Parentopoli a 5 stelle, la lezione dei Partiti

03/10/2013 di Giacomo Bandini

Parentopoli M5s

“Vaffa” a tutti i grillini… dal PD – Questa settimana, oltre al triste spettacolo che ha visto vittima la Sen. De Pin, durante la votazione della fiducia al governo Letta, è stato possibile ammirare l’intervento in Aula dell’onorevole Pina Picierno, deputata del Partito Democratico che, durante la discussione sul Ddl sul finanziamento pubblico ai partiti, si è lasciata andare ad uno sfogo sulla presunta parentopoli grillina. Coronato alla fine da un “vaffa” a microfoni quasi spenti, ma ugualmente percepibile.

Pina Picerno e Parentopoli grillinaSe la memoria non inganna, tutti ricorderanno la campagna elettorale fatta da Grillo. Uno dei principali cavalli di battaglia è stato proprio lo scagliarsi con veemenza contro i sistemi di parentela delle classi dirigenti. Comprese ovviamente le scandalose situazioni evidenziatesi in numerosi atenei, oltre alle arcinote raccomandazioni negli enti pubblici. La battaglia era sacrosanta, nessuno può negarlo, ma è proprio la cattiveria adottata da Grillo a far sì che i pentastellati debbano essere i primi a dare il buon esempio.

La vera rete grillina – Ritornando alle dichiarazioni dell’on. Picierno, andiamo a vedere quale sarebbe questa presunta “mini-parentopoli”. Nella circoscrizione Lazio 2 sono stati eletti Cristian Iannuzzi, alla Camera dei Deputati, e Ivana Simeoni, al Senato della Repubblica. Premesso che la Picierno si sbaglia, perché è chiaramente udibile nel discorso il riferimento a madre e figlia, mentre sono madre e figlio, in effetti si può riscontrare questa anomalia sfuggita (o no) ai vertici del Movimento tanto criticone, ma non, già a marzo, alle cronache locali. Nel prosieguo del discorso vengono poi fatti i nomi dell’on. Giovanna Mangili e l’on. Laura Bignami, ree di essere compagne di consiglieri comunali, e dell’on. Cancelleri e Di Pietro, sorelle rispettivamente di Giancarlo Cancelleri, capogruppo all’assemblea regionale sicilian,a e di Stefano di Pietro, consigliere comunale di Genova.

Parentopoli vecchia scuola – Paola Picierno, con un po’ di ironia, evidenzia dunque questa presunta parentopoli sostenendo che, lezioni dal 5 Stelle, sull’argomento non si possono prendere, almeno all’evidenza di questi fatti. La risposta, però, dovrebbe questa volta tornare al mittente perché, dopo vent’anni di parentopoli italiana old school, nessuno può dare lezioni a nessuno. Tantomeno uno dei vecchi partiti ad uno dei nuovi, vista la politica spazzatura cui abbiamo assistito durante la Seconda Repubblica. Se durante un intervento alla Camera si elencassero tutte le reti di potere “in famiglia” costruite da centrodestra e centrosinistra, le parole dovrebbero scorrere per ore e la rabbia gonfierebbe gli animi in modo smisurato.

Meno democrazia, più minacce –  Un appunto lo meritano, però, anche i grillini. Anzitutto perché, predicare bene e razzolare male, per un partito sotto una lente d’ingrandimento mediatica e politica, è cosa difficile, oltre che stupida. Sbraitare contro il sistema e le sue falle e poi prenderne parte non è cosa molto onorevole o, meglio, non è molto “cittadino”. È vero, non si può parlare di una vera e propria parentopoli, ma i riscontri ci sono, la coerenza meno. In secondo luogo perché appaiono sempre meno democratici, sempre più soviet. Accusare di tradimento la collega dissidente che ha votato il sì alla fiducia ci può anche stare, gli insulti e le minacce no. Stare per costrizione coi vecchi partiti è un conto, comportarsi come loro un altro. Questo, lo impareranno?

 

 

 

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Giacomo Bandini

Nasce a Ravenna il 1/9/1989 e si trasferisce a Udine nel 2003. Ivi si diploma col punteggio di 78 al Regio Liceo Classico Statale “Jacopo Stellini”. Consegue la Laurea Triennale all’Università degli Studi di Trieste in “Scienze Politiche”. Attualmente laureando presso la facoltà di Scienze Politiche, ramo “Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica - profilo Istituzioni Politiche e Amministrative” all’Università LUISS Guido Carli.
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