Il piano lavoro del governo Letta

24/06/2013 di Federico Nascimben

Mercoledì il governo varerà il provvedimento con un occhio di riguardo verso l'occupazione giovanile e il costo del lavoro

Mercoledì in Consiglio dei ministri il governo varerà un piano nazionale per l’occupazione giovanile, con un’attenzione particolare per il Sud, ma che riguarderà tutta Italia“, così ha dichiarato ieri il Presidente Letta. Quello che l’esecutivo ha in mente sembrerebbe essere un vero e proprio percorso per cercare di riformare complessivamente il mercato del lavoro: il Consiglio europeo di Roma, la lettera al FT, il giro di consultazioni con i leader della maggioranza e il tavolo con i sindacati previsto per luglio sembrano essere tasselli facenti parte di un puzzle predisposto con cura dal governo che dovrebbe vedere la conclusione con la legge di stabilità prevista per questo autunno.

La lettera al FT – L’intento principale di Letta è quello di far capire che l’Italia è cambiata: “riaccendere la crescita ma senza il vecchio strumento della spesa in deficit“, ovvero porre definitivamente fine a quell’antico dogma tutto italiano; anzi, “la crescita deriverà da una rinnovata fiducia, dalla promozione degli investimenti e dalla ripresa dei prestiti alle aziende, specialmente le piccole e medie imprese“. E poi il contrasto alla disoccupazione, visto come tema sia italiano che europeo, dato che vi sono “quasi 15 milioni di giovani europei sotto i 30 anni non lavorano e neppure studiano“, e nel nostro Paese “ammontano a 2,2 milioni, quasi un giovane su quattro“. Per contrastare tutto ciò, “questa settimana il mio governo farà passi importanti per tagliare il costo del lavoro per le nuove assunzioni, riorganizzare i servizi di pubblico impiego, semplificare l’apprendistato e aumentare la flessibilità in entrata“.

Il tavolo con i sindacati di luglio – Questa mattina Letta ha incontrato Camusso, Bonanni ed Angeletti, dando avvio al tavolo di confronto con i sindacati – che vedrà la propria fase centrale questo luglio – per cercare di dare attuazione alle politiche per la ripresa. CGIL, CISL e UIL, inoltre, hanno sottolineato la necessità di: trovare una soluzione definitiva al problema degli esodati; “un’azione incisiva del governo sulle nuove vertenze che mettono a rischio migliaia di posti di lavoro“; “partire dal fisco per dare reali prospettive al lavoro“.

Il pacchetto lavoro – Mercoledì sarà il giorno del tanto atteso provvedimento sull’occupazione, il quale si dovrebbe suddividere in tre parti: revisione della legge Fornero, risorse economiche e riforma dei servizi per l’impiego. Per quanto attiene alla prima, il governo sembra intenzionato a ridurre a 10-20 giorni le pause necessarie tra la stipula di un contratto a termine ed il successivo per almeno due anni. Nella seconda parte, per ora, sono stati rinvenuti un miliardo di euro di fondi europei derivanti dalla loro razionalizzazione (altrimenti sarebbero andati persi), ma questi possono essere utilizzati per le sole regioni del mezzogiorno, le quali (per l’appunto) ne erano le destinatarie iniziali. Si prevede poi la riduzione del costo del lavoro per i soli giovani assunti a tempo indeterminato tramite una decontribuzione. Invece, nella terza ed ultima parte, si prevede la riforma dei servizi per l’impiego, soprattutto attraverso un loro maggiore finanziamento: l’Italia, infatti, spende 500 milioni di euro all’anno contro i 5 miliardi della Germania. Comunque, tutte le risorse aggiuntive necessarie saranno da negoziare con Bruxelles.

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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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