Movimento 5 Stelle, continua la tempesta

09/06/2013 di Giacomo Bandini

Non un attimo di pace per il duo Grillo - Casaleggio, dopo le polemiche, le prime defezioni

Movimento 5 Stelle, consultazioni governo Renzi

L’urlo di Grillo – «ll Parlamento potrebbe chiudere domani, nessuno se accorgerebbe. E’ un simulacro, un monumento ai caduti, la tomba maleodorante della Seconda Repubblica. O lo seppelliamo o lo rifondiamo». Il blog tuona di nuovo. La voce è la solita, quella di Beppe Grillo, figura di riferimento del Movimento 5 Stelle. E stavolta non tuona a caso, ma con uno scopo ben preciso: distogliere l’attenzione dalle prime due defezioni ufficiali. Alessandro Furnari e Vincenza Labriola, entrambi tarantini, hanno infatti deciso di traslocare nel gruppo misto.

Le defezioni – Si è partiti con indiscrezioni e dichiarazioni allusive, per poi arrivare alla vera e propria ufficialità, arrivata ieri con una lettera alla presidenza della Camera. Le cause emerse fin ora sono principalmente due. In primo luogo, l’eccesiva verve decisionista del duo Casaleggio-Grillo, avrebbe scatenato il disappunto di Labriola e Furnari. Quindi a far traboccare il vaso sarebbero state le dichiarazioni del Beppe nazionale sul caso Ilva – «sarebbe meglio chiuderla…». L’essersi lasciato andare a parole simili, senza neanche consultare chi, a Taranto, ha vissuto ed è nato, avrebbe spinto i due a fare le valigie. Sui social network ovviamente si sono sprecati gli insulti. I più teneri li appellavano con il termine: “Traditori”.

Il gioco di mr. Grillo – Subito dopo ci pensa Grillo a coprire tutto. Sparando a zero, come ci ha abituati da tempo. E l’intento di coprire i guai intestini in effetti è parzialmente riuscito. Laura Boldrini ci è cascata in pieno e ha replicato subito. I media ovviamente non hanno parlato di altro. Dai giornali ai telegiornali, come per ogni dichiarazione del genovese, i riflettori si spostano su di lui, senza pietà del povero spettatore, inerme. E a sentire loro, il filtro della società, come non schierarsi dalla parte della presidente della Camera? Grillo insulta le istituzioni, è un violento, un sovversivo. Ma c’è anche un’altra parte della barricata, quella, invece, di chi si radicalizza nell’odio verso un sistema che realmente non funziona più ed è farraginoso quanto obsoleto.

I precedenti – Intanto delle defezioni ce ne siamo dimenticati, come voleva il signor Grillo. Così come si è presto scordato l’episodio del mitico Vito Crimi, con il collega cittadino Giarrusso. Il primo non si è presentato alla seduta della Giunta per le lezioni in cui doveva essere eletto il presidente della medesima, è stato duramente criticato dal secondo che a sua volta si è autosospeso dopo essersi sfogato con qualche cronista di passaggio. La cornice a questa vicenda mostra poi un calo del consenso da parte degli elettori, alcuni “cittadini” onorevoli piuttosto delusi e spaesati, e la mancanza di concretezza del lavoro del gruppo nelle Assemblee nazionali.

Persone comuni – Una polveriera, certo, ma una polveriera di umanità. Spesso si dimentica come, sino a poche settimane fa, i deputati M5s fossero persone comuni, non abituate a tutta questa pressione né al ruolo che ricoprono. Se il Movimento 5 Stelle non sembra democratico al suo interno, se ogni volta devono volare parole grosse è anche perché rispecchia il popolo della rete, a volte troppo litigioso e incapace di accettare le opinioni e le diversità altrui, ma anche variegato al suo interno e per definizione incapace a sottostare ad un pensiero unico. Due diverse concezioni che si mischiano nel Movimento creando continue tensioni. Ci piace pensare, in ogni caso, che la maggior parte di loro siano persone in grado – dopo un giusto rodaggio – di concretizzare il loro impegno, affermando all’interno del movimento quel minimo di autonomia capace di creare confronto, elemento imprescindibile per raggiungere obiettivi concreti. senza perdere quel lato umano che tanto li contraddistingue e capace di divenire, se usato bene, un’arma in più.

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Giacomo Bandini

Nasce a Ravenna il 1/9/1989 e si trasferisce a Udine nel 2003. Ivi si diploma col punteggio di 78 al Regio Liceo Classico Statale “Jacopo Stellini”. Consegue la Laurea Triennale all’Università degli Studi di Trieste in “Scienze Politiche”. Attualmente laureando presso la facoltà di Scienze Politiche, ramo “Scienze di Governo e della Comunicazione Pubblica - profilo Istituzioni Politiche e Amministrative” all’Università LUISS Guido Carli.
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