“Novel Food”: nuove regole in Europa, tra preoccupazioni e radicali innovazioni

04/11/2015 di Lucio Todisco

Cambiano le regole per i “Novel Food” e per i cittadini europei sarà il tempo di affrontare cambiamenti decisamente importanti per quanto riguarda l’alimentazione e ciò che porteranno sulle proprie tavole.

Novel Food

Cosa sono i Novel Food? – I novel food, sono quei nuovi alimenti o nuovi ingredienti alimentari disciplinati dalla legislazione alimentare comunitaria sulla base del Regolamento (CE) 258/97. Di fatto, sono tutti quei prodotti e sostanze alimentari per i quali non è dimostrabile un consumo “significativo” alla data del 15 maggio 1997 all’interno dei confini europei, data di entrata in vigore il regolamento. Ci troviamo di fronte, quindi, a prodotti alimentari frutto di innovazione tecnologica o tradizioni differenti all’Unione Europea che ottengono il via libera da Bruxelles per la vendita sul Continente.

Il Parlamento Europeo si è così apprestato a rinnovare una regolamentazione – modifiche approvate in prima lettura con 359 sì , 202 no, 127 astenuti – risalente a quasi vent’anni fa e giudicata da molti settori dell’industria alimentare come complessa e costosa. Questa è la seconda volta che il Parlamento Europeo tenta la strada della riforma, già un altro tentativo, quello del 2013 non andò in porto e fa seguito al fallimento di un tentativo iniziato nel 2008 e naufragato nel 2011 che si blocco sul nodo controverso della carne clonata.

Le critiche delle aziende alla vecchia regolamentazione – I criteri generali per l’autorizzazione di questi alimenti sono: l’assenza di rischi per salute, la trasparenza verso i consumatori e il non essere “nutrizionalmente svantaggiosi” rispetto ai cibi che intendono sostituire. A ciò si aggiungono dei paletti fissati dalla Ec 1852/2001 sulle informazioni che devono essere fornite dai richiedenti. Le aziende importatrici contestano che l’insieme delle norme ha creato un groviglio burocratico che comporta un iter abbastanza lungo. Un’azienda interessata a introdurre nuovi prodotti deve inoltrare la richiesta all’autorità nazionale competente, aspettarne le valutazione, a sua volta fatta giungere alle autorità degli altri stati membri, e verificare che non sia necessario un secondo filtro della European Food Safety Assessment (Efsa). Superati questi passaggi e non ci sono obiezioni dalla Commissione o dagli Stati membri, il prodotto può essere immesso sul mercato, altrimenti è necessaria una seconda valutazione dell’Efsa e la Commissione deve redigere un’autorizzazione addizionale che deve ottenere il via libera della Standing Committe on Food Chain and Animal Health (Scofcah).  Tempi e costi sono lunghi e si calcola che le procedure hanno una media di 3 anni, con una spesa che si aggira sui 25-40mila euro e può giungere ai milioni di euro in caso di documentazioni complesse. Una trafila superata solo da 80 prodotti su un totale di 180 domande presentate.

Nuovi criteri, processo centralizzato e semplificazione per i prodotti “esotici” –  Le associazioni dei consumatori difendono il vecchio iter che darebbe maggiori sicurezze ai cittadini europei. Di fatto la proposta di rinnovamento semplifica enormemente il procedimento e riguarda la rimozione delle categorie del “novel food”, centralizza la procedura e rende generale la richiesta di certificazione, semplificando l’accesso sul mercato di prodotti che appartengono alla tradizione di altri paesi. Il primo punto riguarda il superamento delle griglie di definizione del Novel food, abbandonando il doppio criterio di elaborazione tecnologica o estraneità alla cultura Ue, valutandoli secondo le normative generali sul Food ed aggiungendo alcune categorie specifiche. Per la centralizzazione della procedura, la competenza della valutazione passerebbe dai singoli paesi alla Commissione con l’ausilo della Efsa, armonizzando così la procedura.

Le critiche alla nuova regolamentazione – Ovviamente questo tema sta portando ad una discussione accesa sui nano-materiali, ad esempio contemplati dai criteri del nuovo cibo. La Efsa ha fatto notare che non esiste una definizione accurata di “nano-food” in Europa, aprendola a rischi per la salute. Una delle proposte di transizione è abbassare la soglia di nano-ingredienti nei prodotti al 10% rispetto all’attuale 50%. Complicata e accesa la discussione sulla carne clonata. Alcuni gruppi, come i Verdi Europei, fanno notare che, tra le nuove categorie in valutazione, si parla anche di “cibo derivato da animali clonati o dai loro discendenti”

E in Italia? – Qual è la considerazione per i novel food nel nostro paese? Il 91% degli Italiani non mangerebbe carne o latte proveniente da animali clonati: a dirlo è un’indagine della Coldiretti/IPR marketing in relazione all’adozione della risoluzione sui “novel food”. Un capitolo a parte invece riguarda gl’insetti: almeno 300 mila toscani, l’8%, assaggerebbero gli insetti ed il 7% mangerebbe ragni fritti ed il 19% non esiterebbe ad assaggiare la carne di coccodrillo. Tra i protagonisti della ricerca culinaria nel settore degli insetti c’è Roberto Flore, giovane chef italiano che guida la Nordic Food Lab di Copenhagen. Flore con Afton Halloran, ricercatrice sugli Edible Insects con Greeinsect all’Università di Copenhagen ha proposto una degustazione per la stampa all’Europarlamento con gl’insetti che potrebbero giungere sulla nostra tavola con un menù composto da formica alla granella di fuco, dalle larve di ape, al gin a base di formica.

Tante novità culinarie complesse che in un paese come il nostro, amante del buon cibo e delle tradizioni di sicuro troveranno difficoltà enormi ad entrare in circolo.

 

The following two tabs change content below.

Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
blog comments powered by Disqus