Napoli, brucia la Città della Scienza: una perdita tragica per la cultura

05/03/2013 di Luca Andrea Palmieri

Quella di ieri è stata una giornata che Napoli non dimenticherà, suo malgrado. Dopo il crollo di parte di un palazzo storico di Riviera di Chiaia (praticamente il “lato posteriore” del famoso lungomare), nella notte si è consumato un incendio che ha devastato la Città della Scienza.

Il museo scientifico, meta di moltissime gite, era nato nel 1996 dall’iniziativa della fondazione Idis, sull’onda delle mostre temporanee “Futuro Remoto”, che ogni anno attiravano migliaia di ragazzi delle scuole per la loro spiegazione semplice e divertente dei principali fenomeni scientifici.

In pochi anni era diventato uno dei fiori all’occhiello della città, e simbolo delle possibilità di una località controversa come Napoli: non a caso era situato nella zona Bagnoli, storico quartiere degli operai dell’Italsider. Il polo siderurgico fu ridimensionato a partire dagli anni ’60, e chiuse nel 1992. La zona, della dimensione di un quartiere medio-grande di una città di notevoli dimensioni, è da allora in attesa della messa in atto definitiva del piano di sviluppo, variato molte volte nel corso degli anni. Tra le poche cose ivi realizzate spiccava la Città della Scienza, con i suoi 350 mila visitatori annui capaci di dare lavoro a 160 dipendenti.

Ieri notte è andato tutto letteralmente in fumCittà Della Scienza distruttao. Dei 5 capannoni che componevano il complesso, quattro sono bruciati completamente, per una superficie totale di circa 12 mila metri quadri. Si è salvato il solo Teatro delle Nuvole, che ospitava rappresentazioni per ragazzi, in quanto corpo più esterno,  nonché i muri perimetrali. Ad aiutare le fiamme a divampare, pare, è stata l’abbondante presenza di strutture in legno all’interno del complesso. Fortuna ha voluto (anche se forse non si tratta di un caso), che sia successo tutto di lunedì, quando in Inverno il museo è chiuso al pubblico: non vi è stata infatti alcuna vittima o ferito.

L’incendio è divampato ieri notte, ma solo stamattina i vigili del fuoco di Napoli sono riusciti a domare le fiamme, e ad iniziare l’esame di quelle che possono essere state le cause del disastro (visibile nella foto qui sopra, tratta dal Corriere del Mezzogiorno), tant’è che la procura ha messo da poche ore il sito sotto sequestro. Il sindaco De Magistris ha già dichiarato che, a una prima analisi, la pista dolosa è probabile. Il modo in cui l’incendio è divampato e si è esteso in fretta sembra rendere improbabile l’ipotesi di un incidente. Notizie ufficiali ad ora non ve ne sono: si inizia però a parlare di diverse fonti di innesco, ed anche di un possibile avvicinamento dei supposti incendiari via mare per evitare le telecamere di sicurezza.

Sui social network le reazioni dei cittadini napoletani non sono mancate, e sono soprattutto affrante. C’è chi parla di una giornata da dimenticare, chi ricorda che un motivo di vanto ed orgoglio è finito in cenere, chi dice che la città ha un male incurabile e che non vi si può coltivare niente. C’è chi teme, quale disastro nel disastro, che le macerie rimangano sul posto a lungo, quasi a monito per i napoletani.  Altri, ma di meno a onor del vero, ricordano come la città si sia sempre rialzata dalle peggiori catastrofi, e incitano a ribellarsi contro la criminalità organizzata ed ai mali della città.

Se la pista dolosa verrà confermata, viene da chiedersi quale sia la motivazione dietro a un gesto del genere, che ha una simbolicità fortissima in una città che, in questo periodo di crisi, sta vivendo le proprie difficoltà come moltiplicate. Si tratta di un attacco, per l’appunto, simbolico per ricordare “chi è che comanda”? C’è una motivazione precisa, dovuta a contrasti o a interessi sul piano per Bagnoli? D’altronde la zona era diventata il più interessante laboratorio di sviluppo della città, grazie alla nascita, negli ultimi anni ed in tempi relativamente brevi, di altri poli culturali e del lavoro interessanti come la Città del Gusto e i nuovissimi incubatori d’impresa.

Comunque sia, si tratta di una sconfitta della civiltà. La speranza è che la reazione di Napoli e dei napoletani sia forte: già si parla di un fondo di solidarietà da parte dei cittadini verso la fondazione Idis per ricostruire in fretta il complesso. Luigi De Magistris oggi sentirà il presidente Napolitano, napoletano di nascita e legato, per la sua stessa origine politica, al quartiere.

Anche il vicepresidente del Parlamento Europeo, Gianni Pittella (di origini lucane), è intervenuto attraverso i social network, dichiarando: “Il rogo di questa notte è un attentato alla civiltà e alla democrazia, Napoli e con essa il paese intero vede ancora una volta andare distrutti i germi del futuro e del riscatto: impegniamoci immediatamente, istituzioni e cittadini, nella ricostruzione delle strutture andate distrutte e con esse del tessuto civile della città”. Si spera che quest’impegno non sia solo sulla carta, ma che le istituzioni tutte, da quelle europee a quelle nazionali, si mettano in gioco concretamente.

Una cosa è certa: dalla crisi profonda che attanaglia il paese (non solo economica, ma anche sociale), si può uscire solo e soltanto con la cultura: sviluppandola, aiutandola ad emergere come fonte di eccellenza e facendo in modo che tutti ne percepiscano l’importanza. Questo è particolarmente vero al sud. Di converso, tutto ciò che combatte la cultura, che sia una precisa volontà umana o un evento sfortunato, va combattuto a sua volta, soprattutto per le nuove generazioni che attraverso poli come questi possono scoprire le proprie inclinazioni. E’ per questo che ci si deve aspettare che si faccia di tutto per far tornare la Città della Scienza ad essere, com’era, un punto di eccellenza non solo per la città, ma per il sud intero.

The following two tabs change content below.

Luca Andrea Palmieri

Nasce a Napoli il 3/11/1984 e decide a 7 anni di voler diventare giornalista, ma è troppo curioso per non svariare tra gli interessi più diversi lungo tutto il suo periodo di formazione. Dopo varie fluttuazioni tra lavoro, studi ed esperienze all’estero si laurea presso la LUISS Guido Carli in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica, indirizzo Istituzioni Politiche e Amministrative. Continua ad avere problemi col fatto di essere interessato più o meno a tutto lo scibile umano.
blog comments powered by Disqus