Perché Siviglia è la città più esotica d’Europa

19/10/2015 di Mariagiovanna Giuliano

Il capoluogo dell'Andalusia porta con sé il peso culturale di insediamenti e conquiste delle varie popolazioni che, nel corso dei secoli, hanno contribuito a rendere Siviglia la città più esotica dell'Europa Occidentale.

Siviglia

Cartaginesi, Vandali, Svevi, Visigoti, Arabi… sono molte le popolazioni hanno contribuito a formare la storia di Siviglia che, al giorno d’oggi, porta con sé tutto il peso culturale di insediamenti e conquiste a cui è stata soggetta nel corso dei secoli. Capoluogo della “caliente” Andalusia, Siviglia è anche la città che più rispecchia tradizioni e usanze spagnole, dalla corrida al flamenco, dalle tapas alla sangria, che non sono solo uno stereotipo per attirare turisti, ma l’anima stessa del suo popolo.

La vita di Siviglia si svolge, proprio come secoli fa, intorno al Guadalquivir, l’unico fiume navigabile della Spagna che divide in due la città. Proprio grazie alla presenza del fiume Siviglia è sempre stata un fiorente centro commerciale, tanto che nel XIV secolo veniva chiamata “puerto y puerta de Indias“; era l’epoca della colonizzazione spagnola, quando la città era tra le più ricche e cosmopolite del Paese. Ma la sua storia è molto più antica e risale all’VIII secolo a.C. quando venne fondata dai Tartesi e dai Romani.

Giralda
Giralda

Nel 712 fu conquistata dagli arabi, periodo in cui conobbe il suo massimo splendore. Furono gli arabi a costruire alcune delle principali attrazioni della città: la Moschea Maggiore, sostituita con una Cattedrale nel XIV secolo quando il cattolico Ferdinando III di Castiglia riconquistò Siviglia, e la Giralda, antica torre costruita a più riprese da diverse culture, principalmente araba e cristiana.

Durante il secolo d’oro spagnolo arrivarono in città molti artisti che contribuirono al suo sviluppo artistico e architettonico con la costruzione di maestosi palazzi rinascimentali e barocchi. Tutti i monumenti più importanti si trovano intorno a Plaza del Triunfo, dove si erge l’Alcázar reale (“Palazzo reale”), residenza di re e califfi, la cui bellezza è dovuta specialmente all’armonia con cui i diversi stili architettonici – principalmente mudéjar e gotico – si mescolano insieme. Vicino all’Alcazar si trova il Palazzo di Carlos V eretto nel 1543, al cui interno è custodita una magnifica collezione di arazzi rappresentanti la conquista di Tunisi ad opera di Carlo V. Dal palazzo si accede ai giardini, in stile arabo con forme rinascimentali e romantiche.

L'Alcazar
L’Alcazar Reale

Infine, non può mancare una visita ai quartieri più conosciuti del centro storico, come il Barrio Santa Cruz, chiamato anche “quartiere ebraico” perché un tempo era abitato dagli Ebrei, o il Barrio de San Bartolomè, dove si trova Plaza de San Francisco in cui un tempo si tenevano feste, manifestazioni e corride.

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Mariagiovanna Giuliano

Salernitana, classe 1994. Diplomata al Liceo Classico, attualmente studia Scienze Politiche a Roma. Le sue passioni sono la lettura, l’arte, lo yoga e la meditazione. Sogna di girare il mondo e di scrivere delle sue avventure. Cura un travel blog per giovani, www.ilpiccoloviaggiatore.com
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