Satya Nadella, nuovo CEO di Microsoft

06/02/2014 di Federico Nascimben

...In un momento difficile per la società di Redmond che si rinnova con una scelta non scontata

Satya Nadella è il nuovo CEO di Microsoft (qui il link dell’annuncio), il terzo della storia della società; succede a Steve Ballmer e a Bill Gates. Quest’ultimo, inoltre, si dimetterà dal ruolo di presidente e diventerà consulente tecnologico, dedicandosi quindi allo sviluppo di nuovi prodotti.

Satya Nadella, nuovo CEO di Microsoft.
Satya Nadella, nuovo CEO di Microsoft.

Microsoft: anni difficili – Nadella diventa CEO di Microsoft (qui la pagina wiki) in un momento particolarmente delicato per la società di Redmond che, come noto, negli ultimi anni ha subito fortemente la concorrenza dell’altro gigante, Apple, non recependo quanto stava avvenendo nel mercato e come i gusti dei consumatori stessero cambiando. Il drastico calo nelle vendite di PC desktop e portatili, l’esplosione del settore smartphone e tablet sono ancora delle ferite aperte, attraverso le quali la società ha cercato di rimediare con l’introduzione di una soluzione intermedia fra “vecchio mondo” e nuove frontiere dell’informatica, come Windows 8, non convincendo – dovendo tornare in parte al classico con l’aggiornamento a Windows 8.1, visto che l’interfaccia Metro aveva disorientato molti utenti – né dal punto di vista delle vendite né della scelta.

Tablet, smartphone e integrazione verticale – Microsoft ha provato negli ultimi anni ad inserirsi nel mercato tablet con Surface, ma anche lì i risultati non sono stati molto positivi, non riuscendo a scalfire il dominio dell’iPad, nonostante una campagna pubblicitaria che è stata piuttosto imponente nel mercato nordamericano. Sul versante smarthpone le cose sono andate leggermente meglio e, dopo lo sviluppo di Windows Phone 8, si è proceduto alla definitiva integrazione hardware con l’acquisizione per 5,44 miliardi della divisione telefonia di Nokia (link qui e qui). La società – come visto -, nelle dichiarazioni del precedente CEO, Steve Ballmer, ha deciso di non dedicarsi più alla sola produzione di software (qui il link), ma si è data alla c.d. integrazione verticale, iniziata appunto con Surface, diventando così anche un produttore hardware.

Satya Nadella, chi è – Satya Nadella, 46 anni, è nato in India, dove si è laureato in ingegneria elettronica prima di trasferirsi negli USA, dove ha studiato  informatica nell’Università del Wisconsin. Ha iniziato la sua carriera lavorativa alla Sun Microsystems, ma subito dopo si è trasferito alla Microsft nella quale ha lavorato per 22 anni, prima di diventarne il CEO, contribuendo allo sviluppo di Bing, Office e SkyDrive.

La mail ai dipendenti – Nella mail che ha inviato ai dipendenti Microsoft il primo giorno da CEO (qui il link) si presenta e parla di sé: “ho 46 anni. Sono sposato da 22 e ho 3 figli. E come tutti, molto di ciò che faccio e di come penso è stato formato dalla mia famiglia e dalle mie esperienze di vita. Molti di quelli che mi conoscono dicono che sono un tipo curioso e con una gran sete di conoscenza. Compro più libri di quanti riesca a leggere. Mi iscrivo a più corsi online di quanti riesca a finire. Penso che se non impari nuove cose, smetti di fare cose grandi e utili. Quindi la mia famiglia, la mia curiosità e la mia fame di conoscenza sono le cose che mi definiscono“.

Una scelta coraggiosa e inaspettata quella di Microsoft che ha preferito un nome interno all’azienda, e che ha 46 anni – di cui 22 passati a Redmond – diviene CEO di una delle più importanti società del mondo. Una storia che sembra un po’ la rappresentazione del sogno americano, viste le origini indiane di Nadella, ma che in realtà ci mostra semplicemente come dovrebbero andare normalmente le cose, dato che competenza e merito sono, in fin dei conti, il vero motore di un sistema economico efficiente; caratteristiche alle quali Nadella aggiunge la curiosità e la sete di conoscenza, assolutamente necessarie in un mercato in continuo cambiamento come quello tecnologico e che, si presume, abbiano ispirato al board il suo nome per la necessaria svolta.

PS: mi si lasci aggiungere, a titolo personale, sperando di non scrivere superflue banalità, che questa storia dovrebbe insegnare qualcosa a noi italiani e alle nostre caratteristiche strutture/composizioni societarie poco propense ad innovazione e cambiamento. E mi si lasci concludere con quanto scrive Zingales sul Sole (qui il link): “[…] nel solo 2013 9.000 laureati hanno lasciato l’Italia, quanti si sono trasferiti in Italia? Le università degli Stati Uniti sono piene di ricercatori italiani (le stime parlano di circa 15.000). Lo stesso vale anche per l’Inghilterra e perfino per la Spagna. Quanti stranieri ci sono nelle nostre università? Stesso discorso per i manager. Sei delle dieci più grandi imprese non finanziarie inglesi hanno un amministratore delegato straniero, in Italia nessuna. L’unico settore in cui sembriamo in grado di attirare stranieri di talento è il calcio“.

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Nasce a Pordenone nel 1989 il giorno della Santa Pasqua. Dopo aver terminato gli studi ragionieristici si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche a Trieste. Conclude il suo percorso laureandosi con il massimo dei voti in Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica alla LUISS "Guido Carli" con una tesi in diritto del lavoro dell'Unione Europea. In accordo col Maestro, pensa che sia "difficile restare calmi e indifferenti mentre tutti intorno fanno rumore". Mail: federico.nascimben@europinione.it
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