Piovono Polpette 2 – La rivincita degli avanzi, più di un semplice cartone

27/12/2013 di Elena Cesca

Che le fiabe e le favole portino con sé una morale è risaputo. Che gli strumenti dei più piccini servano anche ai grandi, anche. È senza dubbio il caso di Piovono polpette 2- la rivincita degli avanzi, il nuovo cartone animato, prodotto dalla Columbia Pictures e Sony Pictures Animation e distribuito dalla Warner Bros, che sta spopolando nelle sale durante queste vacanze di Natale.

La storia ha per protagonista un giovane scienziato, Flint Lockwood, che vive su un’isola dove ha creato una macchina per trasformare l’acqua in cibo. Con essa non solo ha sfamato la sua popolazione, ma ha inevitabilmente generato una crisi di sovrapproduzione tanto da esser costretto a lasciare l’isola, accompagnato dai suoi amici. La creatività del giovane scienziato è stimolata dallo slogan ‘le tue idee possono salvare il mondo’ di Chester V, una sorta di luminare che con le sue invenzioni salva il pianeta ed è acclamato da tutti.  Il giovane scienziato farebbe di tutto pur di diventare un collaboratore di Chester e quando quest’ultimo gli affida un compito per nulla facile, il giovane accetta ad occhi chiusi: deve tornare sull’isola e distruggere la macchina converti-acqua perché, col tempo, il cibo si è animato e riprodotto in ‘Animacibi’ , fino a creare una nuova categoria di mostro, lo Spiderburger, una sorta di chees-burger gigante, che minaccia l’isola col suo formaggio, con il timore che il mondo intero venga assalito.

Piovono polpette 2Per compiere la sua missione il giovane è chiamato a lasciare amici e parenti e non farne parola con nessuno. La gioia della chiamata, però, lo induce a rivelare il segreto ai suoi amici, che decidono di non lasciarlo partire da solo. Anche se un po’ imbranati, saranno loro la chiave di volta della storia. Flint, suo padre e la squadra di amici, traghettati sull’isola con la vecchia barca del papà, dovranno vivere mille peripezie e imbattersi nei nuovi mostri che popolano l’isola. Il vecchio scienziato, però, teme che gli amici aggiunti siano di impiccio al giovane e farà di tutto per allontanarlo da loro, cercando di inculcargli la sola dedizione al lavoro e al raggiungimento del successo. Successo che, tuttavia, non interesserà il giovane scienziato, ma il vecchio, dato che sarà sua la gloria finale. Il vecchio intende solo appropriarsi dell’invenzione del giovane e lo sfrutterà fino alla fine pur di impossessarsene. Saranno però gli amici a far capire a Flint che i nuovi abitanti dell’isola non sono cattivi, ma vanno solo curati e non uccisi. Alla fine il giovane comprenderà che avrebbe dovuto ascoltare i consigli dei suoi cari piuttosto che seguire le smanie di successo del vecchio Chester.

Come da copione, il bene e i buoni trionfano sul male e i cattivi. Tra le luci, i colori, gli effetti della grafica e delle musiche che tanto piacciono ai più piccini, però, si cela una critica razionale e mirata alla globalizzazione. Qualcuno noterà che la vicenda si svolge sulle coste della Silicon Valley, California, culla delle industrie dell’Information Technology, di Google, Facebook e di internet in generale. V’è dunque una critica al mondo altamente tecnologizzato e ai social media che pretendono di rendere l’uomo felice e appagato. All’interno della fabbrica del cattivo Chester, lavorano migliaia di scienziati senza nome, con la costanza delle macchine che loro stessi producono, senza sosta, e si alimentano solo di caffeina. Sono soli, immersi nella tecnologia. I loro cervelli devono essere sempre attivi e le loro idee sempre geniali. Sono le idee ad emergere, non loro, non la loro dedizione. Un po’ come quando noi, dinanzi ad una nuova invenzione, non ci chiediamo da chi provenga e restiamo fissi sul marchio di produzione. V’è dunque il dramma della fuga dei cervelli e dello sfruttamento intellettuale. V’è poi la critica alla sovrapproduzione, alla grande distribuzione e ai colossi come McDonald’s, il cui Cheesburger gigante è il simbolo per eccellenza dell’omologazione dei gusti e dell’appiattimento enogastronomico. Come se non bastasse, c’è di mezzo anche la Cina. Lo scienziato senior, infatti, fa il lavaggio del cervello ripetendo precetti cinesi in cui si celebra il lavoro intenso e senza distrazioni. Allo stesso modo, il giovane del cartone deve accantonare i legami di amicizia e vivere nella solitudine della tecnologia. Per esser produttivi sul lavoro bisogna abbandonare le emozioni, per raggiungere il successo bisogna essere egoisti. Analogo il discorso per la scienza. Lo scienziato è dunque cieco, sordo, amorale e lontano da passioni. Deve solo mirare ai risultati della sua ricerca. Vi sono, inoltre, anche altri tipi di allusioni. Una di queste è il rapporto con il cibo che può essere conflittuale, qualora non se ne faccia un buon uso. Ulteriori allusioni potrebbero essere quelle agli attori marginali del sistema. Un riferimento è riscontrabile sulla scritta della maglia del papà di Flint. Il padre dello scienziato si chiama Tim e la scritta ricorda tanto Tim Hortons, nota catena canadese di caffè e cioccolate.

Sicuramente gli autori del cartone avranno celato altri messaggi dietro la vicenda e ci perdoneranno la recensione affrettata. Di sicuro non saranno delusi dai sorrisi dei bambini che, a loro volta, non sono rimasti delusi dalla nuova storiella. Alla mamme ansiose e paurose che i loro bimbi non finiscano la cena e rimangano impauriti dal cibo animato, invece, lanciamo una rassicurazione e un consiglio: ai bambini piace il cibo, bisogna solo educarli a mangiare e a mangiare bene.

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Elena Cesca

Tarantina, del 1988. Maturità classica. Laurea Triennale in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali presso l’Università del Salento. Laurea specialistica in International Relations presso la LUISS Guido Carli. Ha condotto studi di approfondimento sul funzionamento interno della Commissione Europea, le iniziative europee nel campo della difesa (mercato e industria), la non-proliferazione nucleare e le politiche del Sud-Est Asia. Esperienze studio e di ricerca in Austria, Belgio, Canada e Inghilterra. Attualmente collaboratore parlamentare presso la Camera dei Deputati e PhD Candidate in Storia dell'Europa presso la Sapienza di Roma su tematiche di cooperazione tecnologico-militare in ambito NATO.
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