Napolitano, il nonno (rassegnato) solo al comando

25/09/2013 di Giacomo Bandini

L’assenza di Letta, impegnato a New York nel convegno del Council of Foreign Affairs e soprattutto a cercare i famosi capitali d’investimento esteri, ha mostrato ancora una volta come le chiavi del Paese siano soprattutto in mano al Capo dello Stato. Appena messo al corrente dell’assenza del premier, Giorgio Napolitano non ci ha pensato due volta a convocare in separate udienze i segretari dei due partiti di governo che hanno passato gli ultimi giorni a litigare, culminando in un penoso siparietto andato in onda su Ballarò ieri sera.

Party e partiti – Tocca dunque a papà, o dovremmo dire nonno, Napolitano ristabilire l’ordine in Casa Italia. D’altronde il ruolo di Nonno gli è sempre calzato a pennello, come quando, ormai prossimo al meritato riposo, dovette tornare dalla villeggiatura perché i figli adolescenti avevano distrutto ubriachi la dimora dandosi a party selvaggi. Il titolo della visita ufficiale di oggi è “verificare del grado d’impegno delle forze politiche per la continuità dell’attività di governo e del programma dei lavori parlamentari”. Tradotto: avete intenzione di continuare a dare spettacolo o per una volta proviamo a fare i seri e a maturare un po’? Tradotto per le malelingue: quando la spina verrà staccata cosa succederà? Ce la facciamo a riformare la legge elettorale?

NapolitanoNo, we can’t – Nel frattempo  le preoccupazioni di Re Giorgio non fanno che aumentare la loro portata. Telecom e Alitalia svendute, il tricolore calpestato abbondantemente dai suoi stessi delegati e i mercati che guardano verso altre mete. Le iniziative utili tardano ad arrivare: nessuna riforma incisiva su lavoro e produttività, il problema del mancato gettito dato dall’abolizione dell’Imu e il conseguente aumento dell’Iva e la struttura istituzionale che rimane invariata e dunque malfunzionante, il bicameralismo che è e rimarrà indecentemente “perfetto”.

I virtuosi  cugini – L’esempio positivo della Germania non ha prodotto poi nessun effetto sui nipotini ai quali si cerca di insegnare un po’ di sana democrazia. Le elezioni tedesche sono apparse a noi cugini italiani senza drammi, senza folli virate sondaggistiche, con una serenità quasi  mistica e senza  urla d’indignazione. Nessun tradimento, nessun dispetto, niente falchi e colombe. L’alternativa per Angela è una sola e concreta: coalizzarsi con i Verdi o con l’Spd nell’interesse del Paese. Tutto nella normalità più assoluta.

Un cocktail multicolore – Le alternative in Italia sono invece innumerevoli come al Monopoli e di conseguenza fumose. Senza contare gli imprevisti e le probabilità. Napolitano ha dovuto riallacciare i rapporti col figliolo scappato di casa, ossia Mr. B., sempre in agguato con la sua schiera di fedelissimi e vero pendolo della politica italiana. Matteo Renzi  piuttosto rissoso benché ancora innocuo, col suo biglietto della lotteria in mano, sta scalpitando in attesa della scalata finale al vertice. Il Pd senza bussola e senza criterio, lotta per non affogare nell’oceano di frustrazioni in cui è naufragato da tempo. I grillini si baciano in Aula e indossano magliette.

La pensione è lontana – Che cosa dobbiamo aspettarci da tutto ciò? Di sicuro non vi sarà un Letta-bis il giorno in cui la spina verrà completamente divelta. Nemmeno il premier, d’altronde, vorrebbe ripetere un’esperienza come quella che stiamo vivendo. Una coalizione riservista Pd-Grillo non sembra nemmeno da prendere in considerazione e, sinceramente, l’idea non stuzzica più nessuno. Forza Italia sta per presentare i volti nuovi, ma la credibilità di cui gode ora il suo leader non è certo delle migliori. L’unica strada sembra essere continuare con il claudicante governo Letta, di cui tutti si lamentano, ma al quale nessuno sembra trovare una degna successione. Il nonno, solo al comando, guarda, ammonisce e si rammarica nella sua intimità. Sogna anche lui la pensione un giorno, come milioni di italiani.

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Giacomo Bandini

Nasce a Ravenna il 1/9/1989 e si trasferisce a Udine nel 2003. Ivi si diploma col punteggio di 78 al Regio Liceo Classico Statale “Jacopo Stellini”. Consegue la Laurea Triennale all’Università degli Studi di Trieste in “Scienze Politiche”. Attualmente laureando presso la facoltà di Scienze Politiche, ramo “Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica - profilo Istituzioni Politiche e Amministrative” all’Università LUISS Guido Carli.
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