Mormonismo e le donne: l’uomo riflesso di Dio, la donna dell’uomo

27/11/2015 di Ginevra Montanari

Tra regole estremamente rigide ed evoluzione sul ruolo della donna, i Mormoni portano avanti un esempio dell'influenza delle religioni sulle società. Come trovare un equilibrio in questo confronto?

Come possiamo rispettare le religioni dell’umanità, se continuiamo a ritenerle colpevoli dei danni che hanno causato al prossimo nel doloroso corso della storia? Chelsea Shields, antropologa e attivista, cresciuta all’interno della dimensione ortodossa del severo Mormonismo, risponde a questo paradosso. Trascorrendo infanzia, adolescenza ed età adulta in un’esperienza di sessismo costante, con relativa esclusione delle donne dalle cariche religiose, si ritrova a combattere strenuamente per i diritti umani, ma senza mai abbandonare la propria fede. “La religione può liberare o soggiogare, rafforzare o impoverire, può sostenere o distruggere (…) Pervade la nostra vita politica, l’educazione, il campo militare, le questioni finanziarie, le norme riguardanti la nostra salute, e diffonde violenza nel mondo”.

La religione non è solo fede. È potere. Influenza le masse, orienta interi popoli. Incide sui credenti e sugli atei, su agnostici e intellettuali. Colpisce tutti, ogni giorno, perché è cultura comune, ed è radicata da secoli in tutte le terre. Nonostante il processo di secolarizzazione che oggi si diffonde con sempre maggior slancio, la religione continua ad avere un grande peso politico. Un esempio lampante è proprio questo: se uno stato o un’organizzazione finanziaria escludessero a priori le donne da incarichi decisionali di spicco, nel Ventunesimo secolo si griderebbe senz’altro allo scandalo. Verrebbero presi seri provvedimenti. Ma questo si verifica tranquillamente in quasi tutte le religioni, ancora oggi, e in pochi se ne preoccupano. Il Mormonismo – ecco un altro esempio, più specifico – ha esercitato un potere davvero incredibile. Durante la Proposizione 8, in nome della  religione sono state raccolte più di 22 milioni di dollari in California, per abolire il matrimonio omosessuale. Quarant’anni fa, se non fosse stato per l’opposizione Mormone all’Emendamento di Uguali Diritti, lo stato della California ora includerebbe questo principio all’interno della sua Costituzione. Su quanti numeri ha inciso il Mormonismo e il suo attivismo, in quell’occasione? Come ci è riuscita? La religione ha vittoria facile quando pianta le radici della moralità, ma ha il campo spianato quando semina i germi della normalità.

In ambito religioso vengono concessi atteggiamenti che nessuno accetterebbe nella vita laica e statale. Il Mormonismo, come molti credi, impone regole molto rigide: da chi frequentare, a quale intimo indossare. Shields, come la famiglia e i membri della sua comunità, donava alla chiesa il 10% del proprio guadagno generale. Quando si parte per i due anni di missione, puntualmente giovani ragazzi arrivano a togliersi la vita per paura di tornare senza meriti, per il terrore di dichiarare la propria omosessualità, o per non vedersi scomunicati per un motivo o per l’altro. Ma si tratta anche di una religione che consiste in un’assistenza reciproca istantanea. La comunità ti aiuta in ogni momento: nel crescere i figli, nel trovare lavoro, in salute e in malattia. Questo è una caratteristica di moltissime comunità religiose.“Per questo ho accettato senza indugi che solo gli uomini comandassero, ho accettato senza mai oppormi che le donne non meritassero lo spirito di Dio sulla Terra, quello che noi chiamiamo sacerdozio. Ho accettato le disparità tra uomini e donne nelle pratiche finanziarie, nei consigli disciplinari, in merito alle capacità decisionali, ho permesso tutto questo alla mia religione perché l’amavo”.

L’antropologa, con altre attiviste, e in gruppi di cento, diedero inizio a una prima opera di sensibilizzazione, filmando, scrivendo articoli sul web, documentando il problema del maschilismo, nel tentativo di far aprire gli occhi. Perché non si può cambiare ciò che non si riescie a vedere. Fondarono organizzazioni di sostegno, attirando l’attenzione con atteggiamenti poco consoni per le donne, in ambiti religiosi. “Abbiamo perso le nostre amicizie. Abbiamo perso il nostro lavoro. Ricevevamo email intimidatorie ogni giorno. Venivamo attaccate dai social media e dalla stampa nazionale. Ricevevamo minacce di morte. Perdemmo i nostri ruoli nella comunità. Qualcuna fu scomunicata. Molte di noi furono portate dinanzi ad un consiglio disciplinare, e rinnegate dalla stessa comunità che amavamo tanto, perché volevamo renderli uomini migliori, e sapevamo che potevano esserlo”.

Adesso foto di donne e uomini sono appese vicine nei corridoi dei luoghi santi, per la prima volta. Adesso le donne possono pregare nelle assemblee, mentre prima era loro proibito. Ci sono stati dei cambiamenti significativi che permettono un dialogo molto più aperto sulla disparità dei sessi. Le nuove generazioni erediteranno una religione nuova, più equa. Sarebbero davvero moltissimi i passi avanti da fare, in molte religioni che si rifanno a una tradizione che non sta più al passo coi tempi, e con le nuove esigenze delle moderne generazioni. La secolarizzazione ha portato a un aspro giudizio sulle religioni del mondo: sono illusioni progettate ad Hoc dai potenti per gestire le masse, controllarle a piacimento; sono per i bigotti, i conservatori e gli ignoranti; le religioni dividono invece che unire; aizzano alla violenza e al razzismo, non hanno nulla di razionale, sono come delle sette. Come possiamo rispettare le religioni dell’umanità, se continuiamo a ritenerle colpevoli dei danni che hanno causato al prossimo nel doloroso corso della storia? È difficile. Non c’è una risposta semplice. Ma una cosa è certa: la fede è come una fiaccola di una luce intensa; può far luce, o bruciare chi la porta e chi gli è vicino. Per i genitori di Chelsea Shields, una cosa così semplice come indossare un top scamiciato che mostri le spalle, è disonorevole. Per questo motivo non si ricongiungerà mai più con la sua famiglia. Ed è questo estremismo il peggior male della religione. È per questi atteggiamenti chiusi e polemici che bisogna combattere.

“Ormai è tempo che metà della popolazione mondiale prenda voce e ricevi parità nelle comunità religiose, in chiese, sinagoghe, moschee e nei santuari di tutto il mondo. Io sto lavorando per la mia gente. Voi cosa state facendo per la vostra?

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Ginevra Montanari

Nasce a Roma il 4 settembre 1993. Diplomata al liceo linguistico europeo Sacro Cuore, attualmente frequenta la facoltà di Scienze Politiche alla Luiss Guido Carli. Da sempre appassionata di cinema, musica e teatro.
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