Napoli, una città che cambia: il recupero del Molo San Vincenzo

11/11/2016 di Lucio Todisco

Recuperare Molo San Vincenzo alla fruibilità di tutti. Un obiettivo che vede impegnati urbanisti, imprenditori, associazioni, istituzioni e la Marina Militare Italiana che insiste nella zona del molo e che a Napoli ha il proprio comando logistico.

Si è tenuto il 4 novembre, nella Sala della Loggia del Maschio Angioino a Napoli, l’incontro promosso dalla Associazione VIVOANAPOLI “La città che cambia”, dedicato al Molo San Vincenzo e le possibili integrazioni tra il porto e la città. Una tavola rotonda che ha visto la partecipazione dell’Avv. Umberto Masucci, Presidente di Propeller Clubs; del Prof. Massimo Clemente, Dirigente di Ricerca del CNR IRSS; dell’Ammiraglio di Squadra Comandante Logistico della MM di Napoli, Raffaele Caruso e del Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris.

Il recupero del molo –  A moderare l’incontro la Presidente dell’Associazione VIVOANAPOLI, Emilia Leonetti, che, ringraziando gli intervenuti, ha sottolineato la centralità della zona per la vivibilità della città e, soprattutto della necessità, in tempi brevi, di creare le condizioni per un recupero alla cittadinanza del molo, un posto unico nella città che può e deve essere riaperto di concerto, ovviamente, con la Marina.

Il primo ad intervenire è stato l’Avv. Masucci, che ha ricordato come, già nel 1998, gli Agenti Marittimi avevano immaginato d’investire sul Molo San Vincenzo, rendendosi conto delle potenzialità della zona e del traffico crocieristico che di lì a poco sarebbe transitato con maggiore frequenza nel Mediterraneo. Il percorso per rivitalizzare il Molo San Vincenzo è quindi un processo che prende il via da molto lontano e che però, come ricorda Masucci ha necessità, ora, di un’accellerazione, per non perdere nuovamente le grandi potenzialità turistiche che la città sta vivendo.

napoli-porto-san-vincenzoLa possibilità di sinergie con la Marina Militare sono considerate possibili, come si è potuto constatare nel caso della Naples Shipping Week. In quell’occasione, da una parte si è visto come sia possibile far squadra tra gli operatori del Cluster Marittimo, cosa che sta accadendo anche per il Museo del Mare che sorgerà agli ex Magazzini Generali, dove 38 gruppi si sono uniti per questa sfida. Dall’altra è stata constatata, appunto, una sinergia positiva con la Marina, con l’attracco in porto della Amerigo Vespucci, che è stata visitata da migliaia di persone. Infine, Masucci ha ricordato l’evento del 4 dicembre, una maratona sul Molo San Vincenzo, occasione per la città di scoprire il luogo.

Una urbanistica orizzontale per il recupero del Molo – L’intervento del Prof. Clemente ha riguardato le metodologie e le possibilità di recupero urbanistico dell’area. Clemente ha ricordato come sul Molo siano sorti percorsi di studio e workshop del CNR con la collaborazione del DIARC e del Dipartimento di Studi Sociali, e come con il contributo della Dott.ssa Giovene di Girasole e della Dott.ssa Procentese si sta cercando di valorizzare le potenzialità di questo luogo.

Nel corso del workshop realizzato lo scorso anno si è condotta un’analisi sociologica, con interviste strutturate, proprio per comprendere la percezione che i napoletani e gli attori sociali ed economici hanno di questo luogo. Questi studi non nascono con alla base un progetto aprioristicamente strutturato, ma è una proposta di metodo per creare sinergie tra i diversi attori del cluster marittimo, un metodo che può essere definito di urbanistica orizzontale, per giungere a quello che può essere considerato un trial use del Molo: l’uso fatto dalla Marina Militare; l’uso del Molo come bene economico e, quindi, come attracco per le navi crocieristiche o anche per visite via mare; l’uso sociale del Molo come passeggiata per i cittadini.

Per quest’ultimo, l’idea potrebbe essere, in un primo tempo, la creazione di una linea di trasporto pubblico passante per il Molo in certi giorni e in certi orari prestabiliti, di concerto con la Marina. Inoltre, non bisogna considerare il Molo San Vincenzo come avulso dal contesto urbanistico e turistico della città. Clemente ha sottolineato come questi possa essere la prosecuzione naturale di un lungo percorso che, dal lungomare e da Castel dell’Ovo (dove il Rotary Castel dell’Ovo, ad esempio, ha strutturato l’anno scorso degli itinerari di valorizzazione turistica), possa portare i turisti fino al Molo, un luogo che se riaperto alla città, può divenire anche, nella zona del Faro, in maniera controllata, luogo di spettacoli.

L’intervento dell’Ammiraglio Raffaele Caruso ha riguardato il ruolo che può avere la Marina in questo percorso di recupero. Napoli, ha sottolineato l’Ammiraglio, ha da sempre un forte potenziale ed una forte vocazione marittima e la decisione della Marina di spostare il Comando Logistico a Napoli nasce proprio da questo motivo, per non perdere questa potenzialità, dopo l’addio della NATO da Bagnoli. Il ruolo della Marina è non solo quello di discutere con le istituzioni della riapertura dello spazio ai cittadini, ma anche quello di valorizzare l’identità storica della Marina a Napoli che è un pezzo importante della storia della Marina Italiana. L’obiettivo è quello di creare le condizioni affinché il Molo possa divenire elemento attrattivo non solo per i visitatori, ma anche di pubblicità per la Marina stessa rendendo lo spazio, con le dovute precauzioni, fruibile.

Il Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, nel suo intervento, dopo aver ribadito la forte vocazione marittima della città partenopea, ha sottolineato come si è molto vicini a raggiungere l’obiettivo della riapertura del Molo San Vincenzo. Nell’incontro ultimamente avuto con il Ministro della Difesa Pinotti, il Sindaco ha riscontrato come non ci siano ostacoli insuperabili perché si possa giungere a questo risultato: sarà necessario immaginare una collaborazione sinergica tra i diversi attori in campo, tra cui l’Autorità Portuale che, con la nomina a Presidente del prof. Spirito, ricomincia, dopo quattro anni di Commissariamento, a poter costruire una vision futura di un porto che, anche se con i suoi aspetti caratteristici, non è più adeguato al flusso di turisti e di merci che il Porto di Napoli ormai ha e che deve assolutamente consolidare.

Il Molo San Vincenzo, ha ricordato il Sindaco, s’inserisce perfettamente in un discorso di potenziamento del cluster marittimo della città, inserito sia nel “Patto per Napoli” appena firmato con il Governo Centrale, che ha stanziato fondi per il Parco Archeologico di Piazza Municipio, sia nel finanziamento del restyling urbanistico del Lungomare, sia nel progetto di trasporto integrato via mare che sarà oggetto di confronto nei prossimi mesi. Tutti elementi che, insieme, possono creare le condizioni, affinché il Molo diventi un elemento centrale di un nuovo percorso marittimo della città di Napoli.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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