Movimento 5 Stelle: riusciranno, i grillini, a ripartire?

23/09/2014 di Giacomo Bandini

Il M5S si appresta a rilanciarsi con Italia5Stelle: riuscirà a riprendersi dalla batosta europea? Le debolezze e i crucci di un Movimento che deve saper cambiare

M5S

Chi non ha mai peccato, scagli la prima pietra. Effettivamente il concetto della frase esprime un po’ quello che succede nei movimenti politici che si atteggiano a giustizieri e sanatori dello status quo. Il Movimento 5 Stelle è stato portatore di tali istanze fin da subito e, forse, sta continuando a farlo in modo pedissequo e ostinato, ma non altrettanto intelligente. L’unica riconferma del partito rivoluzionario è semmai la centralità del leader, rendendolo così vulnerabile alle critiche che i suoi membri muovono nei confronti degli avversari/nemici della casta. Nel frattempo dovrebbe partire il mega evento Italia5Stelle al Circo Massimo per rilanciare la carica innovativa persa per strada. Ci riusciranno i malcapitati grillini?

Far dimenticare la mediocre figura delle Europee, dove peraltro non hanno affatto toppato, mostrarsi nuovamente freschi e uniti, recuperare la visibilità perduta in tutti questi mesi passati all’ombra di Matteo Renzi. Ecco gli obiettivi da portare a compimento a partire da Italia5Stelle. In tutto ciò, però, non si intravede ombra di alcuna differenza rispetto ai tanto criticati partiti della Seconda (Prima) Repubblica. La Leopolda, seppur effettuata con modalità totalmente differenti, non è stata forse il punto di slancio per il nuovo Partito Democratico? Non si parla forse da tempo di Leopolda Blu per il centrodestra? Per non citare Italia Unica di Passera e co. La Lega si ritrova ogni anno a Pontida, e prima con Maroni e poi con Salvini ha utilizzato i raduni e le “ramazze” per rinnovarsi e ripartire. Il Movimento segue esattamente il medesimo schema di tutti gli altri perché fondamentalmente si è appiattito al livello di tutti gli altri. Non c’è più rivoluzione e cambiamento. Queste parole appartengono ormai a Renzi e al suo governo.

Movimento 5 Stelle, Beppe GrilloCosa rimane allora di un potenziale sprecato? Una grande macchina mediatica e una struttura poco oliata. Molte le contraddizioni. Non possedendo di fatti una vera ideologia politica, ma presentandone una costellazione diversificata viene esclusa anche la possibilità di agire in modo credibile secondo una linea d’azione ben precisa. Sia chiaro, anche Forza Italia deve sottostare alla legge di un vertice ben preciso culminante con Berlusconi, ma perlomeno si muove in modo compatto. All’interno del Movimento convivono anime diverse che spesso malvolentieri sottostanno ai diktat dei più forti. E ciò è un derivato del concetto di democrazia liquida e di democrazia orizzontale. Se mescolata al metodo gerarchico si creano delle complicazioni e delle problematiche, come nel caso dei dissidenti e nella pessima figura pubblica del sindaco di Livorno costretto a giustificarsi più volte sulle nomine degli assessori spettante a lui solamente.

Se a questo si aggiunge un’attività parlamentare molto prospera nei fatti, quanto scarsa nella documentazione e nella trasparenza è obiettivo parlare di delusione. Presentandosi come i paladini del “mostriamo, documentiamo, entriamo e vi facciamo vedere” si sono trovati di fronte alla pura realtà istituzionale e politica. Molto di quello che viene svolto all’interno dei palazzi non può essere mostrato. Per ovvi motivi, se ognuno di noi registrasse tutte le conversazioni, contrattazioni, discorsi e votazioni si perderebbe il doppio del tempo. E non parliamo del fatto che la maggior parte della gente non capirebbe, costringendoci a rielaborare e rispiegare il tutto. Lo schema è identico per la politica. Delle loro attività se ne conosce una percentuale piuttosto bassa e non per colpa dei media cattivi, ma per difficoltà tecniche e per inesperienza. D’altronde si sono autoisolati e non è stato d’aiuto.

Che cosa ne sarà dunque del Movimento capace di far sognare milioni di persone? L’unica opportunità che hanno rimane quella di rilanciarsi davvero con Italia5Stelle, a patto non si riveli l’ennesimo vaffa day. Il capolavoro politico di un anno e mezzo fa non può e non deve risolversi in un nulla di fatto. C’è una base da ascoltare che viene spesso lasciata un po’ a se stessa. Non basta, infatti, ascoltare ed alimentare le proteste della gente, servirebbe piuttosto utilizzare le proposte e le idee dal basso, come si ripropongono di fare, per costruire una vera e coerente strategia comune, composta da ideali condivisi e concreti, piuttosto che un generico “tutti a casa”. Senza contare che, i politici del futuro, quei Di Battista e Di Maio, eletti a paladini da parte del Movimento, si sono rivelati ottimi soprattutto nell’attirare critiche per uscite e dichiarazioni che rivelano, da una parte, scarsa incapacità politica, rappresentando spesso un danno per il Movimento stesso e, dall’altra, poca conoscenza delle situazioni affrontate – pensiamo al caso ISIS o dei richiedenti asilo.  Tutti questi accorgimenti, ed il non riptersi di certe situazioni, servirebbero a costruire una solida base elettorale, non solamente uno sfumato accorpamento da destra a sinistra. A volte, insegna la politica, bisogna sapersi sporcare e bisogna saper prendere dagli altri le cose più utili alla propria causa. Si può essere diversi, serve intelligenza.

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Giacomo Bandini

Nasce a Ravenna il 1/9/1989 e si trasferisce a Udine nel 2003. Ivi si diploma col punteggio di 78 al Regio Liceo Classico Statale “Jacopo Stellini”. Consegue la Laurea Triennale all’Università degli Studi di Trieste in “Scienze Politiche”. Attualmente laureando presso la facoltà di Scienze Politiche, ramo “Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica - profilo Istituzioni Politiche e Amministrative” all’Università LUISS Guido Carli.
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