La nuova Commissione Europea: dall’affare Juncker ai nove commissari donne

23/10/2014 di Iris De Stefano

Col voto del 22 ottobre è ufficiale la composizione della Commissione Europea: vediamo chi ne è il presidente e chi sono le donne che gestiranno la politica del Vecchio Continente, oltre la Mogherini

E’ stata ufficialmente eletta la nuova Commissione Europea. Il Parlamento si è pronunciato il 22 ottobre, con 423 voti a favore, 209 contrari e 67 astenuti. I cinque anni di mandato dei commissari inizieranno il 1 novembre, guidati dal Presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker.

La Presidenza – La candidatura di Juncker, classe 1954, ex primo ministro del Lussemburgo, era stata oggetto di molte critiche soprattutto da parte inglese. Il Presidente della Commissione gode di importanti poteri, estesi con i Trattati di Amsterdam e Nizza; tra questi: guidare politicamente la Commissione e i suoi componenti, guidarne i lavori per l’attuazione delle politiche dell’Unione, convocare e presiedere gli incontri del collegio dei Commissari, partecipare alle riunioni del G8 come rappresentante dell’Unione e partecipare ai vari dibattiti riguardo all’Unione Europea, sia dentro che fuori i confini geografici dell’Europa.

Il problema principale che si veniva a porre con Juncker era quello da alcuni definito il “dualismo ideologico” tra la classe politica di Bruxelles e l’opinione pubblica europea. Ovvero la differenza tra una classe di euro entusiasti dell’Unione, tutti impiegati nelle varie istituzioni seminate per la capitale belga e il resto dei circa 500 milioni di abitanti dei 28 paesi. Anche secondo David Cameron Juncker, che durante il suo mandato da Primo Ministro fu anche ministro delle Finanze, del Lavoro e del Tesoro, sarebbe troppo “euro entusiasta” e poco incline ad assecondare l’idea inglese di un’Europa meno politica e federalista, dunque meno unitaria. Una questione politica che ha rischiato a lungo di affossare la sua candidatura, nata dal Partito Popolare Europeo, che lo aveva presentato come candidato ufficiale alle elezioni di maggio.

Argomento principale delle critiche del premier inglese era anche una mancata corrispondenza tra il sostanzioso numero di voti agli euroscettici delle scorse elezioni politiche europee con la classe dirigente di Bruxelles. Ad ogni modo la posizione di Cameron alla fine è rimasta isolata, permettendo a Juncker di essere proposto dal Consiglio europeo al Parlamento il 27 giugno scorso.

Cecilia Malmström, nuovo commissario al commercio: si occuperà lei dei negoziati per il TTIP
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Secondo il Trattato di Lisbona la Commissione, dal 1 novembre 2014, sarebbe dovuta esser composta da un numero pari ai due terzi del numero degli stati dell’Unione (quindi 18) ma, avendo deliberato il Consiglio all’unanimità il numero dei membri della Commissione presentati da Juncker e approvati dal Parlamento, continua oggi ad essere di 28, compreso Presidente e vicepresidenti.

Le donne della Commissione – Oltre a Federica Mogherini, Alto rappresentante per la sicurezza e la politica estera e di diritto quindi vicepresidente, compongono la Commissione altre otto donne, tutte in settori delicati dell’Unione. Kristalina Georgieva, un’altra dei sei vicepresidenti, bulgara ed ex funzionario della Banca Mondiale, è commissario per il “budget e le risorse umane”, ma era già a capo dell’ufficio per la cooperazione e gli aiuti internazionali durante la precedente presidenza Barroso.

Elżbieta Bieńkowska, ex ministro per l’industria e le infrastrutture polacco è invece stata nominata come commissario per l’importante “mercato interno, industria, spazio, medicine e prodotti farmaceutici, imprenditoria e piccole e medie imprese”. Succede ad Antonio Tajani: affidare un simile ufficio ad un ex esponente del governo polacco dimostra quanto siano diventati rilevanti a Bruxelles in paesi dell’est Europa: si viene così a riconoscere come fiorente l’economia polacca, con un tasso di crescita percentuale del PIL che la banca mondiale stima superiore al 3% nei prossimi tre anni.

Violeta Bulc invece, ex vice presidente sloveno, sostituisce lo slovacco Maroš Šefčovič ai trasporti, e durante la sua audizione davanti al Parlamento Europeo ha sottolineato che una delle priorità del suo mandato sarà il completamento dello spazio unico europeo dei trasporti, unificando le legislazioni di quelli su strada in modo da poter rendere effettivamente competitivo ogni portatore di interessi. Alenka Bratusek, connazionale della Bulc era stata nominata inizialmente da Juncker come commissario per la politica energetica ma, prima volta per un ex primo ministro, il Parlamento ha rifiutato la sua candidatura, non ritenendola adatta a gestire le difficoltà con la Russia. Marina Cretu invece, ex vice presidente del Parlamento Europeo, in passato alle luci della ribalta per una storia non confermata con l’ex Segretario di Stato americano Colin Powell, è il nuovo Commissario per le politiche regionali.

Ad allargare le fila dei Commissari provenienti da paesi dell’Europa dell’est anche Věra Jourová, ex ministro per lo sviluppo regionale ceco e dal primo novembre Commissario per la giustizia, i consumatori e l’uguaglianza di genere. Sarà invece Cecilia Malmström, classe 1968, svedese, nuovo commissario per il commercio, a dover gestire i negoziati per il discusso Transatlantic Trade and Investment Partnership treaty (TTIP). Ex commissario per gli affari interni, durante la sua audizione al Parlamento europeo ha escluso la possibilità, richiesta da alcuni gruppi sia politici che dell’opinione pubblica, di sospendere le trattative per il trattato. Lo scambio di due miliardi di euro in commercio tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti sono uno dei principali motivi per cui, secondo il nuovo commissario, non si può rinunciare al trattato in negoziazione anche se, ha assicurato la diplomatica svedese, un maggior sforzo dovrà essere fatto dalle istituzioni per sollevare il velo di fumo che circonda tutti i termini dell’accordo. Infine, Margrethe Vestager, ex ministro dell’economia danese e leader del gruppo parlamentare dei social liberali già dal 2007 a Copenhagen, è il nuovo commissario per la competizione.

Nel discorso di presentazione della propria commissione tenuto dal Presidente Juncker, l’ex primo ministro ha sottolineato come il compito che spetta loro, oltre alla normale amministrazione, sia anche l’ultima possibilità di far capire all’opinione pubblica l’importanza dell’Unione Europea. Sono stati già promessi dei fondi da parte di Juncker per la disoccupazione e la maggiore integrazione, ma solo quando la nuova Commissione si sarà insediata potremo vedere se il vento d’entusiasmo di Bruxelles riuscirà a raggiungere le periferie europee.

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Iris De Stefano

Nata a Napoli il 02/10/90 dopo la maturità classica ha studiato Relazioni Internazionali a "L'Orientale" di Napoli e alla LUISS Guido Carli di Roma. Esperienze in Belgio e in Spagna.
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