Pasolini, di Abel Ferrara

30/09/2014 di Jacopo Mercuro

“Scandalizzare è un diritto ed essere scandalizzati è un piacere” – Pier Paolo Pasolini

Pasolini, di Abel Ferrara

Presentato all’ultima mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, dove è stato accolto da giudizi estremamente contrastanti, il Pasolini di Abel Ferrara approda nelle sale italiane raccontando le ultime ore di vita dell’intellettuale bolognese.

Il regista newyorkese si cimenta in una sorta di omaggio al suo “maestro”. Pasolini non è un biopic ne tantomeno un’inchiesta sulla morte dello scrittore, è piuttosto, a detta dello stesso Ferrara, un monologo interiore messo in scena con la tipica poesia Pasoliniana. La luce debole e opaca restituisce il mistero da cui è avvolta la morte di Pasolini. La Roma violenta degli anni 70 è la perfetta cornice di un uomo fortemente contro un sistema che usa il suo potere educativo per dividerci in soggiogati e soggiogatori. Un personaggio affascinante e controverso, difficile da rappresentare e comprendere a pieno in ottantasei minuti di pellicola. Un mito della cultura italiana, raccontato attraverso il suo pensiero e le ultime interviste rilasciate ad un giornalista francese e a La Stampa. È una ricostruzione fedele e attenta, che mostra Pasolini all’interno della sua intimità familiare e nei luoghi da lui spesso frequentati.

Abel Ferrara, PasoliniWillem Dafoe si cala nel migliore dei modi nei panni di Pier Paolo Pasolini, una somiglianza impressionante nelle movenze e nella gestualità, frutto di un grande studio da parte dell’attore americano che, fin da subito, ha sposato il coraggioso progetto di Abel Ferrara. Nel cast sono presenti anche l’attore feticcio di Pasolini Ninetto Davoli, Riccardo Scamarcio, Valerio Mastrandrea, Maria de Medeiros, Giada Colagrande e Adriana Asti.

Abel Ferrara, che per tutta la sua carriera ha attirato l’attenzione su di se più per le sue provocazioni che per la bellezza dei suoi film, si cimenta nell’ennesimo lavoro che non convince pienamente. A Venezia è stato accolto da rumorosi fischi e da qualche timido applauso. Il Pasolini di Ferrara ha il sapore di un semplice omaggio ad un uomo che ha significato molto per il regista newyorkese. La sensazione è quella di un’opera incompiuta e spesso confusionaria, frutto di un’indecisione che ricorre per tutta la durata della pellicola.

Il film si salva solo grazie all’abilità di Abel Ferarra nel creare un campo narrativo fuori della realtà, dove alterna le scene di vita quotidiana del poeta alle visioni di opere non portate a termine da quest’ultimo. Un viaggio surreale e onirico che cerca di riportare alla luce l’essenza di Pasolini e di ciò che sarebbe stato. Porno-Teo-Kolossal, film incompiuto di Pasolini, prende vita attraverso le scene immaginate dal regista americano, dove Epifanio e Nunzio si muovono in una Roma contemporanea, come a voler gridare che Pasolini è morto, ma il suo pensiero è ancora oggi vivo e attuale più che mai.

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Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
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