Piano Strategico del Turismo: l’Italia affronta la sfida della programmazione turistica

05/01/2017 di Lucio Todisco

Un Piano Strategico del Turismo, con il quale il Governo intende avviare un percorso di programmazione turistica puntando a realizzare una vision omogenea per la cultura e il turismo nel nostro Paese.

Turismo Italia

Questo è l’ambizioso piano del PST – Piano Strategico del Turismo 2017-2020, Il documento licenziato dal Governo che, su un arco temporale di sei anni, intende agire su leve fondamentali per uno sviluppo dinamico del turismo nazionale: quella della innovazione tecnologica e organizzativa, la valorizzazione delle competenze, la qualità dei servizi. Tali aspetti saranno integrati con la necessità di un utilizzo sostenibile e durevole del patrimonio ambientale e culturale.

Un piano partecipativo – Il PST nasce da un’interessante percorso di collaborazione partecipativa. Infatti, il piano è stato elaborato con la collaborazione delle istituzioni pubbliche, degli operatori di settore, degli stakeholders e delle comunità locali, con l’obiettivo di ottenere risposte migliorative sia sul lato della domanda che da quello dell’offerta.

Coordinato dalla Direzione Generale Turismo del MiBACT, il percorso è iniziato nel marzo 2015 con le sessioni del Comitato Permanente su specifiche tematiche: Visione, Normativa, Offerta, Impresa, Marketing e Governance; a seguire sono arrivati gli Stati Generali del Turismo di Pietrarsa ad aprile 2016, come momento di confronto diretto con le Regioni e gli operatori del settore, finalizzato alla raccolta di contributi per la redazione del PST. Step successivo è stato quello della partecipazione attiva dei cittadini attraverso il sito dedicato www.pst.beniculturali.it, con una piattaforma partecipativa che ha ospitato la consultazione on line per la costruzione del Piano, creando un dibattito aperto, a livello nazionale, sul futuro del turismo in Italia.

Si è poi giunti al momento delle azioni: quelle iniziative di particolare rilievo strategico – in coerenza con le linee del PST -, realizzate di concerto con alcune Amministrazioni centrali e stakeholder del settore, che saranno inserite nell’ambito dei programmi di attuazione annuale; in contemporanea, si sono costituiti i tavoli con le amministrazioni centrali, per realizzare un percorso interistituzionale tra i vari componenti delle Amministrazioni, al fine di definire fattori critici e priorità comuni da verificare ed attuare in modo coordinato; infine i tavoli con Regioni e stakeholder pubblici e privati. Un percorso per favorire il disegno di una nuova governance per un migliore coordinamento strategico tra Amministrazioni centrali, Regioni, Enti locali e imprese, tenendo conto del ruolo sempre più centrale degli stakeholder di settore rappresentati nell’ambito del Comitato Permanente di Promozione del Turismo.

Quali obiettivi? – Gli obiettivi generali ipotizzato dalle strategie del PST sono: innovare, specializzare e integrare l’offerta nazionale; accrescere la competitività del sistema turistico; sviluppare un marketing efficace e innovativo; realizzare una governance efficiente e partecipata nel processo di elaborazione e definizione del Piano e delle politiche turistiche

Sostenibilità, innovazione, accessibilità – Tre sono i principi trasversali che hanno guidato la realizzazione del piano: sostenibilità, ovvero strategie, interventi e azioni per rafforzare la sostenibilità del turismo nel settore dell’ambiente, del territorio, della salvaguardia del patrimonio, del sistema socioeconomico e culturale; innovazione, azioni proposte nel PST immaginate per innovare i prodotti, i processi della organizzazione turistica, creando competenze nuove e più avanzate nel settore del turismo digitale; accessibilità, ovvero strategie, interventi e azioni per rafforzare l’accessibilità fisica e culturale dei luoghi e dei territori per la loro valorizzazione turistica. Non è un caso che il PST prende il nome di “Italia un Paese per Viaggiatori”, il termine ha infatti diversi significati: accessibilità come fruizione turistica per tutte le persone senza distinzione alla loro condizione di età o di salute; accessibilità come fruizione di luoghi e territori attraverso sistemi di mobilità sostenibile; accessibilità come accesso alla complessità e la varietà del patrimonio visitato.

Il turismo in Italia, oggi – Un Piano strategico ed integrato del turismo si è reso sempre più necessario per non perdere il treno di una crescita del comparto in Italia che deve essere necessariamente indirizzata e stabilizzata. Secondo le stime della DG Turismo sulla base dei dati complessivi dell’ISTAT, il settore turistico registra risultati positivi nel 2015: i dati degli arrivi complessivi di italiani e stranieri sul territorio nazionale hanno mostrato una crescita del 3%, circa 109,7 milioni rispetto al 2014 e dell’11% rispetto al 2010.

I valori della presenza media, in costante decremento dal 2001, hanno avuto una piccola inversione di tendenza rispetto all’anno precedente salendo a 3,5 gg e la spesa media pro-capite giornaliera è cresciuta in nel 2015, arrivando a 107 euro. Infine, il 2015 è stato un anno particolarmente positivo per il turismo straniero in Italia con quasi il +4% in valore assoluto di flussi turistici esteri, che hanno speso circa il 5% in più rispetto all’anno precedente.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.