, ma decidono di continuare a giocare nonostante incomba la sconfitta. Nei minuti finali del secondo tempo, Pelè riesce a salvare la squadra, segnando il goal del 4 pari con una splendida rovesciata, rimasta un’immagine icona del calcio.

“Passate la palla a me ,io faccio così, poi così, così, così e…Goal!”.  – Pelè –

– Facciamo un balzo temporale, passando al moderno Football Americano, con “Ogni maledetta domenica”. Quanti di noi non hanno provato un’enorme carica agonistica, ascoltando il celebre discorso finale di Al Pacino? Ci troviamo a Miami, Florida, gli Sharks sono una squadra della NFL in crisi di risultati. Il coach Tony D’Amato (Al Pacino), messo in discussione da stampa e presidente, ha il compito di risollevare la squadra. Dopo piccole faide interne, il gruppo verrà compatto dall’allenatore stesso, portando gli Sharks a vincere inaspettatamente la partita dei play-off contro Dallas. Un film in cui spicca lo spirito di squadra, evidenzia come la vittoria in uno sport collettivo possa arrivare solo grazie all’unione tra compagni.

“Ogni maledetta domenica si vince o si perde, resta da vedere se si vince o si perde da uomini”.     – Al Pacino –

– Spazio alla nobile arte, il pugilato, uno degli sport più sfruttati dal cinema. Potremmo elencare film a non finire. Partendo da “Rocky” di Stallone, fino al recente “The Fighter” della coppia Bale-Wahlberg. Per importanza non solo sportiva, ma storico sociale, ho scelto il film “Alì” interpretato da Will Smith. Michael Mann, attraverso la sua regia, ci porta a rivivere dieci anni di storia del pugile più noto di tutti i tempi, un personaggio divenuto icona di sacrificio e libertà. La foto, in cui Alì sovrasta Liston, messo a tappeto, è una vera e propria opera d’arte capace di esprime la lunga via per arrivare alla vittoria e la libertà che guarda dall’alto l’oppressione.

Non devo essere quello che altri vogliono farmi essere e non ho paura di essere quello che voglio essere, di pensare quello che voglio pensare”.  – Mohammed Alì –

“He hot game ci catapulta nel mondo del basket, Spike Lee dirige Denzel Washington, in un film sentimentalmente intenso che gira intorno al rapporto tra padre e figlio. Una critica al nuovo modo in cui gli americani concepiscono lo sport, in cui più che la passione è il business a farla da padrone. Una storia amara, sullo sfruttamento dei giovani studenti-atleti afroamericani, che toglie quel velo di bugie e ipocrisia svelandoci il mondo reale.

A questi giovani afroamericani offrono una macchina, soldi, qualche gioiello e l’esca di qualche figa bianca. Se sei il più grande giocatore di tutti i licei della nazione puoi star sicuro che arriveranno a sventolarti qualche paio di mutandine sotto il naso”  – Spike Lee –

– Chiudiamo con la recente pellicola “L’arte di vincere”. Un film sulla vera storia degli Oakland Athletics, squadra della MLB, e sul suo manager interpretato da Brad Pitt. Magnifica metafora della vita su chi viene da sempre considerato un perdente, ma continua a tenere duro e a credere in sogni ed ideali che lo porteranno alla vittoria.

“Se vinciamo con questa squadra, cambieremo per sempre il nostro sport” – Brad Pitt –

È il caso di dire che sport e cinema sono un connubio quasi perfetto, come una macchina ben oliata con il compito di insegnare e far emozionare e perché no…sognare!

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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