Opportunità Europa

05/04/2013 di Erica Pepe

Chi non accetterebbe se gli venisse offerto un lavoro in un ambiente internazionale e multiculturale, con l’opportunità di diversificare la carriera, accedere a corsi di formazione per lo sviluppo di nuove capacità e conoscenze personali, e con la possibilità di combinare in modo straordinario vita personale e professionale attraverso forme flessibili di lavoro, e con chiari benefici economici? Chi pensi che un lavoro con tali caratteristiche non esista, si dovrebbe ricredere e tentare di intraprendere una carriera nelle istituzioni europee. Nel periodo peggiore per le statistiche internazionali in termini di disoccupazione giovanile, avere una panoramica delle differenti strutture di carriera e modalità di svolgimento dei concorsi europei, può risultare utile a chi voglia intraprendere una carriera volta ad un respiro internazionale.

Categorie professionali – Il sistema delle carriere in vigore da oltre 40 anni è stato completamente riformato nel 2004, allo scopo di rispondere ad esigenze di limitazioni di bilancio. Ad oggi, esistono distinte categorie professionali e differenti figure contrattuali. Il personale permanente si costituisce di due gruppi di funzionari: gli “Amministratori” (AD), coloro che definiscono le politiche dell’Unione e controllano l’applicazione della legislazione comunitaria, e gli “Assistenti” (AST), i quali svolgono funzioni di supporto all’organizzazione interna dei diversi uffici dell’Unione. La scala salariale consiste in un unico sistema retributivo che prevede 16 gradi. All’interno di questo sistema, gli AST possono occupare i gradi da 1 a 11, gli AD quelli da 5 a 16. Per avere un’idea di quale siano i livelli contributivi effettivi, è utile osservare che gli stipendi mensili della Commissione oscillano tra 2 300 euro per un funzionario AST al livello 1 (appena assunto) e circa 16 000 euro per un funzionario AD livello 16, con oltre quattro anni di anzianità. Spostando l’attenzione sulle categorie di personale non permanente, si distinguono gli “Agenti Contrattuali”, assunti a breve termine per mansioni manuali o di supporto amministrativo, dagli “Agenti Temporanei”, assunti per compiti specializzati o temporanei con un contratto della durata massima di sei anni.

Il logo dell'EPSO, EuropaI concorsi – L’opportunità di lavorare nell’Unione Europea passa attraverso l’EPSO, l’ufficio di selezione del personale europeo, che organizza periodicamente concorsi per posizioni vacanti permanenti o temporanee. La gestione dei concorsi ha subito una profonda modifica nel 2010 con l’obbiettivo di verificare le specifiche capacità e attitudini professionali dei candidati piuttosto che le loro conoscenze accademiche. Il concorso per gli AD si articola in due distinte fasi: la prima di preselezione on-line chiamata CBT e basata su prove a tempo a risposta multipla di ragionamento verbale, numerico, astratto e comportamentale, e una seconda fase chiamata Assessment centre, che si articola in una prova scritta su un caso pratico, un esercizio di gruppo, una presentazione orale e un colloquio strutturato individuale nel quale si presenta il proprio CV e le proprie competenze. La fase dell’Assessment Centre deve essere affrontata in una lingua a scelta tra l’inglese, il francese e il tedesco, ma diversa dalla lingua utilizzata nella prima fase di selezione, per la quale è comunque possibile scegliere l’italiano. Diversamente, i concorsi per il personale AST risultano essere più accessibili e prevedono una procedura di selezione semplificata, seppur articolata in maniera simile. La procedura di selezione per gli “Agenti Contrattuali” si chiama CAST ed è articolata in due fasi: la prima consiste in prove di ragionamento verbale, numerico e astratto, a cui fa seguito un test di verifica delle competenze che può consistere in una prova scritta, orale o in un’altra prova pratica nel settore prescelto. Eccezione alla regola del concorso è la procedura di reclutamento degli Agenti Contrattuali che vengono selezionati sulla base del solo CV, inviato in risposta ad una call.

Le liste di riserva – È importante sottolineare che l’EPSO distingue la fase di selezione del personale dalla vera e propria procedura di reclutamento. Nonostante si vinca il concorso, non si ha la certezza che si possa iniziare a lavorare nelle istituzioni europee. Infatti, i candidati vincitori sono iscritti in una lista temporanea, ossia nella banca dati dei vincitori di concorsi, tra i quali le istituzioni dell’UE scelgono un possibile candidato che potrà essere assunto se riuscirà a superare un colloquio di selezione. Risulta, pertanto, utile attivarsi per conoscere le posizioni aperte nelle istituzioni, inviare la propria candidatura e farsi conoscere per ottenere un colloquio e sperare di passarlo prima che le liste temporanee scadano.

Italiani a Bruxelles – Il percorso da affrontare per divenire funzionario dell’UE appare lungo e difficoltoso. I concorsi EPSO sono articolati secondo modalità molto diverse dal concorso diplomatico nazionale, e prediligono le competenze alle conoscenze, le capacità di analisi e risoluzione dei problemi ai titoli accademici, l’attitudine a lavorare in gruppo all’acquisizione di conoscenze nozionistiche sterminate. Per noi italiani, abituati a studiare enormi libri in vista di esami, per lo più, orali che sono intesi a valutare la nostra capacità di memorizzare informazioni, le modalità di accesso alle istituzioni europee sembrano proibitive. In realtà, le statistiche mostrano che in Commissione, dopo la nazionalità belga, l’italiana è quella maggiormente rappresentata, a dimostrazione del fatto che la nostra criticata preparazione universitaria risulta essere fortemente competitiva anche per le complesse procedure concorsuali dell’Unione Europea.

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