North Sentinel Island, una storia poco raccontata

06/05/2015 di Eugenio Frisetti Carpani

Nel Golfo del Bengala, tra le Isole Andamane, si trova North Sentinel Island, una piccola isoletta. Oggi il luogo più difficile da visitare in tutto il mondo

North Sentinel Island

Se vi trovate a cena con persone appena conosciute e non sapete con quale argomento aprire una discussione, provate con questa semplice domanda: avete mai sentito parlare di North Sentinel Island? Sarà un successo garantito. A North Sentinel Island vive una tribù d’indigeni comunemente chiamati i sentinelesi la cui consistenza demografica è un mistero. Si stima che i sentinelesi possano essere dai 50 ai 400 individui e vi assicuriamo che non è un’impresa semplice contarli. Infatti, questa piccola popolazione locale, rifiuta da sempre qualsiasi contatto con il mondo esterno e accoglie gli stranieri, di tutti i tipi, con una pioggia di frecce e lance.

Il governo locale, forse spaventato o forse molto rispettoso, ha dichiarato di non avere alcuna intenzione di interferire con la vita e le abitudini dei sentinelesi che, da sempre, hanno vissuto in pace senza conoscere il resto del mondo. Essenzialmente, i sentinelesi vivono di raccolta di frutti, caccia e pesca (è curioso il fatto che non si sappia se hanno sviluppato l’agricoltura). In più non sono in grado si difendersi da particolari eventi climatici. Si pensava, infatti, che dopo il maremoto dell’Oceano Indiano fossero tutti morti. Le autorità, invece, si sono stupite quando hanno visto alcuni di loro cercare di abbattere un elicottero con sassi e frecce. Per questi motivi e soprattutto a causa del fatto che non hanno sviluppato difese immunitarie verso malattie comuni e, di conseguenza, basterebbe una semplice malattia o infezione a sterminarli, il movimento Survival international li ha definiti la popolazione “più vulnerabile del pianeta”.

North Sentinel Island
North Sentinel Island

Nonostante la loro ostilità nei confronti dei visitatori, alcuni sporadici contatti, nel passare degli anni, li hanno avuti, in particolare in occasione di missioni governative o di studio. Tra questi, si ricordano due incontri, uno pacifico e uno violento. Il primo avvenuto nel 1991 dove le autorità indiane si avvicinarono alle coste dell’isola con la barca per donare a sentinelesi delle riserve di cibo (tra cui noci di cocco). I sentinelesi le apprezzarono e le presero senza sembrare indispettiti. Il 26 gennaio 2006, invece, due pescatori che si erano avvicinati troppo alla spiaggia, furono attaccati e uccisi a sangue freddo dai sentinelesi. Accademici e studiosi di antropologia afermano che uno dei motivi per i quali i sentinelesi siano sopravvissuti all’estizione sia proprio quello di non essere mai stati a contatto con le popolazione continentali. Molte civiltà indigene delle zone, invece, sono scomparse durante il 1800 e il 1900. I Grandi Andamanesi, infatti, sono stati decimati dalla potenza coloniale britannica e oggi solamente 100 individui circa son in vita.

Purtroppo per i sentinelesi, le popolazioni costiere in generale ma soprattutto i pescatori di frodo, avvicinandosi sempre di più alle acque della loro isola, potrebbero creare forti problemi a livello ecosistemico. Per evitare ciò, nel novembre 2014 Survival ha denunciato le attività di tali pescatori che stanno prendendo di mira le acque intorno all’isola di North Sentinel, mettendo così in grave pericolo la tribù; l’organizzazione ha sollecitato le autorità a garantire che l’isola sia protetta dalle invasioni esterne. Le autorità, dalla loro parte, non si sono fatte sentire e niente di niente è stato garantito. Rimane il dubbio su quale sarà il futuro sella povera tribù dei sentinelesi sempre però sperando che possano vivere la vita nella più assoluta autonomia.

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Eugenio Frisetti Carpani

Nasce a Roma nell’Ottobre del 1993. Si arruola nella marina militare italiana all’età di 16 anni frequentando il liceo classico alla Scuola Navale Militare Francesco Morosini di Venezia. Si iscrive, poi, al corso di laurea triennale in Politics, Philosophy and Economics alla LUISS Gudo Carli. Da sempre interessato agli organismi sovranazionali, alle istituzioni comunitarie e, in particolare, ai rapporti di sicurezza fra NATO e Unione Europea.
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