Pdl stop, ora Forza Italia. Le colombe titubano sulla scissione?

26/10/2013 di Andrea Viscardi

Decaduto Silvio Berlusconi

Forza Italia 2.0 – Il Pdl è morto. Viva Forza Italia. Così si potrebbe riassumere il prevedibile esito della giornata di venerdì. Silvio Berlusconi ha deciso di accelerare e mandare in pensione il Popolo della Libertà, azzerando le cariche. L’ufficio di presidenza comunica, infatti, nel tardo pomeriggio: “delibera la sospensione delle attività del Popolo della Libertà,  per convergere verso il rilancio di ‘Forza Italia’ già pubblicamente  annunciato dal presidente Berlusconi con un appello a tutti gli  italiani che amano la libertà e vogliono restare liberi.”

Alfano Pdl, Scissione, Forza ItaliaVola, colomba bianca? – Una scelta prevedibile, visti gli sviluppi degli ultimi giorni e il rinvio a giudizio per la questione De Gregorio a Napoli. Il momento più opportuno? Analizzando a 360° il panorama, si potrebbe dire di sì. Le colombe guidate da Alfano, infatti, sono oggi più in difficoltà che mai. Proprio Angelino ha provato sino all’ultimo a convincere Silvio a lasciar perdere. Intanto, Lupi, rilascia un’intervista in cui si dice convinto non vi sarà alcuna scissione, ma tutto si risolverà all’interno del Partito. Neanche un mese fa, durante la concitazione per il voto di fiducia, la scissione sembrava cosa scritta ma, giorno dopo giorno, l’ex Presidente del Consiglio è riuscito a riportare, quantomeno, la discussione all’interno del Partito, riducendo lo strappo. Ma sarà veramente così?

Senso di responsabilità vs. convenienza – Come scrivevo negli scorsi giorni, infatti, la maggior cautela delle colombe può essere interpretata anche come una conseguenza dell’atteggiamento del PD. Pensiamo, ad esempio, alla nomina della Bindi a capo della Commissione antimafia. La gara di dispetti messa in atto da alcune frange della sinistra, sempre meno tolleranti verso il governo di larghe intese, ha fatto riflettere quei senatori pronti a salutare Silvio alla prima occasione. Il Paese ha bisogno di un governo, è vero, ma se anche nel PD in molti iniziano a volere la sua fine, ha tanto senso uscire dal partito di Berlusconi, spaccare la destra, essere considerati dei traditori e rischiare di porre termine alla propria carriera politica nell’arco di pochi mesi? Il fantasma di Fini aleggia nell’aria, e rende la scelta parecchio pesante.

Berlusconi e Alfano – Il presidente del Pdl ne è ben consapevole. Per questo ha voluto andare sino in fondo. Il maggior potere contrattuale lo ha oggi: o con me, o contro di me.  Ma riuscirà a trovare un accordo con il suo, potenziale, Bruto personale? Alfano, infatti, continua a rilasciare dichiarazioni piuttosto dure. La scissione, per lui, è inevitabile. A meno che fosse “confermato segretario con pieni poteri”. Parole sue. Ma se Berlusconi decidesse di cercare di far cadere il governo dopo il voto sulla decadenza, allora, la scissione sarebbe immediata. Brutta posizione, comunque, quella dell’ex figliol prodigo. Pensava di spiccare il volo, salvare il Paese e (forse) il centro destra italiano. Invece, si ritrova oggi incastrato tra due scelte, entrambe potenzialmente mortali. Da una parte ritornare alla base con la coda tra le gambe, dall’altra intraprendere un progetto che rischia di rivelarsi fallimentare, almeno a vedere la titubanza di alcuni sostenitori e l’insofferenza crescente di molti falchi del Partito Democratico per l’esecutivo. Proprio il governo, nel frattempo, è nel mezzo, abbastanza impotente. Cosa sarà di Letta, ancora, non si sa. Ma che questo esecutivo non sia specchio nè del PD, nè del Pdl, ma quasi unicamente della volontà di Giorgio Napolitano è cosa certa, oltre che sempre più evidente.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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