Il Pd cambia idea: nessuno tocchi Marino

08/12/2014 di Ludovico Martocchia

Da sindaco più discusso d’Italia a paladino della legalità. Tutti salgono sul carro di Ignazio Marino, fino a pochi giorni fa dato per perdente. Intanto la situazione a Roma precipita, con l’inchiesta “Mondo di mezzo”: cosa cambierà nei vertici della politica romana?

La Panda di Ignazio Marino, gli allarmi meteo, l’apertura della linea C, ma soprattutto la questione dell’immigrazione e i fatti di Tor Sapienza. Questo succedeva nell’ultimo mese a Roma. Ora la situazione si è aggravata. Se la politica romana appariva inadeguata a gestire la città, adesso lo scandalo di Mafia Capitale sta spazzando via quel che rimane di una classe dirigente indegna e indecorosa.

Ma non prendiamoci in giro, i rappresentanti politici sono quello che sono in quanto specchio della società, nella quale micro e marco-criminalità si toccano e si intersecano perfettamente. Il termine Mondo di Mezzo testimonia proprio questa conclusione: Carminati e amici sono il punto di raccordo tra chi sta al di sopra e chi sta al di sotto. E purtroppo la convinzione di chi scrive rimane sempre la stessa, anzi è addirittura rinvigorita. È difficile trovare degli assolti in una crisi morale così profonda.

Eppure sembra quasi che, all’interno della maggioranza che governa la capitale, ci sia qualcuno che ne abbia tratto profitto. È il sindaco Ignazio Marino, che della sua estraneità (potremmo definirla “marzianità”) sta facendo un punto di forza, a tal punto da dichiarare sul Manifesto di voler “risanare la città, anche con un secondo mandato”. Inizialmente però gli alleati del primo cittadino si contavano sulle dita di una mano. Nel momento in cui qualcuno lo difendeva, si nascondeva subito dopo. Accadeva specialmente nel Pd di Roma, che non ha mai mostrato simpatia per il sindaco-chirurgo.

Il contesto è quasi capovolto. Si è dimenticata la gestione non certo brillante della città, criticata in primo luogo dallo stesso partito, arrivando ad un giochino piuttosto semplice: meglio Marino che Alemanno, inquisito fino al collo. Anche se non bisogna dimenticare che lo stesso sindaco “marziano” ha ricevuto fondi per la campagna elettorale dalla cooperativa 29 Giugno ed è stato ritratto in varie foto con Salvatore Buzzi (braccio destro di Massimo Carminati). Ecco, il sindaco non sembra completamente estraneo. Inoltre Mattia Stella, il capo della segreteria di Marino, si incontrò a cena proprio con Buzzi, come documentano i video, che ormai impazzano su internet e sulle tv.

Marino-Roma-Buzzi
Salvatore Buzzi, uno dei grandi protagonisti dell’indagine sulla “Mafia Capitale”

Tutti (o quasi) i vertici della politica romana sembrano coinvolti nel “magna magna” generale di Mafia Capitale: quali sono le prospettive per il comune di Roma?

Innanzitutto il presidente del Pd Matteo Orfini ha dichiarato l’autosospensione dal partito dell’assessore alla Casa Daniele Ozzimo, del consigliere regionale Eugenio Patanè e del presidente dell’Assemblea Mirko Coratti (già sostituito da Valeria Baglio). Marino ha disposto la rotazione dei dirigenti, un ampio rimpasto della giunta è sempre più certo.

Insomma, per adesso non sono stati apportati grandi cambiamenti, rispetto a ciò che richiedono i partiti di opposizione. Il Movimento Cinque Stelle, unica forza politica estranea alla vicenda, in virtù di questa considerazione ha richiesto la guida della commissione Trasparenza. Tuttavia ci sono delle contraddizioni anche tra i grillini, come al solito dovute ad una divergenza tra la linea del leader e della base. Infatti i consiglieri del M5S si sono messi a disposizione per collaborare sui temi, a tal punto che un’apertura del genere ha indotto il sindaco a proporgli un ingresso nella giunta. Proposta subito rifiutata da Grillo e Casaleggio, che forzano sulle dimissioni del primo cittadino. Marino così ha affermato di rimanere sempre colpito dalla “schizofrenia” tra il gruppo dirigente che non si vuole assumere nessuna responsabilità e il gruppo capitolino, sempre disponibile sulla trasparenza e la legalità, ma che all’ultimo momento dice sempre di no (il Fatto Quotidiano).

Anche Berlusconi e Salvini chiedono le dimissioni e le elezioni subito, come se la prossima giunta ed una nuova assemblea comunale potessero risolvere tutto lo “sfascio Capitale”, di cui si è accorti solo dopo le inchieste della magistratura. Proprio in vista delle esternazioni del centro-destra riemergono, ancora più vivaci, le candidature alternative. Prima fra tutti Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale e Alfio Marchini, anche lui non completamente avulso dalla vicenda Mafia Capitale, seppur non indagato.

Si propone come novità assoluta la Lega Nord, pronta a trasformarsi per l’occasione in Lega romana, candidando un sindaco anch’esso romano, ma leghista. Quindi la soluzione a tutti i problemi è la Lega? Allora è vero che la memoria italiana è cortissima, ora la Lega è sinonimo di legalità. L’amministrazione al nord non è mai stata immune dagli scandali (tanto per citare: Cota, Belsito, Renzo Bossi e gli esempi dell’Expo e del Mose, proprio in Lombardia e in Veneto).

Infine, tornando alle valutazioni su Marino, non si può dimenticare l’amministrazione della capitale, per certi versi positiva (pedonalizzazioni, riduzione del numero di società partecipate dal comune, chiusura della discarica di Malagrotta, implementazione della raccolta differenziata) ma per altri pessima (crisi dei rifiuti nel 2014, cattiva gestione della vicenda di Tor Sapienza, delle allerte meteo, dell’Opera di Roma, mobilità urbana che peggiora etc…).

Forse adesso ci potrebbero essere gli estremi per il commissariamento, ma le proposte alternative del centro-destra ovviamente non risolveranno i problemi di Roma, che disgraziatamente non riguardano solo la legalità.

Per Ignazio Marino, “il marziano”, è stato facile apparire onesto in un mondo di ladri, di cui molti hanno scoperto solo ora l’esistenza o che facevano finta di non conoscere. Sarebbe fin troppo dignitoso che questo mondo fosse solo quello di Mezzo, in realtà il marcio circonda anche il “cielo”, le alte sfere della politica e la “terra”, la più bassa criminalità.

The following two tabs change content below.

Ludovico Martocchia

Nato e cresciuto nella periferia romana. Ha frequentato il Liceo Scientifico Francesco D'Assisi, ora studia Scienze Politiche alla Luiss. Da sempre appassionato di politica, si interessa anche di filosofia, storia, economia e sport. Ma prima di ogni cosa, libero pensatore.
blog comments powered by Disqus