Piero di Cosimo: pittore eccentrico fra Rinascimento e Maniera in mostra a Firenze

20/07/2015 di Simone Di Dato

In mostra fino al 27 settembre alla Galleria degli Uffizi, la pittura eccentrica di Piero di Cosimo (1462-1522), outsider tra i più geniali e fantasiosi della scuola fiorentina a cavallo tra Rinascimento e Manierismo, ben noto a critici e storici dell'arte, ma sconosciuto ai più perchè ingiustamente oscurato dalla fama di maestri suoi contemporanei come Filippino Lippi o Fra' Bartolomeo

Piero di Cosimo

Giunto ormai alla sua decima edizione, il progetto fiorentino “Un anno ad arte“, che offre una serie di esposizioni e rassegne di carattere storico artistico nate dai musei stessi e dalle loro raccolte, mette in mostra fino al 27 settembre alla Galleria degli Uffizi,  la pittura eccentrica di Piero di Cosimo (1462-1522), outsider tra i più geniali e fantasiosi della scuola fiorentina a cavallo tra Rinascimento e Manierismo, ben noto a critici e storici dell’arte, ma sconosciuto ai più perchè ingiustamente oscurato dalla fama di maestri suoi contemporanei come Filippino Lippi o Fra’ Bartolomeo. L’esposizione va ad inserirsi nel programma che dedica a quattro artisti poco noti (insieme a Piero anche Carlo Portelli, Gherardo delle Notti e Carlo Dolci), una monografica che ne comprenda il valore artistico e, secondo una politica di valorizzazione, ne divulghi l’importanza.

Costui era qualche volta tanto intento a quello che faceva, che ragionando di qualche cosa, come suole avvenire, nel fine del ragionamento, bisognava rifarsi da capo a racontargnene, essendo ito col cervello ad un’altra sua fantasia […].
Giorgio Vasari

Dai pochi documenti che ci restano, sappiamo che Piero di Cosimo era figlio di un fabbro fiorentino di nome Lorenzo e che intorno ai 18 anni fu apprendista non salariato presso Cosimo Rosselli, certamente non un dotatissimo pittore ma proprietario di una bottega ben organizzata e che prese Piero, dice il Vasari: “…più che volentieri, e fra molti discepoli c’egli aveva, vedendolo crescere, con gli anni e con la virtù gli portò amore come a figliuolo e per tale lo tenne sempre“. Non a caso Piero considerava Rosselli alla stregua di un padre tanto da soffrire moltissimo per la sua morte e da assumerne poi il patronimico. I suoi esordi avvennero a Roma al fianco del maestro per lavorare nella Cappella Sistina, in particolare nella scena della “Predica della montagna” condotta a quattro mani, per poi rientrare a Firenze e proseguire la sua carriera iscrivendosi nel 1503 alla Compagnia di San Luca, la confraternita degli artisti, e l’8 maggio 1504 all’Arte dei Medici e Speziali. Fu proprio agli inizi del Cinquecento che Piero accentuò il suo stile singolare, allontanandosi dal dibattito artistico contemporaneo. D’altra parte lo stesso Vasari ci consegna un ritratto dell’artista come personaggio piuttosto insolito, eccentrico e poco socievole, “similmente tanto amico de la solitudine, che non aveva piacere, se non quando pensoso da sé solo poteva andarsene fantasticando e fare suoi castelli in aria“. Una figura del tutto anticonvenzionale che la mostra ricostruisce attraverso dipinti, committenze e mediante il suo processo creativo testimoniato da molti disegni.

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Tutto nasce dall’idea di Serena Padovani, direttrice della Galleria Palatina di Firenze, stimolata dal simultaneo interesse della National Gallery di Washington verso Piero di Cosimo, interesse che ha portato alla luce due mostre, quella americana conclusasi lo scorso 3 maggio e quella fiorentina che ha da poco aperto i battenti. Tuttavia, nonostante la comune intenzione, non si tratta di una mostra in due tappe, bensì di due percorsi espositivi ben distinti. Se la National Gallery ha dato infatti uno stampo prettamente monografico, la Galleria degli Uffizi con circa 100 opere tra dipinti e disegni, fa in modo che la parabola artistica di Piero di Cosimo si confronti con altri maestri come Filippino Lippi, fra’ Bartolomeo e Lorenzo di Credi, con un’articolazione decisamente più ampia.

Curata da Serena Padovani, Elena Capretti, studiosa del Cinquecento e autrice di vari studi su Piero di Cosimo, Anna Forlani Tempesti, specialista di disegni e già direttrice del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, e Daniela Parenti, direttrice del dipartimento dell’arte del medioevo e del primo Rinascimento alla Galleria degli Uffizi, la mostra vanta di spettacolari pale d’altare come la “Visitazione” per la Cappella Capponi nella chiesa di Santo Spirito (1489-1490), oggi alla National Gallery di Washington, e  la “Sacra Conversazione” commissionata da Piero del Pugliese per l’Ospedale degli Innocenti (1491-1494). Altri punti fermi del percorso sono la “Madonna col Bambino in trono e i santi Lazzaro e Sebastiano” prestito di Pistoia, “Satiro che piange la morte di una ninfa” cortesia della National Gallery di Londra risalente al 1495-500 circa, ancora “Madonna col Bambino e due angeli” proveniente dalla Fondazione Giorgio Cini della Galleria di Palazzo Cini a Venezia e le bellissime tavole su “La scoperta del miele” e “Le disavventure di Sileno”.
Le opere in esposizione ci conducono nel mondo raffinato ed elegante delle committenze, dai Del Pugliese, gli Strozzi, fino  ai Vespucci, attraverso le cui dimore diede il meglio di se in fatto di abilità narrativa, ricchezza dei dettagli, figure, costumi e scenari che testimoniano quanto Piero fosse uno sperimentatore, conoscitore della pittura dei primitivi fiamminghi, influenzato dalla carica espressiva di Leonardo e dal pennello di Filippino Lippi. Caratteristiche d’eccezione e rimandi culturali che fanno dell’artista un irrequieto outsider del panorama artistico del suo tempo, un’autentica nota dissonante.

Info:
Piero di Cosimo 1462 – 1522
Pittore eccentrico fra Rinascimento e Maniera

a cura di Antonio Natali, Elena Capretti, Anna Forlani Tempesti, Serena Padovani e Daniela Parenti.
Galleria degli Uffizi, Firenze
23 giugno – 27 settembre 2015

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Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
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