Occidente e Islam, una coabitazione sempre più complicata

13/03/2014 di Mara Biral

Culture, stili di vita, religiosità

Islam e Occidente

Importante dibattito sul piano ideologico che invade ogni giorno la sfera internazionale, quello che vede come protagonisti il Mondo Occidentale e Musulmano. Due società, totalmente differenti per credenze e usanze, che s’incontrano sempre più nella quotidianità mettendo alla luce però aspetti conflittuali derivanti anche da eventi passati mai superati.

Se la società occidentale si fonda su materialismo, capitalismo, industrializzazione, sviluppo e diffusione di innovazioni tecnologiche puntando sulla sua forza politica e sul suo denaro; dall’altra parte possiamo osservare la comunità islamica che, con un credo religioso marcato e di grande influenza sulla vita di ogni singolo individuo (quest’ultima regolata da codici morali), punta maggiormente sull’entusiasmo della sua popolazione che trova la sua fonte in un “leader carismatico” portatore di saldi valori e principi. E’ l’Europa la sede dell’incontro tra queste due culture, estranee l’una dall’altra. Le città si arricchiscono di simboli nuovi, accolgono strutture religiose come le moschee: luoghi di culto di fondamentale necessità per il cittadino musulmano che si definisce un “nuovo cittadino europeo”. L’influenza degli usi e dei costumi islamici crea, senza dubbio, notevoli e significativi contrasti sul piano sociale, politico e istituzionale.

Basti pensare, al dibattito francese circa la questione del velo (concernente il concetto di “co-abitazione”) indossato nei luoghi pubblici. Giornali, programmi televisivi e i media, annunciarono al tempo lo scoppio di un “conflitto dottrinale” tra due mondi ostili. Tutto iniziò nel 1989 quando un gruppo di studentesse musulmane si rifiutò di togliere il velo a scuola. Il fatto, che inizialmente ebbe origine in riferimento agli istituti scolastici, si estese a macchia d’olio prendendo in considerazione anche altri enti publici (ospedali, uffici amministrativi ecc). Grande opposizione da parte del Governo Francese che al tempo vedeva Jacques Chirac rivestire il ruolo di Presidente. Questione questa, ancora irrisolta!

Islam e OccidenteMa non solo,  è successo più volte che alla figura dell’individuo musulmano sia stato attribuito il termine “terrorista”; ciò è emerso più che mai subito dopo l’attacco alle Torri Gemelle del settembre 2001. Da questa data, gli occidentali hanno incominciato a nutrire un forte sentimento di “inimicizia” maggiore rispetto al passato. Il processo di coabitazione, lungo e molto difficile da raggiungere, è ostacolato dagli elementi ideologici che si pongono alla base della cultura islamica: essa pretende di fissare le regole  di cosa sia o meno lecito fare nella vita di tutti i giorni; ciò rende l’Islam non solo un progetto religioso, ma anche politico, sociale e culturale dal momento in cui “detta” in modo specifico norme di condotta. In questa concezione, basata su precetti da osservare, diventa difficile per un musulmano inserirsi in altri ambienti (come quelli europei) dove i tratti religiosi tipici della sua cultura sono in gran parte assenti.

Dalla riflessione appena presentata, si deduce quindi che l’incontro tra il Mondo Occidentale e quello Musulmano è piuttosto difficile, controverso e caratterizzato da troppi fondamenti d’ostacolo e opposizione. Una delle migliori soluzioni da mettere in atto: il superamento della “concezione fondamentalista islamica” che auspica, dal momento della sua nascita, un vero e proprio ritorno alle origini dell’Islam. In questo modo, tale progressione entrerebbe in un’ottica nuova, una sorta di “apertura mentale” che permetterebbe un avvicinamento sereno con l’occidente. Anche quest’ultimo però, dovrebbe impegnarsi nella conoscenza e tolleranza di tale mondo, così “oscuro” e distante da noi. E’ questo che, a tratti generali, si augura la Comunità Internazionale nel suo insieme – un pacifismo globale in termini di relazioni tra i popoli che, nell’epoca attuale, s’intersecano costantemente generando una fusione di culture e ideologie.

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Mara Biral

Nasce il 15 ottobre 1990 a Torino, dopo la maturità in Perito Aziendale e Corrispondente in Lingue Estere s'iscrive all'Università degli Studi di Torino presso la quale è attualmente Laurenda del Corso in Scienze Internazionali dello Sviluppo e della Cooperazione con una tesi in fase di realizzazione in Diritto Internazionale dell'Economia. Diverse le sue esperienze lavorative in Italia e all'estero, tra le più significative l'Inghilterra che le ha permesso di ottenere un master in Management e Marketing e il Brasile dove ha avuto modo di collaborare con le Istituzioni Italo-Brasiliane presenti sul territorio nordestino, Le sue aree d'interesse sono diverse e spaziano dalla tutela dei diritti umani, all'internalizzazione delle imprese, alla comunicazione internazionale.
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