Nigeria, Boko Haram intensifica le azioni di terrorismo

04/03/2014 di Stefano Sarsale

Nigeria, Boko Haram

Boko Haram, Nigeria in allarme. L’attivismo della setta islamica salafita Boko Haram continua senza sosta nello Stato del Borno, nel nord-est della Nigeria.Il gruppo ha infatti rivendicato una serie di attentati che si sono susseguiti nel corso del fine settimana e capaci di provocare oltre 150 morti. Si tratta degli attacchi del primo marzo nella città nigeriana di Maiduguri – che hanno provocato 50 vittime – e l’assalto al vicino villaggio di Mainok, dove le vittime sono state 47. Il giorno successivo, domenica 2 marzo, un nuovo attentato è stato portato alla città di Mafa, con 29 vittime. Da oltre un mese il gruppo terrorista di ispirazione qaedista ha intensificato l’attività, compiendo attentati in tutto il Paese. Azioni caratterizzate da ferocia e aggressività inumane, che non hanno risparmiato nemmeno i bambini. Basti pensare come, nell’attacco di sabato, la location di un attentato sia stata una partita di calcio, dove erano presenti molti ragazzi: un primo ordigno è esploso in un camioncino che trasportava legname, causando un ondata di detriti e schegge, il secondo è esploso mentre le persone rimaste illese prestavano i primi soccorsi, nel mezzo della folla.

Boko Haram
Alcuni militanti di Boko Haram

Governo sotto pressione? L’obiettivo del gruppo, che vien perseguito da quasi 5 anni, è quello di istituire uno stato islamico nel nord a maggioranza musulmana, destabilizzando al tempo stesso lo Stato nigeriano. La pressione sul governo di Goodluck Jonathan per fermare gli attacchi è in costante aumento, dal momento che le promesse fatte di riportare la stabilità, pace e sicurezza non hanno avuto alcun riscontro pratico. A nulla è servita la dichiarazione dello stato di emergenza nel Borno e in altri 2 Stati nel mese di Maggio scorso e i maggiori poteri dati all’Esercito. Nelle ultime settimane le forze armate hanno compiuto una serie di raid aerei nello Stato di Yobe, culminati con un assalto al villaggio di Daglun. L’obiettivo finale era quello di distruggere alcune postazioni in roccaforti storiche dei miliziani di Boko Haram ed è quindi probabile che la serie di attentati sia una diretta risposta all’azione.

E per il consenso… La situazione continua inesorabilmente a complicarsi, con i miliziani che uccidono a mano libera, da una parte, e il governo centrale incapace di fermarli, dall’altra. Il problema di fondo che tuttavia emerge non ha niente a che fare con i sanguinosi fatti del fine settimana (e anche i precedenti). Risulta infatti sempre più fondata l’ipotesi che il repentino cambio della guida dello Stato Maggiore, abbia contribuito a limitare ulteriormente la strategia e le iniziative anti-terrorismo da parte del governo e che il cambio sia legato a motivi prettamente politici in vista delle elezioni del 2015. L’avvenuto rinnovamento dei vertici militari potrebbe essere infatti legato più che a motivi di inoperosità e di mancanza di risultati, ad una manovra politica volta ad ampliare e consolidare la base di consenso in grado di garantire al Presidente in carica la rielezione.

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Stefano Sarsale

Dopo la laurea triennale in Scienze politiche e Relazioni internazionali a Pisa 2011, consegue quella Magistale presso la LUISS Guido Carli di Roma con votazione 110. Consegue succesivamente una seconda laurea Magistale in Security and Terrorism presso l'università di Kent, Canterbury. Esperienze lavorative presso il Centro Studi Internazionali (Ce.S.I.) a Roma, Il Conflict Analysis Research Centre (CARC) a Canterbury, l'nstitute for National SecurityStudies (INSS) a Tel Aviv e l'European Strategic Intelligence and Security Centre (ESISC) a Bruxelles.
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