Nostalgico Fini: incontra Cicchitto ma aspira ad Alfano

04/06/2014 di Andrea Viscardi

FIni

“Intendo fare qualcosa, nel prossimo futuro, per ridefinire un’identità culturale e programmatica di una formazione o di un rassemblement che si possa definire di centrodestra”. Così si esprimeva, pochi giorni fa, Gianfranco Fini sulle pagine del Messaggero, notando come, la strada intrapresa dal NCD di Angelino Alfano fosse giusta, ma occorresse portare il tutto ad un altro livello: creare il contenitore di un centro-destra europeo capace di racchiudere tutti i consensi e l’appoggio politico delle forze non estremiste. Capace di fare una politica di centro-destra che, per parafrasare le parole dell’ex Presidente della Camera, non si capisce oggi se sia quella del NCD a sostegno del Governo Renzi, o quella di Berlusconi in opposizione.

Nostalgico Fini. Dopo l’appoggio a Scelta Europea durante le ultime elezioni, la voglia di tornare il campo ha prevalso. Il Giornale riporta di un incontro dell’ex leader di AN con Cicchitto, uno di quelli che, a sentire dell’apertura di Alfano a Berlusconi, ha fatto un balzo sulla sedia di diversi metri. Già, perché tra tutti coloro capaci di accoltellare il Cesare di Forza Italia, Cicchitto è sicuramente stato tra i più duri e ha preso parte a più di una polemica contro l’ex Premier. Così come il ministro Lorenzin, che in poco tempo ha dimenticato i suoi trascorsi accusando Berlusconi di aver snaturato e distrutto la destra – forte della sua poltrona in un governo di centro sinistra.

Fini incontra Cicchitto, tempi duri per Alfano?NCD, chi la fa l’aspetti? L’idea sarebbe semplice: sull’asse Cicchitto – Quagliarello – Fini creare il nuovo contenitore di cui si parlava prima, ma senza gli azzurrini di Berlusconi, gli estremisti della Lega o gli osteggiati FdI, ed impedendo ad Alfano qualsiasi riavvicinamento al guru di Arcore, per il dispiacere della De Girolamo, la quale, in realtà, sarebbe pronta immediatamente al dietrofront. Una situazione caotica, insomma, quella del NCD, nel quale qualche malumore di troppo serpeggia anche per l’atteggiamento dirigista dello stesso Angelino, un capo che appare sempre meno capace di fare il leader. Ed il risultato delle Europee ha dimostrato come, in realtà, il Partito non sia entrato per niente nel cuore degli italiani, spargendo nuovi dubbi e domande nella base. Per non parlare della rivolta sudista guidata da Scopelliti.

Il vecchio che avanza. UDC, Scelta Civica, Popolari per l’Italia e parte del Nuovo Centro Destra per creare un nuovo gruppo capace di rilanciare il centro-destra italiano? L’idea ci sembra tanto ambiziosa quanto paradossale. Difficile che, senza alcun passo definitivo verso Silvio Berlusconi, parte del NCD accetti di mettere in atto una congiura di questo tipo. E la strada del convincimento sarebbe ancora lunga anche nei confronti di UDC e Scelta Civica/PPI. Ma anche se fosse, come definire “nuovo” un raggruppamento del genere, in cui le eminenze grigie e gli uomini di punta sarebbero personaggi come Cicchitto, Fini, magari Cesa e Mauro? E poco conta se in prima linea venissero mandate facce nuove. Il tutto nasce già vecchio.

Ha ragione l’ex Presidente della Camera, allora, un nuovo centro destra che sia un’alternativa al centro-sinistra renziano. Insomma, da una parte la DC di Moro o quella di Gronchi, dall’altra quella di Scelba o Andreotti. Una nuova, grande, “famiglia” democristiana. Di nuovo, a dire il vero, non sembra esservi molto.

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Nasce a Torino il 13/09/1988, appassionato di politica, dopo essersi diplomato al Liceo Classico Beccaria di Milano, si iscrive al corso di Studi Internazionali all’Università degli Studi di Torino, dove si laurea nel 2011. Completa il suo percorso di studi laureandosi con lode al corso specialistico in Relazioni Internazionali dell'università LUISS Guido Carli.
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