Nuova Fiera di Roma: la capitale assapora il gusto dell’Oriente

16/04/2015 di Isabella Iagrosso

Il Festival dell'Oriente che tornerà a Roma per la seconda edizione, permettendo a tutti, intenditori o semplicemente curiosi, di assaporare un giorno intero proiettati in un altro continente

Festival dell'Oriente

Posizionata a sud della Capitale, poco distante dall’aeroporto di Fiumicino, Nuova Fiera di Roma presenta un complesso architettonico ben strutturato ed atto ad ospitare eventi di largo respiro, nonostante rappresenti una location scomoda per chi non sia provvisto di un mezzo di trasporto privato. Dopo qualche minuto di passeggiata si entra dentro la struttura. Gli odori, così forti, così intensi,  distolgono immediatamente l’attenzione dal resto del mondo. Ci incamminiamo verso il primo settore, varchiamo la soglia e veniamo accolti da un’esplosione di musica e colori. L’attenzione viene subito catturata da un’esile ballerina dal vestito dalle mille sfumature di giallo verde e blu, tipico della sua cultura. Non è facile per chi non è esperto cogliere immediatamente la provenienza. Le fattezze sono certamente orientali, ma le diverse tipologie di danze mutano sensibilmente a seconda dell’area di origine.

Ebbene sì, qui al Festival dell’Oriente quasi nulla è lasciato al caso. Non si tratta di un becero accostamento di luoghi comuni, bensì una vera e propria valorizzazione di una cultura, anzi di tantissime culture diverse. Ognuna trova il suo spazio e la sua dimensione in base a come è stato organizzato lo spazio. Sono aperti due padiglioni (per l’edizione 2015 sono diventati tre, aumentando notevolmente l’area a disposizione per l’evento); in ognuno di essi vi sono due palchi dedicati alle rappresentazioni dal vivo di musicisti e artisti, nonché uno destinato alle discipline sportive di tradizione orientale come judo, kung fu e moltissime altre ancora più particolari. Il restante spazio dei padiglioni è occupato da piccoli chioschi che vendono oggetti o simboli dei differenti Paesi o da ristoranti, per poter gustare un piatto tipico di una qualche nazione asiatica.Per la seconda edizione romana del Festival sono previsti ben 18 ristoranti diversi che comprendono le più classiche cucine giapponese e cinese, nonché di Sri Lanka, Turchia, India, Bangladesh, Korea, Nepal, Vietnam, Pakistan e molte altre ancora.

Percorsi culturali e spirituali, mostre fotografiche, corsi di scrittura, tante sono le attività che coinvolgono in prima persona l’ospite, che non deve fare altro che lasciarsi trascinare da un turbinio di suoni, colori e sensazioni. Si possono provare dei massaggi thailandesi, assistere alla cerimonia giapponese del tè, all’ikebana, imparare a fare gli origami, farsi pitturare le braccia con l’henné, scegliere tra le differenti spezie. Inoltre la nuova edizione si arricchisce di mostre particolari, come quella sui samurai, sulle bambole orientali o come il museo del tè. Una volta stanchi di tutta la frenesia e sopraffatti dalle diverse sensazioni, è giunto il momento di dedicarsi alla propria spiritualità attraverso workshops e conferenze sullo yoga, dal tradizionale alle varianti più caratteristiche.

“L’Occidente si è occupato del mondo attorno all’Io ed è diventato materialista; l’Oriente ha scavato nell’Io ed è diventato spirituale” scrive Tiziano Terzani. Distante geograficamente, lontano culturalmente, ciò che si trova ad Est ha da sempre attirato l’attenzione dei più curiosi e la perplessità di coloro che invece sono spaventati dall’ignoto. Ed è proprio da questo amore per la scoperta del diverso che nasce il Festival dell’Oriente che tornerà a Roma per la seconda edizione  dal 24 al 26 aprile, e dal 1 al 3 maggio.  Così, a poche settimane di distanza dalla fioritura dei ciliegi in Giappone, anche Roma si tinge di rosa, permettendo a tutti, intenditori o semplicemente curiosi, di assaporare un giorno intero in un altro continente.

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Isabella Iagrosso

Nasce a roma il 19/03/1994, iscritta alla facoltà di scienze politiche della Luiss Guido Carli. Appassionata di viaggi e di culture straniere. Da sempre coltiva l'interesse per tutto ciò che riguarda l'estero e le relazioni internazionali
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