Una nuova Alleanza Nazionale senza FdI, operazione sensata?

11/11/2013 di Andrea Viscardi

Nuova Alleanza Nazionale, Storace

Alleanza Nazionale e Storace – Era il 30 maggio 2007, quando Francesco Storace, figura di primo piano di Alleanza Nazionale, annunciò il proprio addio al partito, e la creazione di un nuovo soggetto politico: “La Destra”. Motivo? Contrasti con la leadership di Gianfranco Fini, considerato sempre più vicino al centro. Erano tempi duri per la destra e i suoi alleati. Le elezioni dell’anno prima avevano premiato Romano Prodi e il suo PD, nonostante il 12,34 del partito guidato da Gianfranco Fini che, come tutta risposta, iniziò a cercare una nuova svolta, dopo quella di Fiuggi. Una svolta che portò, poco tempo dopo, ad un nuovo valzer elettorale e alla confluenza di Alleanza Nazionale nel PdL.

L’era Pdl – Il resto, come sappiamo, è storia. I contrasti con Silvio Berlusconi, il famosissimo “che fai mi cacci?” e il suo declino politico in quel non ben definito soggetto che è Fli. Una sorta di movimento centrista che molti, in origine, avevano sperato un po’ meno post democristiano e un po’ più di destra ed europeo. Proprio qui è il punto critico, che si ripresenta, puntualmente, anche oggi.

Nuova Alleanza Nazionale – Storace, Alemanno ed altri hanno deciso di rifondare AN. Scelta giusta strategicamente? Tendenzialmente la risposta può considerarsi affermativa ma, in realtà, vi sono due variabili che condanneranno, molto probabilmente, il nuovo soggetto politico, all’anonimato. Ad essere un partito di nostalgici, o poco più, utile ad alcuni politici di vecchia data, poco (o nulla) al futuro del Paese. Forse, anche per questo, scomodare nome e simbolo di Alleanza Nazione, uno tra i partiti – senza dubbio – più importanti della storia italiana degli ultimi decenni, appare impudente.

Storace, una nuova Alleanza NazionaleSenza FdI, operazione destinata al fallimento – Prima di tutto, Meloni e La Russa – Fratelli d’Italia, insomma – hanno già detto di essere contrari alla rifondazione di AN, considerandosi, de facto, i veri eredi della fiamma nata a Fiuggi. Gli elettori, forse, pensano lo stesso. Anche vista l’ascesa – seppur relativa – del Partito, che in meno di un anno dalla sua nascita ha guadagnato tra il 3% e il 3,5%. Un nuovo soggetto, dunque, senza la componente guidata da Meloni, Crosetto e La Russa, sarebbe destinato a poco, se non a mantenere diviso il bacino della destra italiana.

Un nuovo partito di destra, non un fantasma sbiadito – Il secondo aspetto che fa assomigliare la strategia di Alemanno e Storace proprio ad un contenitore nostalgico, piuttosto che ad un vero e serio progetto politico, è che in Italia, la vera mancanza, è quella di un partito di destra più distaccato dalla radice dell’Msi storico. In Italia, di un tale soggetto, non si è mai avuto nulla se non un’ombra non ben definita. Fino a tangentopoli sarebbe stato quasi impossibile. Dopo, ci ha provato, con vari ripensamenti ed errori, AN. Era cambiata soprattutto la facciata, poco i contenuti. Ma la strada era giusta. Quindi, quando sembrava aprirsi uno spiraglio, chi era in capo al partito ha pensato bene di saltare a piè pari la questione, trasformando se stesso, in poco più di due anni, nel leader di un partito senza capo nè coda, un partito di centro inutile pure ad un centro quasi inesistente.

Nel futuro? – Quello che ha bisogna la destra italiana, è un partito unito sì, ma non solo svecchiato. Un movimento rinnovato, sia nel linguaggio che nei contenuti e, magari, anche nei volti. Alemanno e Storace, in questo, non sono certo una garanzia, anzi. Tutta questa, a molti appare più come un tentativo ultimo di riciclarsi, visto che, con la mossa della creazione di Fratelli d’Italia, lo spazio a destra rischiava di farsi ancora più piccolo di quanto già non fosse stato prima. Insomma, se si vuole vedere una possibilità per una destra del 2013, la base di partenza, forse, esiste già e si chiama Fratelli d’Italia. Certo, la strada è ancora immensa e anche nei suoi corridoi si respira un po’ di aria stantia, ma tutto dipenderà dal futuro, se sarà nel segno di La Russa, forse, è il caso di lasciare perdere. Se si punterà su Giorgia Meloni, allora, la cosa potrebbe funzionare.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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