Musei in Italia: crescono le visite, ma c’è ancora tanto da migliorare

02/12/2015 di Lucio Todisco

Qual è lo stato di salute dei musei italiani? Mentre l'anno sta per volgere al termine si può già iniziare ad effettuare una prima analisi di questo 2015 che si può definire positiva, ma c'è ancora tanto da fare per potenziare l'accesso e la comunicazione ai nostri siti culturali.

Uffizi

I dati del MIBACT – Il Ministero dei Beni e Attività Culturali evidenzia quello che si può definire un trend in crescita sul totale del numero dei visitatori che accedono alle aree museali, archeologiche e monumentali in Italia. Si è passati, infatti, dai 25.029,755 visitatori del 1996 ai 40.744,763 visitatori del 2014. Un dato ottimo, considerando il numero dei visitatori del 2013, 37.198,795.

Bene Lazio e Toscana, le grandi potenzialità della Campania –  Analizzando nel dettaglio questi dati, segnalati da “Il Sole 24 ore”, è possibile verificare anche l’andamento, regione per regione, del flusso di turisti nel corso del 2014. La regione che ha la migliore performance è il Lazio che, in termine di visite, con  il Colosseo e il Foro Romano, ha accolto 6.181,702 visitatori. Bene anche la Toscana dove è Firenze con gli Uffizi a fare centro catalizzatore del flusso turistico nella regione. Tra le altr, sicuramente è la Campania quella che mostra un trend costantemente in crescita ed enorme potenzialità. Basti pensare a come gli scavi di Pompei, Paestum ed Ercolano abbiano attratto più di 3 milioni di visitatori nel corso del 2014 – rispettivamente per Pompei 2.621,803 visitatori; per il Circuito Archeologico di Paestum, 260,279, per gli scavi di Ercolano, 351,058.

Milano e Expo –  Necessario soffermarsi anche sulla chiusura di Expo, per valutare l’effetto che l’esposizione universale ha avuto sul capoluogo lombardo sul mondo dell’arte e della cultura. Il Comune di Milano ha preso in considerazione i dati relativi agli ingressi negli otto musei civici con biglietteria (i Musei del Castello, il Museo del Novecento, il Gam, il Museo Archeologico, Museo di Storia Naturale, l’Acquario, il Museo del Risorgimento, il Palazzo Morando) ed i sei tra i più importanti musei statali o privati con biglietteria (Museo della Scienza e della tecnologia, Museo Poldi Pezzoli, Museo del Duomo, Pinacoteca di Brera, Museo Teatro alla Scala e Gallerie d’Italia). I risultati, così come ha spiegato l’assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo del Corno, sono confortanti e mostrano il positivo lavoro svolto da Expo nella valorizzazione dell’identità milanese anche come città d’arte. Da maggio a ottobre, infatti, nei 14 musei presi in considerazione si è registrata un’affluenza di oltre 1 milione e mezzo di ingressi, e di questi, quasi 670mila sono stati gli ingressi nei soli Musei civici, ovvero 234mila in più rispetto al 2014 con un  +54%.

Per continuare a crescere, migliorare le strategie di comunicazione – Questi numeri hanno sicuramente necessità di essere supportati da una migliore e più efficace strategia di comunicazione da parte dei poli museali italiani per poter continuare ad immaginare una crescita duratura nel tempo.

Un campanello d’allarme, infatti, suona nei confronti degli altri musei del mondo, dove in un tempo storico in cui la presenza sulla rete è fondamentale per pubblicizzare al meglio le proprie bellezze artistiche e culturali, l’attività di social media strategy nel nostro paese, a parte qualche caso interessante che abbiamo analizzato proprio su Europionione la scorsa settimana nel campo della promozione culturale, mostra un evidente gap tra i musei italiani e quello dei principali competitors internazionali. Secondo i dati forniti da Museum Analytics, sito che analizza la presenza sul web dei musei del mondo, sulla base di likes sulle pagine Facebook e di followers su Twitter, non vi è la presenza di alcun museo italiano nelle prime trenta posizioni, dove vi è la costante presenza del Regno Unito e degli Stati Uniti, con l’eccezione del Louvre di Parigi. In testa vi è il Museum of Modern Art di New York con 1.823,649 likes su Facebook e più di 2 milioni di followers su Twitter a seguire la Saatchi Gallery di Londra, con 1.375,151 likes su Facebook e più di 1 milione di follwers su Twitter. Il primo attrattore museale italiano sono le Scuderie del Quirinale che ha 94.431 likes su Facebook e nessuna attività su Twitter. Un divario abbastanza marcato che deve suonare da campanello d’allarme sulle modalità di comunicazione sul web dei poli musei nazionali.

Un percorso di diffusione di uno storytelling dei nostri beni culturali che fatica ancora a trovare una sua comunicazione social ma che sta, con il tempo, migliorando, a cominciare dal progetto MuD – Museo Digitale presentato lo scorso giugno e nato dalla collaborazione del MiBACT con Ales Spa per creare un sistema museale nazionale ufficiale per la promozione a livello internazionale dei poli museali italiani. Tra gli altri progetti da segnalare c’è TuoMuseo che offre al visitatore la possibilità vera e propria di adottare un museo:  si può contribuire al crowfunding attraverso una donazione spontanea che aiuti lo sviluppo del patrimonio artistico italiano.

C’è ancora tanto da fare, ma la “grande bellezza” del nostro paese ci permette di guardare al futuro con ottimismo se sapremo cogliere le opportunità che il web, oggi, può offrire.

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Lucio Todisco

Classe 1987, Laureato in Scienze Politiche si è specializzato in gestione e formazione delle Risorse Umane e, ad oggi, è praticante Consulente del Lavoro. Una vita tra libri, film, politica, musica e del buon cibo. Il suo libro preferito è Oceano Mare, Mediterraneo il film che rivedrebbe ogni giorno, Oasis, U2 e Coldplay, la musica che ascolta nell’Mp3. Appassionato di innovazione, fa parte del comitato organizzatore dell’Innovation Day, manifestazione che coinvolge professionisti, organizzazioni, aziende e pubblica amministrazione sui temi dell’innovazione, crescita, sviluppo; collabora con la Fondazione Turismo Accessibile sui temi dell’innovazione e accessibilità turistica nel nostro paese.
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