Pagare e basta, il canone Rai

23/11/2015 di Federico Nascimben

Alcune considerazioni sulle novità introdotte con il maxiemendamento alla legge di stabilità in tema di canone Rai

L’ineluttabile maxiemedamento alla Legge di stabilità approvato venerdì scorso prevede il pagamento del canone Rai all’interno della bolletta elettrica, a partire da luglio 2016, in dieci rate da 10 euro ciascuna. L’extragettito atteso da 500 milioni di euro allargherà la platea di over-75 esenti, dato che la soglia di reddito per tale fascia è stata aumentata a 8.000 euro.

Quanto descritto è un piccolo concentrato di politica fiscale e legislativa italiana:

– l’0bbligo al pagamento di un canone sulla base della presunzione del possesso di “uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni”  (dalle definizione del regio decreto 246 del 1938), per poter sovvenzionare un’azienda che svolge un imprecisato servizio pubblico, pur producendo contenuti il cui target in larga parte sono casalinghe e pensionati;

– un maxiemendamento sul quale è stata posta la questione di fiducia;

– l’azienda erogatrice del servizio di fornitura di energia elettrica che funge da esattore per conto dello Stato e che quindi vedrà una rateizzazione mensile di un pagamento pur utilizzando un ciclo di fatturazione bimestrale (come cambierà, quindi?);

– last but not least, un bell’innalzamento della soglia di esenzione per la componente over-75, che poi è quella che sostanzialmente usufruisce dei servizi Rai, sulla base di un “eventuale extragettito“.

Tutto questo per inseguire uno degli slogan più amati e ripetuti negli ultimi anni, cioè quello del “pagare meno, pagare tutti“, che poi si traduce quasi sempre in “pagare e basta”.

Ma anche in questo caso i conti non tornano, perché se attualmente il numero di abbonati è pari a 16,5 milioni e il numero di famiglie che posseggono almeno un televisore è pari a 24,2 milioni la cifra che garantisce invarianza di gettito è di circa il 20% inferiore (77-83 euro) rispetto ai 100 euro previsti per il 2016.

E tutto ciò senza che sia chiaro quale sia il ruolo e la funzione che la Rai deve ricoprire in un mondo, quello del 2015, in cui l’offerta informativa e d’intrattenimento tende ad infinito ed interessa, oltre a tv e radio, almeno computer, smartphone e tablet.

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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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