Odifreddi docet: Norimberga come Hollywood e il Cristianesimo per cretini

28/11/2013 di Francesca R. Cicetti

Intervista Odifreddi, negazionismo e religione

Torna alla ribalta Piergiorgio Odifreddi con le sue opinioni impertinenti. A regalargli un palcoscenico stavolta è Andrea Scanzi, in un’intervista del Fatto Quotidiano che riporta alla luce controversie mai sopite. E si parla di nuovo di negazionismo e di Olocausto, dopo la polemica sollevata sul suo blog ospitato da Repubblica, nel quale il matematico aveva affermato: «Non entro nello specifico delle camere a gas perché di esse so appunto soltanto ciò che mi è stato fornito dal “ministero della propaganda” alleato nel dopoguerra, e non avendo mai fatto ricerche, e non essendo uno storico, non posso fare altro che “uniformarmi” all’opinione comune; ma almeno sono cosciente del fatto che di opinione si tratti, e che le cose possano stare molto diversamente da come mi è stato insegnato». Adesso fa una piccola marcia indietro, ammettendo che il suo intervento di qualche mese fa non fu propriamente azzeccato, soprattutto perché a poca distanza dalla morte di Priebke e su una piattaforma inadatta (il blog di Repubblica).

Hollywood  – Norimberga – Un piccolo mea culpa per poi poter tornare subito all’attacco. «Mai stato negazionista» ribadisce, salvo porre delle condizioni: l’approccio scientifico non permette di escludere a priori nessuna possibilità, quindi di ciascuna teoria è bene valutare i pro e i contro. Secondo Odifreddi, allora, se si vuol essere razionali bisogna esaminare le verità anche del negazionismo. A partire dal processo di Norimberga, che, dice il matematico, fu per lo più un’opera di propaganda. Una maniera per vendicarsi, e non per fare giustizia. Insomma, fu proprio come Hollywood, in grado di ingannare gli spettatori, allo stesso modo in cui siamo stati convinti che «i buoni erano i cow boy e non gli indiani d’America». Ma mette le mani avanti: «Non ho mai negato le camere a gas». E formalmente, in fondo, non l’ha fatto. Da un lato c’è la negazione, dall’altro l’affermazione che poiché non ha compiuto degli studi personali approfonditi al riguardo non può appoggiate l’opinione comune. Non proprio la stessa cosa, ma insomma, in casi come questi la differenza è sottile.

Tra religione e positivismo – Il matematico non si risparmia, ovviamente, anche qualche frecciatina alla religione. A partire dall’origine della parola “cristiano”, che deriverebbe, come ha scritto, da “cretino”. «L’etimologia esiste» ci tiene a precisare, come a voler ribadire che tutte le sue affermazioni sono puramente scientifiche, e non c’è niente di tendenzioso. Non possiamo essere cristiani, afferma, e tantomeno cattolici, perché non è affatto razionale basare la propria fede su un libro scritto per «un popolo di pastori e analfabeti». È una religione anacronistica, aggiunge, salvo poi affermare, con uno slancio un po’ illuminista, di credere «in un solo Signore, l’Uomo, plurigenito figlio della Natura». Sicuramente una frase d’effetto, anche se intrisa di un bizzarro positivismo ottocentesco. Fa sorridere, considerato che dovrebbe sostenere la sua tesi a favore dello svecchiamento.

«In fondo, la critica al Cristianesimo potrebbe dunque ridursi a questo: che essendo una religione per letterali cretini, non si adatta a coloro che, forse per loro sfortuna, sono stati condannati a non esserlo.», scrive Odifreddi nella sua opera Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici). Al di là dell’ironia, superflua e un po’ di cattivo gusto (ma questo lo sa anche l’autore), il contenuto del libro resta comunque abbastanza sterile. Proprio perché l’intento, a detta dello stesso Odifreddi, è quello di criticare chi cerca una forma di razionalità nella religione (diciamocelo, ben pochi), rincorrendo cavilli vecchi di duemila anni, e contestando le affermazioni bibliche che gli insetti hanno quattro zampe invece di sei, o che la lepre sia un ruminante, come se si trattasse di fondamenti della fede. Un ottimo esercizio di retorica, ma che per ovvi motivi non riesce ad intaccare le basi del Cristianesimo. Per ammissione anche dello stesso Odifreddi, scienza e religione sono due diverse vie per ricercare la verità. Inutile allora cercare di compararle, o di spiegare l’una coi metodi dell’altra.

L’auto nominato “martellatore della verità” torna comunque a far parlare di sé. Nel bene o nel male, tra le critiche e gli osanna, Odifreddi riconquista la scena, che ci piaccia o meno. Perché in fondo nessuno nega che un matematico possa avere opinioni in altri campi, ma queste opinioni possono non essere sempre interessanti.

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Francesca R. Cicetti

Nata a Roma, classe 1993, è laureata in Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove si sta specializzando in Governo e Politiche. È autrice di un romanzo di fantascienza, testi teatrali e numerosi racconti, pubblicati da vari editori. Dal 2012 collabora con alcuni quotidiani online per i quali si occupa di cinema, politica e cultura.
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