Oro sì, oro no: questo è il dilemma

15/10/2014 di Luca Cazzaniga

Il metallo giallo, bene rifugio d’eccellenza, si trova in una fase delicata e accompagnata da massimi decrescenti, ma anche da una solida base posta nei pressi di zona 1.200usd per oncia

L’oro affascina, non vi è dubbio, anche se agli occhi dell’investitore non produce interessi, non ha cedola e non dà dividendi, eppure quando il termometro del rischio sale a Wall Street, ecco che tutti ne parlano e tutti lo vogliono. In un portafoglio ben costruito, infatti, il bene rifugio per eccellenza può trovare spazio esprimendo buone performance in determinati scenari di mercato, come in una situazione di rendimenti reali negativi.

Attualmente l’oro è in una fase critica e di testing del fortissimo supporto di zona 1.200usd. Il metallo giallo si trova in questa fase dopo il rally di inizio 2014, che avendo avuto vita breve, è andato a formare due massimi decrescenti in marzo e in luglio, che si innestano in una configurazione di lungo periodo che è a ben vedere, laterale. Sul breve periodo il ribasso ha avuto un’accelerazione sotto il supporto di 1.250usd con ovvio target posto all’area di supporto prima citata.

La fase laterale dell’oro. Fonte: ProRealTime.com.
La fase laterale dell’oro.
Fonte: ProRealTime.com.

La fase laterale è caratterizzata da due aspetti fondamentali, che si contrappongono. Il primo è il fatto che i tre massimi importanti, ben osservabili sul grafico weekly, hanno una struttura decrescente, e questo è un segnale che impone obbligatoriamente prudenza in vista di eventuali posizioni rialziste che vogliano giocare d’anticipo. Di fatto l’oro dovrà superare le resistenze (indicate con le line tratteggiate) poste a 1.250usd e 1.350usd per aprire la strada a uno scenario rialzista di lungo periodo – si ricordi che operare in controtendenza o in anticipo può rivelarsi molto costoso, sia in termini finanziari che psicologici. La seconda, invece, è che i prezzi hanno formato una resistenza solida di lungo periodo, come prima detto, in corrispondenza di un numero tondo, ossia 1.200usd. Il fatto che i prezzi si fermino su numeri tondi, come multipli di dieci, cento o mille, è un aspetto che va tenuto in considerazione e che spesso si rileva utile per le analisi.

aperturachiusuraIl fatto che il mercato abbia formato una resistenza così ben visibile, significa due cose: innanzitutto c’è una probabilità molto alta che il mercato in corrispondenza della resistenza reagirà con forza; in secondo luogo va tenuto in considerazione che una rottura settimanale/mensile sotto al supporto sarà un segnale bearish decisamente strong. Questo eventuale segnale sarebbe rafforzato, infatti, da un numero elevato di ricoperture, ossia da vendite forzate (anche di posizioni a leva) di coloro che comprano in prossimità del supporto e che, vedendo un ribasso dei prezzi, chiudono la posizione e aumentando la pressione di vendita.

Restando sempre sul grafico weekly, gli appassionati della tecnica orientale candlestick, avranno sicuramente individuato una figura di Bullish Engulfing, uno dei candle-pattern rialzisti con la più alta probabilità di realizzare una inversione, il che rafforza l’ipotesi di un forte rimbalzo. Senza la pretesa di essere esaustivi, il metodo grafico candlestick permette di rappresentare il prezzo di apertura, di chiusura, il massimo e il minimo tramite una specie di candela, che sarà bianca se la chiusura è maggiore dell’apertura, mentre sarà nera nel caso opposto. Le “lineette”, sopra è sotto, sono dette shadows e danno una misura di quanto il massimo e il minimo siano distanti da apertura e chiusura. La parte colorata della candela viene detto body (si veda la figura di sinistra).

bullish engulfing
Bullish engulfing. Fonte: ProRealTime.com

Il Bullish Engulfing si inserisce in un trend ribassista, come quello dell’oro, da metà luglio. L’ultima candela ha un’apertura inferiore e una chiusura superiore rispetto al giorno precedente, ossia avvolge completamente il body della seduta passata. Questo significa che in un mercato dove i venditori fanno da padroni, i prezzi aprono più bassi, ma durante la settimana i compratori si riaffacciano con forza sul mercato e spingono i prezzi a segnare una chiusura superiore. Se il pattern si forma in prossimità di un supporto importante, quest’ultimo ne rafforza, ovviamente, le potenzialità di inversione.

Al di là di ogni dubbio, l’oro è quindi in una fase importante, almeno sul breve, sia che essa si concretizzi in un rimbalzo o con un breakout ribassista. Sul lungo periodo invece, non è da escludere che il metallo giallo continui a lateralizzare tra 1.200usd e 1.350usd. Per concludere, non si dimentichi mai che nessuno sa dove andranno i prezzi e che il mercato, volente o dolente, ha sempre ragione.

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Luca Cazzaniga

Nato a Varese nel 1991, laureato in Economia e Management presso l’università degli studi dell’Insubria di Varese, dove è attualmente specializzando in Finanza, Mercati e Intermediari Finanziari. Vincitore per tre anni consecutivi della borse di studio per studenti meritevoli stanziata dalla CCIAA di Varese. Socio aggregato presso la Società Italiana Analisi Tecnica. Ha superato il primo livello per il conseguimento del titolo CFTe, riconosciuto dalla International Federation of Technical Analysts.
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