I nuovi NIMBY a 5 stelle: obiettivo Expo

20/03/2014 di Giacomo Bandini

Il sacro cortile – La parola NIMBY (letteralmente Not In My Back Yard, trad. “non nel mio cortile”) nel linguaggio della scienza politica indica quella serie di movimenti animati dal rifiuto della costruzione di opere a carattere pubblico sul proprio territorio in quanto considerate dannose, se non propriamente distruttive. L’esempio più calzante al momento è rappresentato dalla protesta No-Tav, ma in passato si è assistito a simili diatribe per le basi militari o per le centrali nucleari. Quello che accomuna ogni singolo movimento è rappresentato da una consapevolezza sulla necessità in termini di generali dell’opera pubblica, ma dal rifiuto che esse vengano “nel cortile dietro casa”.

Grillo
Beppe Grillo

NIMBY istituzionali – Nello scenario italiano è da poco nato un movimento, costituito da delusi provenienti da vari schieramenti politici preesistenti, che è diventato la declinazione politica del concetto di NIMBY: si chiama Movimento 5 Stelle. Effettivamente ripensando alle note uscite pubbliche della nuova compagine, formata però da vecchi elettori, essa si è distinta soprattutto per i suoi famosi “no a tutto”. Compresa l’accesa lotta No-Tav fermatasi alle ridicole accuse a Grillo per aver violato i sigilli apposti alla costruzione abusiva della Baita-Presidio costruita in Valle Clarea. In ogni caso non si può negare che abbia, del tutto legittimamente, appoggiato un fortissimo movimento NIMBY.

Mai dire sì – In Parlamento l’atteggiamento di rifiuto ha raggiunto un livello apicale. Le votazioni contrarie alle proposte di altri gruppi o del governo, di qualsiasi natura esse fossero, hanno raggiunto probabilmente massimi storici. Forse anche cose buone, sicuramente hanno denunciato molte cose cattive e rifiutato ogni compromesso. D’altronde la dichiarazione con cui i grillini sono entrati nell’arena istituzionale è stata: noi con nessuno, nessuno con noi. Un altro atteggiamento molto NIMBY.

La nuova Tav si chiama Expo? – Oggi gli occhi di Grillo e i suoi sono puntati sull’Expo 2015. Meta di un pellegrinaggio che ha coinvolto 80 rappresentanti pentastellati, fra cui alcuni dei famosi “interdetti” temporaneamente dai lavori delle Aule parlamentari. La grande opera, tanto voluta per rilanciare l’immagine di un Paese sofferente, è stata definita  una «speculazione insensata ai danni di un intero territorio asservita all’unico obiettivo di “nutrire la casta”». Le parole ricordano molto la definizione sopra riportata. Per ora la protesta “stile Tav” non è ancora iniziata, ma in futuro “non si sa mai”.

Colmare distanze – Certo, i grillini svolgono oggi il ruolo che i giornalisti hanno smesso di svolgere da anni e, da un certo punto di vista questo si rivela assai utile per aumentare un certo tipo di coscienza civica. Da un altro lato però “Il Fatto Quotidiano”, ormai che ormai appoggia appieno la coppia Casaleggio & Grillo, poco tempo fa scriveva in un articolo: “Siamo schiavi dei NIMBY?”. Oggi la domanda dovrebbe essere riportata a galla. Quanto bene fa l’immobilismo decisionale ad un Paese che è vissuto nel torpore per vent’anni? Quanto fa bene dire sempre di no a tutto, senza calcolare tutte le motivazioni dietro ad un’opera? Se la sindrome NIMBY si impadronisse di tutto l’impianto legislativo, l’unica soluzione sarebbe una specie di dittatura. Di modo che l’opera si costruisca “in quel giardino e basta”. Per evitare ciò, servirebbe dunque spiegare alla gente il perché e le modalità di costruzione di una qualsiasi opera pubblica e coinvolgere i cittadini direttamente. La distanza non si colma con slogan, con picchetti intimidatori e rifiutando a prescindere, senza spiegazioni. Da sempre le distanze si colmano camminando ognuno nella direzione dell’altro. Ma è faticoso.

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Giacomo Bandini

Nasce a Ravenna il 1/9/1989 e si trasferisce a Udine nel 2003. Ivi si diploma col punteggio di 78 al Regio Liceo Classico Statale “Jacopo Stellini”. Consegue la Laurea Triennale all’Università degli Studi di Trieste in “Scienze Politiche”. Attualmente laureando presso la facoltà di Scienze Politiche, ramo “Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica - profilo Istituzioni Politiche e Amministrative” all’Università LUISS Guido Carli.
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