La notte degli Oscar: and the winner is…

01/03/2013 di Giulia Merilli

A causa delle elezioni che hanno occupato il palinsesto di Lunedì, la rubrica del cinema esce con qualche giorno di ritardo. Come non dedicarla, però, all’evento dela settimana? La nostra Giulia Merilli ci porta quindi nel mondo degli Oscar, sperando “che anche nel nostro Paese venga riconosciuto il valore dell’arte come  ancora di salvezza possibile”.

Mesi. Giorni. Interminabili ore dominate dall’onnipresenza dei politici italiani sulla tv nazionale, sia pubblica che privata. Gli stessi che, negli ultimi vent’anni, non hanno mai suscitato alcuna emozione se non perlplessità e delusione. Nella stessa notte, il 25 febbraio, un evento – passato in sordina e meno importante per gli italiani – dialmtralmente opposto: la notte degli Oscar. Un trionfo, da molteplici punti di vista, dell’arte del cinema che, crisi o non crisi, trova sempre un modo per stupire.

oscar-benDietro i lunghi abiti Prada ( Anne Hathaway), Dior Haute Couture (Jennifer Lawrence), la scelta ecologica di Helen Hunt in H&M,  si è svolto uno show all’insegna del possibile. Uno spettacolo che, a partire dalla trama dei film vincenti, ha voluto mettere in luce come il credere fermamente in un progetto possa insieme alla tenacia e allo studio portarci a dire –  come la Hathaway ha fatto al momento della premiazione per il suo ruolo di Fantine – nel film musicale “Les Miserables: “ allora i sogni possono diventare realtà ”.

Ogni pellicola vincitrice rappresenta la parità sociale tra uomini e donne, il trionfo dei giovani, la partecipazione attiva della politica in ambito artistico, culturale, con tanto di riconoscimento paideutico a questa industria. Ebbene si, mentre nella Penisola si svolgevano gli ultimi round di una gara al massacro, oltre Oceano si consacrava il valore dell’arte, del talento, di sogni di gloria durati un’intera vita. Sebbene film come “Lincoln”, “Django Unchained”, “Zero Dark Thirty“ non abbiano ricevuto le meritate statuette, molti altri rappresentano il trionfo della persona insieme al film in gara.

Non avrei mai immaginato di tornare su questo palco … Non succede nulla se si viene buttati giù: quello che conta è sapersi rialzare“. Queste le parole pronunciate da Ben Affleck al momento del ritiro dell’ambito premio come miglior film per “Argo”: Il film – vero trionfatore della serata – è ambietato in Iran,  ai quali abitanti il regista ha inviato un messaggio di solidarietà. Curioso che a consegnare la statuetta sia stata Michelle Obama. Ben, dopo 16 anni dal suo precedente trionfo agli Academy e dopo aver superato un passato da alcoolista che lo aveva portato lontano dalle luci di Hollywood, con gli occhi commossi esalta il valore della famiglia, dell’amicizia e della sua amata moglie, palesando come il successo, anche a quei livelli, non sia tutto nella vita.

Stessa cosa per Anne Hathaway che ancora magrissima per la sua magnifica  interpretazione, dedica la sua vittoria al marito, Adam Schulman: “Il momento più bello della mia vita è stato quando ci sei entrato tu. Ti amo“.

Che dire dei premiati … agli antipodi? Ventidue anni per Jennifer Lawrence, miglior attrice  protagonista con “Il lato positivo – Silver Linings Playbook” contro i settanta del regista austriaco Michael Haneke, vincitore con il suo “Amour” quale miglior film straniero, che ha dedicato la vittoria alla moglie definendola “ il centro del mio universo”.

E di Tarantino che fa vincere, per la seconda volta, Christoph Waltz nella categoria di miglior attore non protagonista? “Noi partecipiamo al viaggio dell’eroe e l’eroe qui è Quentin Tarantino“: che  a sua volta esalta,  al ritiro dell’oscar per la migliore sceneggiatura originale, i propri attori. E ancora. Quattro statuette a  “Vita di Pi” per la miglior regia, per la miglior fotografia, per gli effetti speciali e per la miglior colonna sonora.  E, last but not least,  oscar come miglior attore a Daniel Day Lewis per “Lincoln”.

Elogio della fantasia. Dell’immaginazione. Della creatività.

Nella notte del forzato disincanto che ogni italiano è stato costretto, suo malgrado, a vivere quella statuetta è riuscita a farci dimenticare il veleno delle campagne elettorali, a portarci con la mente lontano dalla nostra travagliata Italia ed a farci sperare vedendo le lacrime ed i sorrisi di chi, prima di essere una grande star ornata di brillantissimi diamanti, era un semplice cameriere di fronte gli studi Fox che viveva nella speranza di essere notato. A  farci sperare che anche nel nostro Paese venga riconosciuto il valore dell’arte come  ancora di salvezza possibile.

Sono onorata di contribuire a presentare le nomination di quest’anno a miglior film e di poter rendere omaggio ai film che hanno alleggerito la nostra mente e rinvigorito il nostro spirito. È stato un anno straordinario per i film e vorrei fare i complimenti a tutti  candidati per uno splendido lavoro. Questi nove film ci hanno riportato indietro nel tempo, ci hanno trasportato in tutto il mondo, ci hanno fatto piangere, ridere, rimanere incollati alle poltrone. Ci hanno insegnato che l’amore può vincere contro tutti i pronostici e trasformare la nostra vita in modi sorprendenti. Ci hanno ricordato che possiamo superare qualunque ostacolo se combattiamo abbastanza, se ci crediamo abbastanza. Se abbiamo il coraggio di credere in noi stessi. Queste lezioni valgono per tutti noi, indipendentemente da dove siamo o da dove veniamo o da chi amiamo. Ma sono importanti per i nostri giovani. Ogni giorno i nostri figli imparano attraverso le arti ad aprire l’immaginazione, a sognare un po’ più in grande. A lottare per rendere realtà i loro sogni. Voglio ringraziare tutti voi per il contributo che date a questo lavoro così importante”, dice Michelle Obama prima di proclamare il vincitore della categoria miglior film.  E quanto detto dalla First Lady rende superfluo qualunque altro ragionamento”.

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Giulia Merilli

Nasce a Roma il 12.07.92. Fin dalla più giovane età nutre una profonda passione per il cinema. Dopo essersi diplomata al Liceo Classico San Giuseppe De Merode si iscrive al Ba in Dramatic Arts all'Accademia Europea di arti drammatiche di Roma. Dopo numerosi stage di teatro e cinema oggi è parallelamente iscritta alla facoltà di cinema dell'università la Sapienza.
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