Nucleare e Iran, un aggiornamento sulla situazione

17/01/2014 di Stefano Sarsale

Iran e Nucleare

Nuclerare Iran. È del 12 gennaio la notizia della conferma, da parte del portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Marziyeh Afkham, dell’attuazione dell’accordo di Ginevra sul nucleare iraniano a partire dal 20 gennaio. Tale notizia è riferita dall’agenzia Mehr. In concomitanza con l’annuncio è stato confermato che l’Iran riceverà, all’inizio del mese di febbraio, un primo versamento di 550 milioni di dollari (sul totale di 4,2 miliardi) che erano stati congelati a causa delle sanzioni internazionali e che saranno gradualmente sbloccati secondo gli accordi raggiunti.

L’accordo di Ginevra. Lo storico accordo è stato raggiunto a Ginevra tra le potenze del 5+1 (USA, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania) e l’Iran il 24 novembre scorso. L’Iran si è impegnato a interrompere l’arricchimento dell’uranio sopra il 5%, a non aggiungere altre centrifughe e a neutralizzare, infine, le sue riserve di uranio arricchito a quasi il 20%. In cambio, per i prossimi sei mesi, le maggiori potenze non imporranno sanzioni a Teheran. Lo sblocco dei fondi porterà senz’altro una boccata d’ossigeno per l’economia iraniana, da tempo sofferente e in grave difficoltà.

Iran e Nucleare, newsPerplessità. Non va tuttavia trascurato un altro importante aspetto riguardante la politica interna: quanto sta infatti succedendo avrà delle inevitabili ricadute positive sul governo di Rouhani. È evidente che la direzione imboccata dal Presidente iraniano, nonostante le avversità politiche che ha dovuto e deve fronteggiare all’interno del proprio paese, stia dando i suoi primi frutti, in grado di far volgere lo sguardo al futuro con maggiore ottimismo. Sono comunque molti i dubbi e le perplessità che permangono, soprattutto nella Comunità Internazionale, che continua a diffidare dello stato mediorientale.

Stati Uniti e Israele. Washington e Tel-Aviv sono consci del fatto che l’Iran potrebbe aver accettato un parziale controllo al proprio programma nucleare solo per avere una temporanea tregua dalle pesanti sanzioni imposte. Il presidente Obama ha , nonostante l’accordo sul nucleare concretizzatosi il 12 gennaio, rimane ben consapevole delle difficoltà nel raggiungere l’obiettivo finale. Pur convenendo che “abbiamo compiuto un progresso concreto”, il presidente americano ha ammesso: “non mi faccio illusioni sull’intesa finale, conscio di quanto sia difficile impedire all’Iran la realizzazione della bomba nucleare“. Comunque, ha notato Barack Obama, “è la prima volta da decenni che l’Iran ha acconsentito a fare passi indietro su punti chiave del programma atomico”.

AIEA. Parallelamente al negoziato 5+1, sono proseguiti i colloqui tra l’Iran e l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) che sono risultati, almeno fino a questo punto, separati da quelli tra Teheran e le 6 potenze mondiali. L’agenzia ONU per il nucleare ha annunciato il 14 gennaio che l’incontro con l’Iran previsto per la prossima settimana è stato rinviato all’8 febbraio, senza fornire motivazioni, è al vaglio, inoltre, un potenziamento della presenza in Iran al fine di potersi meglio accertare che Teheran dia concretamente attuazione all’accordo firmato con le potenze mondiali lo scorso novembre Per controllare il programma nucleare potrebbe essere aperto un ufficio temporaneo nel Paese.

È evidente: molti sono i dubbi che permangono e la dilagante mancanza di fiducia rende il processo lento e incerto, ma è altrettanto vero che, guardando indietro, mai si sarebbe pensato di raggiungere simili risultati in così pochi mesi dall’insediamento dei Rouhani. La ricerca di un accordo duraturo prosegue e sembra, almeno per ora, cominciare a dare i primi frutti.

The following two tabs change content below.

Stefano Sarsale

Dopo la laurea triennale in Scienze politiche e Relazioni internazionali a Pisa 2011, consegue quella Magistale presso la LUISS Guido Carli di Roma con votazione 110. Consegue succesivamente una seconda laurea Magistale in Security and Terrorism presso l'università di Kent, Canterbury. Esperienze lavorative presso il Centro Studi Internazionali (Ce.S.I.) a Roma, Il Conflict Analysis Research Centre (CARC) a Canterbury, l'nstitute for National SecurityStudies (INSS) a Tel Aviv e l'European Strategic Intelligence and Security Centre (ESISC) a Bruxelles.
blog comments powered by Disqus