Nuovi equilibri monetari globali

11/09/2013 di Giovanni Caccavello

Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa hanno comunicato che avvieranno una loro "banca" per evitare futuri shock finanziari. IMF avvisato

Banca dei Brics

Foreign Exchange Fund – Non tutti i media se ne sono accorti ma, nel corso di questi ultimi giorni, si sta assistendo ad un evento che potrebbe cambiare i futuri equilibri monetari globali. Giovedì 5 Settembre, infatti, Vladimir Putin ha annunciato davanti ai giornalisti presenti al G20 di San Pietroburgo che i così detti BRICS si doteranno molto presto di un “fondo riserva” per finanziare i loro futuri progetti di sviluppo economico. Questo, potrebbe causare non pochi problemi all’attuale duopolio Fondo Monetario Internazionale – Banca Mondiale, istituti sovranazionali che “governano” il sistema monetario mondiale dal 1944, anno in cui venne firmato il “Bretton Wood Agreement” ideato dal famoso economista Harry Dexter White.

Equilibri monetari internazionaliL’idea – I cinque principali paesi emergenti hanno dovuto accelerare le tempistiche dopo che, a fine giugno, il Presidente della Federal Reserve Americana, Ben Bernanke, aveva annunciato la riduzione degli stimoli monetari da parte della Banca Centrale degli Stati Uniti, a partire da Settembre 2013, in caso di sostenibile (come stimato dalle ultime previsioni economiche) crescita economica negli USA. Da diverso tempo Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa stavano già lavorando nell’ organizzazione di una “Banca per lo Sviluppo” dal valore di circa 50 miliardi di dollari, ma con scarsi risultati. Forti i disaccordi sulla sede della banca e sui fondi che ogni governo dovrebbe investire. I cinque hanno così virato sulla creazione di un “Currency Reserve Fund” di circa 100 miliardi, che possa permettere loro di prevenire eventuali futuri shock economici e finanziari.

Il piano – Secondo le ultime indiscrezioni, il Fondo dovrebbe essere attivo a partire dalla seconda metà del 2014 o dal 2015 (quando i vari governi ne ratificheranno l’esistenza). Fonti governative, vicine a tutti e cinque i paesi, hanno già dichiarato quanto, ognuno dei BRICS, contribuirà a tale “Valuta Di Riserva”: il governo di Pechino verserà 41 Miliardi di Dollari, India, Russia e Brasile 18 Miliardi ciascuno mentre il Sud Africa “solo” 5 Miliardi. Scopo è quello di creare un sistema anti-shock simile a quello utilizzato dal Fondo Monetario Internazionale e, allo stesso tempo, di mettere pressione all’istituzione “americana”.

Vladimir Putin & Co. – Tale idea è stata supportata principalmente dal governo Russo e da quello Cinese, i due principali avversari economici e politici degli Stati Uniti (Iran e Corea del Nord a parte). Vladimir Putin, da buon padrone di casa, nel corso dell’ultimo e recentissimo G20, si è preso il pensante incarico di riferire alla stampa il progetto.  Dopo la Siria, adesso anche la nuova “Valuta di Riserva”: una nuova “guerra fredda”, giocata su altri terreni e con armi diverse, sembra essere alle porte.

Nuovo Sistema Monetario Mondiale – Tutto questo discorso si intreccia così con l’idea, portata avanti da molti economisti di tutto il mondo, della creazione di un nuovo sistema monetario che tenga conto sia delle economie emergenti (le quali oggi contano tra il 25% e il 30% della ricchezza mondiale) sia dei nuovi equilibri politici ed economici. Se Vladimir Putin, Xi Pinjing, Dilma Rousseff, Jacob Zuma e Manmohan Singh dovessero riuscire nel loro intento di creare una Banca per lo Sviluppo dei BRICS e un “Currency Reserve Fund” state per certi che gli Stati Uniti e il Giappone e l’Unione Europea non staranno certo a guardare.

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Giovanni Caccavello

Studente universitario Comasco, nato nel 1991 studia Economia ed International Business attualmente presso la "University of Strathclyde", prestigiosa università di Glasgow, Regno Unito. Nel corso della scorsa estate ha lavorato due mesi come analista di mercato in Cina, a Shanghai e di recente ha partecipato al G8 giovanile tenutosi a Londra come "Ministro dello Sviluppo" per la delegazione Italiana.
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