Now You See Me. Lo spettacolo nello spettacolo

01/08/2013 di Jacopo Mercuro

Un universo parallelo in cui non necessariamente tutto ha una spiegazione, in cui l’impossibile può diventare improvvisamente possibile

Uno spettacolo nello spettacolo, come bimbi affascinati dal poco pratico mago della festa di compleanno, si rimane incollati allo schermo cercando di capire cosa e come stia succedendo. È questa la chiave del successo di Now you see me, stimolando la fantasia e facendo uscire il bambino che è dentro di noi veniamo immediatamente catapultati in quel mondo misterioso dell’illusionismo. Un universo parallelo in cui non necessariamente tutto ha una spiegazione, in cui l’impossibile può diventare improvvisamente possibile.

Il film – Un seducente mago delle carte (Jesse Eisenberg), un divertente mentalista (Woody Harrelson), un’affascinante esperta in escapologia (Isla Fisher) e un giovane prestigiatore di strada (Dave Franco). Singoli illusionisti che si ritrovano improvvisamente a lavorare fianco a fianco formando la squadra dei quattro cavalieri. Dimenticate il coniglio che esce dal cappello, i banali giochi di carte, le donne tagliate a metà. Il quartetto fa sul serio, a tal punto che rapinare una banca a chilometri di distanza, senza essere sul posto, non sembrerà poi così difficile. Inizialmente potrebbe sembrare fantascienza, magie che sanno più di paranormale, ma così non è. Tutto ha una spiegazione logica, fotogramma dopo fotogramma i quattro cavalieri ci svelano i loro segreti e quando non sono loro a farlo ci pensa Thaddeus (Morgan Freeman), mago in pensione dedito a smascherare i trucchi dei suoi ex colleghi. Affiancati dal ricco benefattore Arthur (Michael Caine), i quattro cavalieri danno vita ad un’avventura stile Ocean’s Eleven dalle tinte magiche. Organizzano spettacoli durante i quali, complice il pubblico, sottraggono milioni dollari ai potenti per distribuirli agli spettatori come fossero dei moderni Robin Hood. Non ci vorrà molto prima che l’FBI e l’Interpol francese, rappresentati da Dylan (Mark Ruffalo) e Alma (Mélanie Laurent), si mettano sulle loro tracce. Il tutto si farà ancora più intrigante grazie all’intervento di un misterioso quinto cavaliere, del quale nessuno conosce l’identità.

Paragoni sbagliati – Nella calda e noiosa estate cinematografica, Now you see me è acqua fresca che ci disseta e ci permette di aspettare con meno ansia la nuova stagione, che promette molte uscite interessanti. C’è chi, in modo un po’ troppo frettoloso, ha cercato di paragonare il film ad altre pellicole in cui l’illusione è la vera protagonista. Non credo sia possibile associarlo a The Prestige, com’è stato fatto, Now you see me è qualche gradino sotto, ma comunque degno di nota, puro intrattenimento, veloce e divertente.

L’abilità cinematografica di Leterrier – Il vero colpo l’ha messo a segno Louis Leterrier, il regista del film, che è riuscito nell’intento di dirigere un’opera innovativa e non facile da proporre. Il trucco è stato ridurre al minimo gli effetti speciali, sostituendoli alla realtà. È di fatto la teatralità l’ingrediente segreto della pellicola che mischiandosi all’azione e alla continua suspance da vita ad un thriller veloce ed intenso, nel quale lo spettatore non rischia di annoiarsi. Ricorre un continuo effetto sorpresa che riesce a cambiare repentinamente i ritmi della pellicola tenendola brillante e vivace. Non si riduce tutto alla spettacolarità, nell’intrattenimento, tipico dei prestigiatori, il film attinge a tematiche sociali contemporanee. Viene mostrata la crisi dei colossi bancari, che, come per magia è riuscita a far sparire i risparmi di molti cittadini americani. Alla prepotenza delle grandi istituzioni, che si arricchiscono sempre di più alle nostre spalle, c’è la risposta di quattro benefattori che non tengono mai il bottino dei colpi messi a segno. Il loro palcoscenico è il ring, sul quale cercano di destabilizzare e combattere il sistema malato e corrotto, che non ha fatto altro che far scomparire con un soffio il tanto sperato sogno americano.

Guardate da vicino, perchè più vicini sarete, in realtà meno vedrete!”. La frase che spesso ricorre è la vera essenza del film, la chiave di volta di un enigma che fin dall’inizio riesce a tenere gli spettatori sospesi nell’aria.  Come il più bravo degli illusionisti il film ci tiene più vicino possibile al trucco, rapendo la nostra attenzione per poi  lasciarci a increduli di fronte alla soluzione del mistero.

 

The following two tabs change content below.

Jacopo Mercuro

Nasce a Roma il 30/03/1988. Si diploma al liceo classico per poi intraprendere gli studi di giurisprudenza. Fin da bambino ha una vera e propria passione per il grande schermo. Cresce nutrendosi di pane, film e musica rock. Predilige le pellicole d’oltreoceano tanto che sulla sua scrivania non manca mai una foto del monte Hollywood.
blog comments powered by Disqus