National Geographic, 125 anni. La Grande Avventura

09/09/2013 di Simone Di Dato

La Grande Avventura, National Geographic

“Viaggiare fa bene agli spiriti tormentati”, diceva un celebre scrittore colombiano diversi anni fa in un suo romanzo. Eppure scoprire di quanta bellezza e magia sono capaci la Natura e l’uomo, nonostante tutto, dovrebbe essere una prerogativa o meglio ancora una scelta di chiunque. Dovrebbe appunto. Chi però riesce a fare del viaggio uno stile di vita indispensabile e coloro che amano la fotografia non potranno perdere di vista la prossima rassegna del National Geographic che aprirà ufficialmente la stagione del Palazzo delle Esposizioni di Roma. La mostra, curata da Guglielmo Pepe (editorialista e senior editor consultant proprio al NG), conferma infatti la partnership tra le due grandi istituzioni, a conferma del successo ottenuto nelle affollatissime sale del Palazzo romano che ha ospitato gli affascinanti soggetti di ricercatori e fotografi in giro per il mondo.

Questa volta però per celebrare i 125 anni della nascita della NGS (National Geographic Society) e festeggiare i 15 di NG Italia, l’organizzazione scientifica darà la possibilità di ammirare l’attività della più grande rivista di reportage fotografico, interamente riassunta in un’esposizione che non poteva che avere questo titolo: “La Grande Avventura”. Si tratta di una mostra fotografica che vuole ripercorrere le tappe di un viaggio unico attraverso “le imprese memorabili e

Eliza Scidmore, National Geographic
Eliza Scidmore, Giappone, 1900 ca

personaggi leggendari, tra ricerca in laboratorio e spedizioni nei luoghi più sperduti del Pianeta, le culture di grandi popolazioni e quelle di tribù sconosciute, tra la bellezza della vita animale e di quella vegetale, tra l’impegno per la conoscenza e quello per la salvaguardia di Madre Terra”.

Insomma un notevole patrimonio di esperienze straordinarie che non sarebbero nate se nel 1888, alcuni uomini di cultura tra cui giornalisti, scienziati e fotografi non si fossero fermati al Cosmos Club per fondare la NGS. Un gruppo di 33 appassionati, tutti convinti sostenitori di un  piano d’azione che prevedesse la conoscenza del mondo per mezzo della geografia, dell’archeologia, delle scienze naturali e pedagogiche. La comune ambizione? “Incrementare e diffondere la conoscenza geografica e allo stesso tempo promuovere la protezione della cultura dell’umanità , della storia e delle risorse naturali”. Un progetto immenso, dal sapore quasi utopistico, a dirla tutta.

National Geographic, Palazzo delle Esposizioni
Hugo Van Lawick, Tanzania, 1964

Dal 28 settembre fino al 2 febbraio 2014, “La Grande Avventura” proporrà attraverso le immagini dei più talentuosi fotografi, i momenti salienti della storia della Society, le imprese epiche, le più avvincenti spedizioni e il toccante rapporto tra uomo e natura, tra il mondo animale e la natura stessa. Ci saranno i primissimi scatti apparsi sul magazine fino alle fotografie più moderne, nate dall’evoluzione della comunicazioni e delle tecnologie, quelle che grazie ad internet e ai media in generale hanno contribuito ad appassionare milioni di persone in tutto il mondo. Tra le altre cose la scoperta di Machu Picchu da parte di Hiram Bingham nel 1915, Robert Pearly e il suo incredibile viaggio al Polo Nord nel lontano 1905, le esplorazioni sottomarine di Jacques-Ives Cousteau, il ritrovamento del relitto del Titanic targato  Robert Ballard, ma anche lo studio di Jane Goodall sugli scimpanzé e i racconti sui gorilla di montagna firmati Dian Fossey.

In questi 125 anni il National Geographic è riuscito a sponsorizzare qualcosa come più di 10,000 ricerche scientifiche, con l’unica missione di mostrare mondi sconosciuti e ignorati da distratti spettatori, attraverso gli occhi di uomini coraggiosi e impegnati, per creare una coscienza più sensibile, una consapevolezza più forte del mondo in cui viviamo. Storie e reportage  raccontati con viscerale passione in film e documentari, programmi televisivi, radio, libri, mappe,  ma soprattutto fotografie sensazionali e articoli eccezionalmente dettagliati, tutti dietro quell’inconfondibile cornice gialla.

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Simone Di Dato

Nasce a Napoli il 19/05/1989, grande appassionato di archeologia e di arte, dopo aver conseguito la maturità classica si iscrive alla facoltà di Storia dell'arte presso l'Università Federico II di Napoli.
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