Pietro Bembo: cardinale-mecenate (Padova, 2 febbraio – 19 Maggio)

04/02/2013 di Simone Di Dato

Essere stato ”fondatore della lingua italiana”, scrittore e mecenate, intenditore d’arte, nonché inventore del libro tascabile, rende Pietro Bembo una forte personalità del Rinascimento. Per non parlare della sua intensa vita: fu amico di Ariosto, ebbe Isabella d’Este come accompagnatrice al liuto e Lucrezia Borgia come amante. Anche se poco menzionato e tenuto in disparte rispetto a personaggi più popolari, fu una figura centrale del suo tempo e soprattutto di Padova, dove nacque nel 1470 e dove studiò e poi tornò a vivere alla morte di Leone X dè Medici, il papa che lo fece suo segretario e plenipotenziario.

La mostra durerà dal 2 febbraio al 19 maggio
La mostra durerà dal 2 febbraio al 19 maggio

Quest’anno la sua città, dopo circa 500 anni, celebra Bembo come collezionista febbrile, instancabile appassionato d’arte, con un’esposizione che riunisce capolavori  rinascimentali che tornano nel loro luogo d’origine, opere di artisti di cui il linguista fu amico e di cui si circondò. Proprio nella sua casa patavina in via Altinate, denominata “Casa delle Muse”, tenne insieme innumerevoli e preziose collezioni, opere donate o acquisite. Varchi la definì “Un sacro tempio consacrato a Minerva“, dea della Sapienza, mentre l’Aretino dopo aver visto le collezioni, esclamò: ”Sembra proprio che Roma si sia trasferita in Padova“.
Alla sua morte i capolavori della casa, ora diventata Museo della Terza Armata, furono venduti dal figlio Torquato e si dispersero nel mondo: oggi sono conservati nei grandi musei internazionali che li hanno concessi eccezionalmente in prestito per l’iniziativa padovana.

La mostra, ospitata da Palazzo del Monte di Pietà (Padova, 2 febbraio – 19 maggio) e curata da Guido Beltramini, è realizzata con il sostegno della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e si snoda in senso cronologico, seguendo gli spostamenti della vita di Bembo. Inizia infatti nella Venezia del tardo Quattrocento, con le opere di Bellinie Giorgione. Poi Ferrara, dove ebbe una relazione con Lucrezia Borgia, Mantova, con Isabella D’Este e dove ebbe modo di scoprire il Mantegna, poiUrbinodel giovaneRaffaello, Perugino.
Il percorso poi  si sposta nella Roma dei Papi, dominata da Raffaello, con Valerio Belli e Giulio Romano. Giunge a Padova, la città dove Bembo scelse di vivere conservando i propri tesori nella casa di via Altinate, il primo museo del Rinascimento, quello che sarà il precursore del museo in senso moderno. La mostra si chiude nella Roma di Paolo III Farnese, con l’umanista ritratto da Tiziano in veste cardinalizia, accanto ad opere stupende di Michelangelo.

Fino al 19 maggio, sarà possibile ammirare anche sculture raffinatissime, un maestoso arazzo dalla Cappella Sistina, strumenti musicali unici, libri a stampa fra i più preziosi, gemme incise, sculture romane in marmo e in bronzo come l’Antinoo Farnese o l’Idolino di Pesaro, capolavori dall’antico Egitto, in quello che è un vero viaggio nella vita di un severo letterato, ma anche di un uomo appassionato.

 

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Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
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