Non in nome loro

14/11/2015 di Francesca R. Cicetti

Se i giornali, dopo Mafia Capitale, avessero gridato “Bastardi romani”? E se i palermitani si svegliassero ogni giorno con i bei caratteri stampati: “Siciliani mafiosi”? Se ogni volta che un politico intasca una mazzetta diventassimo tutti dei cani corrotti e ladri? Se tutti i cristiani fossero accusati di pedofilia come una piccola, disgraziata élite del male?

Libero

Di norma vige la regola di non foraggiare le idiozie e lo sciacallaggio. Vige il principio di non dare diffusione ai pareri contestabili e ignoranti, alle accuse senza basi, alle generalizzazioni più funeste delle tragedie stesse, perché benzina per l’odio, frumento per l’inciviltà. Di norma vige questa regola: consegnare all’oblio i pareri di chi vuole solamente appiccare fuochi, per il piacere di veder bruciare. Ma è da quando le presse di Libero sono ancora calde che piovono querele, polemiche, plausi, opinioni di ogni genere. Non ci si può aspettare di meglio o di peggio nei confronti di un quotidiano che, candidamente, titola: “Bastardi islamici”.

Nel cabaret mediatico iniziato già dopo i primi istanti di terrore a Parigi, ecco nascere quella tensione sensazionalistica che ha portato molti a dichiarazioni avventate, guerrafondaie, belliciste. Come sempre quando la vita ci inchioda, spettatori, di fronte al televisore, molte cose vengono dette. Purché se ne parli. Ma oggi un esercizio di stile è sufficiente a dimostrare la vanità di una dichiarazione di odio. “Bastardi islamici”, li chiamavano stamattina. Ora basta immaginare lo stesso titolo dopo uno qualsiasi dei fatti di cronaca che continuamente ci piovono addosso. E se i giornali, dopo Mafia Capitale, avessero gridato “Bastardi romani”? E se i palermitani si svegliassero ogni giorno con i bei caratteri stampati: “Siciliani mafiosi”? Se ogni volta che un politico intasca una mazzetta diventassimo tutti dei cani corrotti e ladri? Se tutti i cristiani fossero accusati di pedofilia come una piccola, disgraziata élite del male? Se.

Ogni altra spiegazione è inutile. Chi titola così sensazionalisticamente (non diremo duramente, come hanno fatto alcuni. Non è durezza, questa, ma amor di scandalo) sa molto bene che tra i terroristi, gli assassini, i kamikaze ci sono degli islamici. Che sono islamici, è vero, ma non sono gli unici. Come sa bene che gli islamici non stanno banchettando come corvi sui cadaveri dei nostri morti, che l’Islam moderato esiste, ed è la maggioranza. E che è più deplorevole e infinitamente più vergognoso attirare consensi gridando che “i buonisti sono complici”. Come se una parola buona invece di una di una di odio e disprezzo non sia da applaudire ma da condannare. Come se fosse un segno di debolezza, stupidità, ingenuità. Ma forse è più ingenuo chiudere gli occhi e condannare.

Non divideremo i bianchi e i neri, i musulmani e i cattolici, gli ebrei e gli shintoisti. Non metteremo da un lato i terroristi, dall’altro i santi. Non piangeremo i nostri morti sbarrando le porte a quelli altrui. La formula, va da sé, è più complessa. E non troveremo la soluzione tra una citazione profetica di Oriana Fallaci e un post di Salvini, né lo faremo elargendo pollici alzati e interviste televisive. Quello che è importante ricordare è che più di un miliardo e mezzo di musulmani oggi è stato chiamato bastardo. E la maggior parte grida che no, tutta questa distruzione non è stata fatta anche in nome suo.

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Francesca R. Cicetti

Nata a Roma, classe 1993, è laureata in Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove si sta specializzando in Governo e Politiche. È autrice di un romanzo di fantascienza, testi teatrali e numerosi racconti, pubblicati da vari editori. Dal 2012 collabora con alcuni quotidiani online per i quali si occupa di cinema, politica e cultura.
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