Moto Guzzi 1921 – 2012: una storia di passione made in Italy

23/04/2013 di Redazione

Parlare di Moto Guzzi significa parlare di uno dei migliori rilanci del made in Italy di questo periodo di crisi. La casa motociclistica, acquisita dalla Piaggio nel 2004, è tornata protagonista del mercato nazionale ed internazionale con modelli storici come le California e Nevada. Si è anche tolta grandi soddisfazioni nel mondo delle corse, andando a vincere nel 2006 la “Battle of Twins” della Daytona Speed Week davanti a più di 80.000 spettatori, con una MGS-1 guidata dal pilota Gianfranco Guareschi. Tutta la sua epopea è narrata in un e-book interattivo “Moto Guzzi – Dal 1921 al 2012”, edito da Sprea e disponibile sull’iTunes Store.

Gli inizi – La storia della Moto Guzzi iniziò nel 1921 a Genova, dall’idea del cavalier Emanuele Vittorio Parodi, di suo figlio Giorgio de di Carlo Guzzi, amico di quest’ultimo. Il simbolo scelto fu un’aquila, che iniziò subito a farsi conoscere tra gli appassionati. Dopo solo tre anni infatti, la C4V Moto Guzzi piazzò al Campionato Europeo di Motociclismo i suoi piloti al primo, al secondo e al quinto posto: praticamente un trionfo.

Moto Guzzi - Dal 1921 al 2012
Moto Guzzi – Dal 1921 al 2012

La produzione intanto cresceva, al punto che il marchio, nel 1934,  diventò il primo produttore di moto della penisola. La qualità venne riconosciuta anche dal Regio Esercito, che commissionò alla fabbrica la produzione di moto militari: nel periodo della guerra arrivarono ad esserne prodotte quasi 30.000 l’anno.

Il post guerra – Al termine del conflitto la Moto Guzzi ritornò alla produzione civile e per le corse, investendo sull’innovazione: erano gli anni del Guzzino 65 e del Falcone: quest’ultima, moto di grande cilindrata, ai tempi era il “non plus ultra” della tecnica meccanica a due ruote. Il marchio tornò anche alle corse: gli appassionati ricorderanno come Bruno Ruffo, su Moto Guzzi 250 fu il primo vincitore, nel 1949, del neonato Campionato Mondiale di motociclismo. L’investimento sull’innovazione rimaneva il pezzo forte della casa genovese, che nel 1950 fu la prima, tra i produttori di moto, a dotarsi di una galleria del vento in scala 1:1, tutt’oggi in funzione, a Mandello del Lario.

La crisi – La crisi era però all’orizzonte: nel 1955 morì Giorgio Parodi, e nel 1964 Carlo Guzzi. Intanto iniziò il periodo nero del settore motociclistico, spinto dalla diffusione sempre maggiore delle automobili. Iniziò una lunga girandola di gestioni diverse: si partì dalla SEIMM, società costituita dalle banche creditrici. Seguì, nel 1973, la De Tomaso, società argentina proprietaria già della Benelli, che divise la produzione tra i modelli turistici (tra cui la California) e i modelli da corsa, come la storica Le Mans, del 1976. Nel 1988 la De Tomaso decise di fondere Moto Guzzi e Benelli dando vita alla Guzzi-Benelli Moto, denominazione che rimase fino al 1996.

Purtroppo problemi finanziari porteranno negli anni ’90 all’interruzione dell’esperienza nel mondo delle corse. Dopo un drastico risanamento economico negli anni ’90, nel 2000 Ivano Beggio, proprietario dell’Aprilia, acquistò la Moto Guzzi con l’intento di rilanciarla sul mercato, a partire dal modello V11, la cui prima versione risaliva al 1999, che ottenne un buonissimo successo nelle sue svariate versioni.

Il passaggio a Piaggio – Purtroppo anche l’Aprilia conobbe, negli anni immediatamente successivi, una grave crisi economica che portò all’ultimo capitolo della travagliata epopea del marchio. Nel 2004 infatti, dopo l’ennesimo rischio fallimento, fu la Piaggio ad acquistare l’intero Gruppo Aprilia, Moto Guzzi compresa. Da qui è iniziato il rilancio definitivo del marchio. Nel 2005 vengono presentate la Breva V1100 e la Griso, ed il numero di moto prodotte riprende costantemente ad aumentare. Dalle circa quattromila del 2004, numero davvero di nicchia, si arriva alle oltre diecimila nel 2006; un quantitativo in aumento anche negli anni successivi, a cui si incrociano i già citati successi sportivi.

Made in Italy – Una storia tutta italiana, che si incrocia perfettamente con la passione nostrana per i motori: nascita, crescita e crisi, una lunga parentesi in mani straniere ed il ritorno a titolo definitivo alla proprietà italiana, che da l’avvio a una fase di rilancio, e che sa moltissimo di un caso, uno dei rari, in cui il made in Italy, fatto di passione, tecnica e design, riesce ad affermarsi, soprattutto in un contesto difficile come quello dei giorni nostri.

L’e-book– E’ proprio di questo che parla “Moto Guzzi – Dal 1921 al 2012”, raccontando la storia del marchio dai primi prototipi di motocicletta ai più moderni scooter, passando per le varie gestioni dell’azienda. Si tratta di una vera e propria enciclopedia delle moto storiche nate dalla mente di Carlo Guzzi, a cui si incrocia il racconto appassionato delle imprese sportive, dal debutto del 1924 al successo di Daytona nel 2006. Il libro sfrutta appieno il potenziale tecnologico degli e-book e dei tablet, permettendo di interagire con gallerie fotografiche, e diversi collegamenti esterni, tra cui schede di specifiche tecniche: un’esperienza presente nei più diffusi formati e-book, come l’ePub 2.0 e Mobi. Il suo costo è di 4,99 euro ed  è scaricabile a questo link.

blog comments powered by Disqus