Perché a Renzi servono le unioni civili

09/10/2015 di Ludovico Martocchia

Renzi cerca di raccogliere consenso ovunque, con tutti i mezzi a disposizione: cambiamenti istituzionali, riduzione delle tasse, espansione dei diritti civili. Così riesce a tenere stretta l’ala sinistra del suo partito. Vantaggi e perplessità della legge Cirinnà.

PD Renzi

Riforma costituzionale, legge Cirinnà, e poi le tasse: è il piano di Matteo Renzi alla fine del 2015. Entro il 14 ottobre, il ddl sulla disciplina delle unioni civili approderà in Aula al Senato, dopo le ultime modifiche della settimana scorsa. Ogni riferimento al termine “matrimonio” è scomparso, ora si parla di “formazioni sociali”. È la cifra del compromesso raggiunto in seno al Partito Democratico, in cui è forte l’ala cattolica, con la maggioranza parlamentare a sostegno del governo. Ma i mal di pancia continuano. Il Nuovo Centro Destra, soprattutto con Maurizio Lupi, preme ancora contro la stepchild adoption, ovvero la possibilità per uno dei componenti della coppia di adottare il figlio dell’altro partner.

Come si può notare, il quadro non è semplicissimo, sia dal punto di vista politico, sia da quello legislativo. L’accusa di Area popolare nei confronti del governo è di aver ceduto alle pressioni della minoranza interna: il sì alla riforma costituzionale, in cambio di un’espansione nel settore dei diritti civili. Se così fosse, non si assisterebbe a nessuna mossa scandalosa. A rimetterci sarebbero appunto Ncd e Udc, che vedrebbero diminuito il loro potenziale di ricatto – usando una terminologia strettamente politologica. Ovvero, gli esponenti di quell’area di centro e centro-destra del governo non risulterebbero più determinanti a livello numerico, dato che alla Camera dei Deputati il Pd potrà contare su una larga maggioranza, mentre al Senato potrà facilmente sfruttare i voti di Sel, del MoVimento 5 Stelle e non ultimi dei soccorritori verdiniani che si sono resi disponibili a votare la legge.

Per quanto riguarda il piano normativo, paradossalmente il ddl Cirinnà è discusso da ambo le parti, da destra e da sinistra. Alcuni giuristi e costituzionalisti sostengono che la cancellazione all’articolo 3 della legge del riferimento agli articoli 147 e 148 del Codice Civile, comporterebbe una disuguaglianza tra i due genitori sul piano sostanziale. Spiegandosi meglio: questi ultimi due articoli riguardano gli obblighi verso i figli. In questo modo, eliminandoli dal disegno di legge, la stepchild adoption perderebbe di valore. Il secondo genitore – colui che adotta – non avrebbe gli stessi doveri del primo – il genitore naturale. In poche parole, potrebbe venire a crearsi una disparità tra i due partner, che avrebbero diritti e doveri diversi.

Sul frangente opposto, una critica molto forte coincide con il fattore economico-finanziario. A prima vista, una legge a favore delle coppie omosessuali non dovrebbe comportare oneri per lo stato. In realtà non è proprio così. Il ddl prevede la reversibilità della pensione per i nuovi partner che godranno del testo sulle unioni civili. Sempre Ncd si era interrogata in Commissione giustizia al Senato sulle coperture. Le spese, però, saranno sostenute grazie a fondi di riserva del Tesoro e da un fondo per interventi strutturali di politica economica. Insomma le coperture ci sono. Verrebbe da dire anche per fortuna, dato che una legge sulle unioni gay non avrebbe senso se fosse stata esclusa la possibilità della reversibilità della pensione.

Se Renzi riuscisse a portare a casa un risultato del genere, avrebbe un’altra freccia nel suo arco della propaganda: la lista delle cose fatte dal governo aumenterebbe. Il premier-segretario sa benissimo che le unioni civili sono un tassello essenziale del suo disegno. Con le tasse, prima di tutto l’ipotesi di abolire l’Imu sulla prima casa, cercherà di strappare più consensi possibili al centro e al centro-destra. Mentre, con le unioni civili terrà unito il partito, prendendosi magari anche qualche voto in più a sinistra. Se molte leggi approvate da quando è diventato Presidente del Consiglio sono lacunose e fortemente discutibili, Renzi sta dimostrando di essere un maestro della mediazione, di certo non un novello della politica.

The following two tabs change content below.

Ludovico Martocchia

Nato e cresciuto nella periferia romana. Ha frequentato il Liceo Scientifico Francesco D'Assisi, ora studia Scienze Politiche alla Luiss. Da sempre appassionato di politica, si interessa anche di filosofia, storia, economia e sport. Ma prima di ogni cosa, libero pensatore.
blog comments powered by Disqus